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Marx e la dittatura del capitale

Categoria: Articoli Hits:387

 

 
Paolo Ciofi
 
(da: La rivoluzione del nostro tempo. Manifesto per un nuovo socialismo, Roma, Editori Riuniti, 2018)
 
 
Nonostante la ricerca di fantasiose e accattivanti denominazioni volte a occultarne la natura, la società in cui viviamo ha un nome che la definisce con chiarezza: si chiama capitalismo. Capitalismo perché è il capitale che dà a questa formazione economico-sociale il soffio della vita, ed è il propulsore che la spinge e la diffonde nel mondo. Ma cos’è il capitale? La domanda ci porta ai fondamenti, e proprio per questo è quanto mai attuale. È una cosa? Un insieme di merci, di macchinari e di materie prime? Un algoritmo? Un accumulo di titoli e mezzi finanziari ben nascosti nei paradisi fiscali con un semplice click?

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"La gabbia dell'euro". Il nuovo libro di Domenico Moro

Categoria: Libri Hits:533

Uscire dall’euro è un anacronistico ritorno al nazionalismo o un passaggio necessario per ricostruire una vera solidarietà tra i lavoratori europei? Lo stato nazionale è un’anticaglia da relegare al museo della storia o il contesto all’interno del quale la democrazia e i diritti del lavoro possono essere difesi più efficacemente? Obiettivo di questo libro è rispondere a tali domande. Per farlo, l’autore ripercorre le ragioni dello scetticismo verso lo Stato nazionale e della diffusione del cosmopolitismo e dell’europeismo, dimostrando come l’integrazione europea sia nata e sia stata pensata in opposizione agli interessi popolari.

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La protestantizzazione dell’America Latina e la penetrazione del pentecostalismo

Categoria: Saggi Hits:1169

 

 

Alessandra Ciattini[1]

 

Premessa

Obiettivo di questo breve intervento è cercare di spiegare le ragioni del successo della protestantizzazione dell’America Latina e della nuova forma religiosa (pentecostalismo), che conta attualmente 600 milioni di affiliati[2], tenendo presente in primo luogo le caratteristiche specifiche del pentecostalismo, in secondo luogo le ragioni strategiche di questo processo, in terzo luogo analizzando per brevi cenni le trasformazioni realizzatesi negli ultimi decenni nel subcontinente latinoamericano.

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Oltre il capitale. L’ultimo libro di István Mészáros*

Categoria: Libri Hits:767

 

Antonino Infranca

 

L’edizione italiana di questo monumentale libro di Mészáros – forse l’ultimo allievo di Lukács che si riconoscesse ancora nelle idee del maestro – arriva ultima, dopo l’enorme successo che hanno avuto, soprattutto, l’edizione spagnola e quella portoghese, a dimostrazione che il nostro paese è entrato da tempo in una fase di de-politicizzazione della riflessione filosofica. Il libro apparve nel 1995, in inglese, ma non risente affatto dei due decenni e più dalla sua prima apparizione, perché i problemi che vi vengono affrontati sono ancora attuali.

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La durezza del Capitale

Categoria: Articoli Hits:547

Marcello Musto

(da "il manifesto", 8.9.2017)

 

 

L’opera che, forse più di qualunque altra, ha contribuito a cambiare il mondo, negli ultimi centocinquant’anni, ebbe una lunga e difficilissima gestazione. Marx cominciò a scrivere Il capitale solo molti anni dopo l’inizio dei suoi studi di economia politica. Se aveva criticato la proprietà privata e il lavoro alienato della società capitalistica già a partire dal 1844, fu solo in seguito al panico finanziario del 1857, iniziato negli Stati Uniti e poi diffusosi anche in Europa, che si sentì obbligato a mettere da parte le sue incessanti ricerche e iniziare a redigere quella che chiamava la sua «Economia».

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Il radicamento del pensiero antropologico post-moderno nella società contemporanea

Categoria: Saggi Hits:1341

Alessandra Ciattini*

 

Introduzione

Negli ultimi decenni numerose sono state le opere di più o meno grande diffusione, nelle quali si sono analizzate e sono state ampiamente confutate le tesi sostenute dai cosiddetti autori post-moderni, sia pure nella consapevolezza che tale corrente di pensiero non costituisce un filone omogeneo, giacché contiene in sé varianti, sfumature e tendenze non omologabili in uno stesso cliché. Sono convinta, tuttavia, che il noto pamphet di Terry Eagleton (Le illusioni del post-modernismo, 1998) colga nel segno quando individua le debolezze di questo pensiero, soprattutto quando denuncia con vigore la sua incapacità di dare una risposta seria ai drammatici problemi, con cui si confronta la società contemporanea.

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L'antropologia marxista

Categoria: Saggi Hits:2496

  1. Vito Bongiorno*

 

Nuestros pueblos originarios han conservado sus raices socialistas
Hugo Chávez

 

Concetti basilari

Dalla fine del secolo XIX e lungo tutto il corso del XX la cultura marxista ha raccolto la sfida della descrizione della diversità culturale. Prendendo spunto da alcune delle idee fondamentali degli scritti di Marx e di Engels, alcuni studiosi hanno analizzato istituzioni e strutture sociali appartenenti alle differenti società umane; in alcuni casi, tali analisi hanno reso possibile la formulazione di generalizzazioni e l’elaborazione di teorie antropologico-culturali di carattere generale.

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“Un ponte intravisto nella notte”: una nuova temporalità fra coscienza ed esperienza

Categoria: Libri Hits:371

  Orsola Goisis*   Vi sono luoghi dove la vita non lascia alcun segno, dove non sono eretti monumenti, né memorie, dove  non vi è più traccia del tempo, come nella friabile e cangiante Alessandria d’Egitto descritta da Giuseppe Ungaretti[1]; talvolta accade ancor più che lo spazio ci appaia devastato, si direbbe “annullato attraverso il tempo”, volendo recuperare una nota predizione marxiana contenuta nei Grundrisse[2]. Così si mostra la nostra epoca: un territorio arido e in mutamento incessante, così velocemente travolto dalla “novità”, al punto che nulla riesce realmente a depositarvisi, a conservarsi. La scrittura di Ravizza, che da parecchio scruta il disagio di questo...

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La Polis che non c’è

Categoria: Saggi Hits:296

  Massimiliano Tortora *   Ma più spaventa, in questo mondo-quadro di Pollock, cercare un filo di pensiero comunicabile che leghi quelle a me capitate a quelle di milioni di altri (Dieci anni dalla parte del torto. Lettera).     Scrive Paul Ricoeur, interrogandosi sul «ruolo della violenza nella fondazione delle identità, principalmente collettive», nel saggio Passato, memoria, passato, oblio: Non esiste alcuna comunità storica che non sia nata da un rapporto assimilabile senza esitazione alla guerra: noi celebriamo con il titolo di eventi fondatori sostan-zialmente atti violenti, legittimati a posteriori da uno Stato di diritto precario. Ciò che per gli uni fu gloria, fu umiliazione per...

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La poesia ago del mondo: il Novecento di Fortini

Categoria: Saggi Hits:258

  Donatello Santarone *   Nello stesso anno, 1977, in cui escono gli scritti di politica e letteratura di Questioni di frontiera, terzo tempo della produzione saggistica di Fortini, il poeta e critico fiorentino-milanese pubblica I poeti del Novecento per la «Letteratura Italiana Laterza», «Storia e Testi», diretta da Carlo Muscetta. Il libro riporta il «finito di stampare» nel marzo 1977, ma molto probabilmente Fortini lo chiude entro la fine del 1976. Lo riproponiamo oggi, quaranta anni dopo, perché questa antologia ha contribuito a una nuova interpretazione e periodizzazione della poesia italiana del Novecento, offrendo una prospettiva critica capace di restituirci, con rara...

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Canti di un universo sociale in decomposizione

Categoria: Libri Hits:611

    Emiliano Alessandroni * «Parlavano tutti nella mia tragedia, donna o schiavo che fossero!». A queste parole, pronunciate da Euripide nelle Rane di Aristofane, replica il personaggio di Eschilo, palesando, senza troppi indugi, il pensiero dell'autore: «Svergognato, non ti dovevano accoppare?»[1]. Dalla parte di Aristofane si schiererà, molti secoli più tardi, Friedrich Nietzsche, che, nel ricercare le origini di quelle rivolte operaie, suscettibili a suo avviso di intorpidire la vita dello spirito, punterà il dito proprio contro il teatro di Euripide, reo ai suoi occhi di aprire il sipario a quello «schiavo domestico bonario e scaltro, che così spesso sta al centro...

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Per un tempo umano liberato. "Il comunista", di Guido Morselli

Categoria: Recensioni Hits:524

  Fosco Giannini   È lecito parlare di un romanzo e del suo autore se né dell’uno né dell’altro cade un anniversario? È lecito rompere con la liturgia delle rievocazioni ad orologeria, per la quale non è la qualità intrinseca dell’opera o la sua possibile interazione con la fase storica in atto a suggerirne un’aggiornata presentazione critica alle nuove generazioni, ma - appunto – solo un algido e burocratico decennale, trentennale? Credo sia assolutamente giusto ed anzi necessario, una controtendenza da assumere quale tendenza, specie se decidiamo di togliere dalla polvere un – seppur misconosciuto - capolavoro letterario come Il comunista, di Guido Morselli. Misconosciuto...

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Stato e democrazia nelle contraddizioni della sinistra. Le incompatibilità tra la Costituzione italiana e il modello "liberale" di Bonn

Categoria: Saggi Hits:576

Salvatore d'Albergo*

 

Il modello costituzionale di democrazia per la trasformazione della società e dello stato

Il dibattito di questo seminario e la relazione di Ruggeri, conferma il fondamento della ricerca promossa dal "Centro" allo scopo di chiarire le diverse forme che assume nel processo storico la questione dello stato rispetto ai diversi termini in cui si presenta il conflitto di classe, ed ha quindi trovato piena convalida nella varietà degli interventi l'utilità di interloquire in questa sede di riflessione politico-culturale - in quanto tale "autonoma" da esigenze di decisione di gruppi dirigenti - sui termini attuali dell'annosa questione del rafforzamento dell'esecutivo", oggi riproposta insistentemente in nome del "presidenzialismo" e delle sue varianti.

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Teorie del valore

Categoria: Saggi Hits:1272

 Giorgio Lunghini e Fabio Ranchetti*

 

Introduzione

Per 'teoria del valore' si possono intendere due cose distinte: la determinazione quantitativa dei rapporti secondo cui le merci vengono scambiate sul mercato, cioè dei loro prezzi relativi; oppure la ricerca dell'origine del valore delle merci, dunque l'indagine circa il fondamento stesso, l'oggetto e il metodo del discorso economico. Circa la sostanza che conferisce valore alle merci, le due spiegazioni rivali possono essere definite l'una 'oggettiva', l'altra 'soggettiva'. La prima riconduce il valore delle merci al lavoro che direttamente o indirettamente è stato impiegato per produrle: essa sarebbe oggettiva in quanto il lavoro impiegato per produrre una merce dipende dalle tecniche di produzione adottate, e queste in ogni dato momento sono date. La seconda spiegazione del valore delle merci nega che questo dipenda da loro proprietà intrinseche: il valore delle merci dipenderebbe dall'apprezzamento, da parte dei singoli soggetti, dell'attitudine dei beni economici a soddisfare i bisogni.

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Disoccupazione

Categoria: Lessico marxista Hits:3608

Vedi Esercito industriale di riserva

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Sovrappopolazione relativa

Categoria: Lessico marxista Hits:4828

Vedi Esercito industriale di riserva

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Esercito industriale di riserva

Categoria: Lessico marxista Hits:9453

di Manfredi Alberti

La metafora militare “esercito industriale di riserva”, insieme all’espressione “sovrappopolazione relativa”, sono utilizzate da Marx per indicare il fenomeno della disoccupazione in quanto prodotto dell’economia capitalistica. La riflessione di Marx sulla disoccupazione è volta a dimostrare che la mancanza di lavoro non è un fenomeno naturale, ma un prodotto necessario dell’accumulazione capitalistica. L’analisi marxiana della sovrappopolazione è uno dei primi tentativi di fornire una spiegazione storica e teorica della tendenza del sistema capitalistico a generare, in virtù delle sue proprie dinamiche, una quota di popolazione eccedente rispetto alle esigenze di valorizzazione del capitale.

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La favola della disoccupazione "naturale" e la lezione della storia

Categoria: Articoli Hits:715

Manfredi Alberti*

  

L’epoca attuale è segnata dalla crescita delle disuguaglianze e dei divari economici. La crisi economica in corso, ormai quasi decennale, sta ampliando le divergenze, non solo all’interno dell’Italia ma anche fra l’economia italiana nel suo complesso e i centri forti dell’economia europea, capeggiati dalla Germania. Questo processo è testimoniato dall’inarrestabile desertificazione industriale del nostro Paese, già evidente da diversi anni e in buona parte figlia della furia privatizzatrice dell’ultimo ventennio[1].

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“Comunismo moderno” versus nostalgia della comunità

Categoria: Saggi Hits:871

 

Stefano G. Azzarà

(da Marxismo Oggi, 2003, n. 1)

 

  1. Trionfo della borghesia e riconoscimento della modernità

Netto e inequivocabile, come è stato più volte messo in evidenza, è il riconoscimento, da parte degli autori del Manifesto, del ruolo progressivo svolto dalla borghesia almeno per gran parte dell'età moderna. Dopo aver enunciato la tesi fondamentale dell'interpretazione materialistica della storia secondo il principio della lotta di classe, dopo averne delineato l'articolazione storica più generale e mostrato la forma che essa ha assunto nella «moderna società borghese»[1], Marx ed Engels ripercorrono sinteticamente i nodi decisivi dell'affermazione del modo di produzione capitalistico e della connessa ascesa politica e sociale della classe detentrice della nuova forma di proprietà.

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La teoria della conoscenza nel materialismo dialettico: da Engels e Lenin alla riflessione di Guglielmo Carchedi

Categoria: Relazioni e Interventi Hits:410

 

Massimiliano Romanello

(Contributo della FGCI al seminario "Lavoro mentale e classe operaia", del 19 aprile 2018, presso la facoltà di Economia dell'Università degli studi Roma Tre, nell'ambito del ciclo di incontri "Tecnologia, lavoro e classe", promosso dall'organizzazione Noi Restiamo)

 

Teoria del Riflesso e materialità della conoscenza

Il testo che segue è da considerarsi come un’introduzione alla lettura dell’opera di Guglielmo Carchedi Sulle orme di Marx, lavoro mentale e classe operaia, che si presenta come un quaderno estremamente denso di nozioni e dall’elevato valore teorico, in cui l’autore propone un tentativo di interpretazione dello sviluppo del capitalismo contemporaneo, ponendo la propria attenzione e quella del lettore su una realtà consolidata e che va sempre più articolandosi: Internet.

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Per Mario Vegetti

Categoria: Articoli Hits:171

 

Fulvio Papi

 

È sempre molto difficile trovare per un intellettuale di primo piano una definizione che sia, almeno approssimativamente, adeguata. E questo accade pure nel caso del mio carissimo amico perduto Mario Vegetti, ellenista di fama, filosofo per una fine educazione intellettuale. Mario Vegetti avrebbe potuto essere compreso alla luce dell’inattualità. Significato che non serve per nostalgie di altre epoche costruite con una immaginazione perita, ma che vuole indicare solo lo stile di uno studioso della cultura greca che ha saputo ereditare le virtù fondamentali della modernità, abbandonando il superfluo, il manierato, l’esibizionismo, il catastrofico, lo spettacolare, per valorizzare - al contrario - il lavoro tenace e amato, la coerenza morale della propria vita, il necessario riserbo critico della ricerca, i risultati storici controllati con un metodo in via continua di perfezionamento: una figura pubblica costruita su questo sfondo.

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In memoria di Mario Vegetti

Categoria: Articoli Hits:295

 

Nunzia Augeri

 

Domenica 11 marzo si è spento Mario Vegetti. Aveva 81 anni. Diversi giornali ne hanno pubblicato un ricordo, mettendo in rilievo la sua brillante opera di filosofo, profondo conoscitore del mondo greco e rinnovatore degli studi in materia. Quasi nessuno ha rammentato la sua figura di militante marxista.

Usciva da una famiglia di solide tradizioni: il padre, Vittorio, fu un dirigente del Partito comunista negli anni del fascismo. Il fratello Loris, più anziano di lui, era stato il partigiano “Vega” in Emilia, e dopo la guerra era stato vicepresidente dell’ANPI milanese. Anche la sorella Vera aveva militato nel Partito comunista, nella redazione della rivista “Voce comunista”.

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Per la rivoluzione e per la controrivoluzione: Gramsci e Gentile

Categoria: Saggi Hits:866

 

Emiliano Alessandroni *

 

Nei Quaderni del carcere, allorché si trova a illustrare il concetto di unità tra teoria e pratica, e tra storia e filosofia, Antonio Gramsci insisterà più volte sull'affermazione di Engels secondo cui, non già una corrente culturale, ma il proletariato tedesco in carne e ossa sarebbe l'autentico «erede della filosofia classica tedesca»1. Quelle spinte universalistiche che lo sviluppo, ancorché critico, dell'Aufklärung avevano sprigionato, sotto l'influsso di un evento di portata mondiale come quello della Rivoluzione Francese, trovavano ora una nuova incarnazione nelle lotte di classe ai tempi di Engels e in un'altra Rivoluzione dagli effetti planetari, come presto fu quella dell'Ottobre, ai tempi di Gramsci.

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Pionieri del futuro. Una proposta pedagogica comunista (parte II)

Categoria: Saggi Hits:574

 

Paola Pavese

 

Appunti per un manuale

I Pionieri del Futuro. Le attività per fasce d’età

Tutti bambini e i ragazzi dai 7 ai 13 anni possono diventare Pionieri del Futuro, una volta che abbiano aderito all’ Invito dei Pionieri (vedi più avanti). Le attività saranno però diverse per i bambini fino agli 11 anni, rispetto a quelle dei ragazzi più grandi. I più grandi aiuteranno le attività dei piccoli e si dedicheranno con maggior approfondimento ad attività di impegno sociale, anche a carattere internazionale.

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Pionieri del futuro. Una proposta pedagogica comunista (parte I)

Categoria: Saggi Hits:1517

© Paola Pavese

 

Premessa

Questo opuscolo è un’introduzione, non certo esaustiva, ad alcuni riferimenti teorici della pedagogia marxista e alla storia dei Pionieri d’Italia.

Ma è soprattutto un manuale, in cui ho immaginato una possibile organizzazione per bambini e ragazzi, a cui ho voluto dare un nome, che mi è sembrato bellissimo: Pionieri del Futuro. Per scriverlo ho seguito le orme di Gianni Rodari e del suo Manuale dei Pionieri, che a leggerlo pare anch'esso un esercizio di fantasia, basato su un qualche testo che l'autore pare avere sotto gli occhi. Ovviamente, fare esercizi di fantasia seguendo le orme di Rodari viene facile, direi che viene quasi automatico, ed è probabile che in più di un'occasione mi sia fatta trascinare dall'entusiasmo.

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Marxismo e intercultura

Categoria: Saggi Hits:909

Donatello Santarone*

 

Gli studi interculturali sono molto vasti, un enorme contenitore dove convivono prospettive scientifiche e culturali spesso opposte. C’è un’intercultura “aziendalista” (e persino “militarista”) che vuole conoscere il cosiddetto “altro” per meglio colonizzarlo (un po’ come i primi antropologi al servizio degli eserciti coloniali nell’800): è una visione tutta strumentale della relazione con i paesi e i popoli del Terzo e Quarto Mondo, finalizzata esclusivamente alla dimensione mercantile del rapporto.

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Possibilidades Lenineanas para uma Paidéia Comunista

Categoria: Saggi Hits:521

Antonio Carlos Mazzeo

 

I. Os Pressupostos

A preocupação em abrir o debate sobre a conexão entre educação e socialismo nas universidades brasileiras é muito relevante. Até por que, nada mais conectado e articulado do que aprendizado, educação e socialismo. Recuperar esse vínculo já vale um evento como este. Recentemente participei de um seminário na Faculdade de Educação da Unesp/Marília intitulado Marx, Gramsci e Vigotsky: Aproximações, do qual resultou um livro com as palestras proferidas, onde está publicada minha intervenção no evento , uma prazeirosa experiência, pois raramente tenho a oportunidade de dialogar com pedagogos estando, na maioria do tempo, restrito à minha área de Ciências Sociais e de Historia.

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Cina: i diritti umani tra sviluppo sociale e destino comune dell’uma …

Categoria: Articoli Hits:89

 

Milena Fiore *

 

Che cosa sono i diritti umani per la Repubblica popolare cinese? O meglio: in che cosa si distingue la concezione dei diritti umani che hanno i cinesi e altri paesi socialisti da quella egemone in Occidente?

Lo ha chiarito molto bene la delegazione della China Society for Human Rights Studies in visita in questi giorni in Europa, nel corso della conferenza stampa svoltasi presso l’Ambasciata cinese a Roma, alla quale ha partecipato una delegazione del Centro Gramsci di Educazione.

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La Colombia nella Nato: una nuova minaccia alla pace

Categoria: Articoli Hits:105

 

Andrea Vento, Aldo Zanchetta

 

Mercoledì 29 maggio verso le 17 è apparso sul Web il comunicato del Foro di Comunicazioni per l'integrazione della Nostra America che annuncia l'ingresso della Colombia nella Nato in qualità di "Partner globale". Uno status simile a quello di associato esterno che la Colombia si appresta a condividere insieme ad altri alleati strategici degli Stati Uniti quali Afghanistan, Australia, Iraq, Giappone, Corea del Sud, Mongolia, Nuova Zelanda e Pakistan. Una notizia che solleva molte perplessità alla luce del rinnovato interesse dell'amministrazione Trump verso il tradizionale "cortile di casa" e che getta un'ombra inquietante sul futuro dell'intero sub-continente: l’ingresso nell’Alleanza atlantica della Colombia costituisce infatti una clamorosa rottura con la proclamazione dell’America Latina come zona di pace, decisa nel 2014 all’Avana dal II Vertice della Celac, la Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici.

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Stato, mercato e democrazia. Note a margine di "Titanic. Il naufragio …

Categoria: Libri Hits:147

 

Bruno Soro §

 

Supporre che esista un meccanismo d’aggiustamento automatico perfettamente oleato, capace di preservare l’equilibrio se solo confidiamo nei metodi del laissez-faire, è un’illusione dottrinaria che ignora le lezioni dell’esperienza storica senza poggiare su una solida teoria.

J.M. Keynes, Il sistema monetario del dopoguerra, 8 settembre 1941, in Id., Moneta Internazionale. Un piano per la libertà del commercio e il disarmo finanziario, il Saggiatore, 2016

 

Non è possibile in alcun modo ritenere che lo sviluppo economico sia un processo «naturale», che interviene a prescindere dal funzionamento di meccanismi fatti funzionare intenzionalmente.

I. Boggio, G. Seravalli, Lo sviluppo economico. Fatti, teorie, politiche, il Mulino 2003 (corsivo mio)

 

Chiarita fin dalle prime pagine dell’Introduzione, la tesi del libro di Vittorio Emanuele Parsi è che “a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, l’ordine internazionale liberale sia stato progressivamente sostituito

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Sull'orlo dell'escalation militare in Siria si apra un serio dibattito …

Categoria: Articoli Hits:105

 

Andrea Vento

(Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati)

 

Sin dalle prime immagini trasmesse dai telegiornali Rai nei giorni scorsi in merito ai morti e ai feriti del presunto attacco chimico compiuto in Siria, ho avuto serie perplessità sia per la particolarità di “soccorrere” le vittima con getti di acqua da tubi di gomma sia per le condizioni tutt’altro che drammatiche in cui versavano le persone colpite dai gas che dal clima di relativa tranquillità in cui operavano i soccorritori peraltro privi delle necessarie precauzioni che necessitano interventi di tale natura.

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La missione italiana in Niger si insabbia prima di partire

Categoria: Articoli Hits:142

 

Andrea Vento *

 

Avevamo già denunciato a fine anno attraverso queste pagine (http://www.marxismo-oggi.it/saggi-e-contributi/articoli/237-la-mia-africa-la-missione-italiana-in-niger) i rischi della missione militare italiana in Niger individuandone le non indifferenti criticità. Provammo ad entrare nel merito dell'intervento stesso, apparso sin dall'inizio agli analisti di questioni militari incongruente rispetto al fine di bloccare i flussi migratori a sud del confine libico ma, ne evidenziammo anche l'inadeguato iter legislativo, in quanto approvata dal governo il 27 dicembre a poche ore dal decreto presidenziale di scioglimento del parlamento e convertita in legge con ampia maggioranza bipartisan alla Camera (ormai sciolta) il 17 gennaio. Una missione che dovrebbe portare in Niger 140 soldati entro giugno per poi raggiungere a pieno regime le 470 unità con una spesa per le casse dello stato di 50 milioni di euro annui.

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Il patrimonio scientifico-tecnologico fra lunga durata e attuale emergenza

Categoria: Saggi Hits:576

Andre’ Tosel

 

La tradizione italiana marxista di riflessione sulle scienze e il loro uso sociale è sempre stata reticente nei confronti del realismo epistemologico, marcata dallo storicismo e dall’idealismo soggettivo: bisogna risalire alle opere troppo trascurate e notevoli di Ludovico Geymonat (e di certi dei suoi alunni) – come tra l’altro Filosofia e filosofia della scienza (1960), Scienza e realismo (1970) e la monumentale Storia del pensiero scientifico e filosofico - per vedere proposta un’interpretazione materialista e dialettica della storia della conoscenza scientifica, che difenda del tutto l’obbiettività di questa conoscenza e la sua necessaria utilizzazione da parte delle forze desiderose di trasformare la società capitalista. Bisogna anche tenere conto del materialismo leopardiano di Sebastiano Timpanaro, critico di qualunque progressismo.

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Il ruolo della ricerca scientifica nella società moderna

Categoria: Articoli Hits:947

Vito Francesco Polcaro

Che nella società moderna, la scuola, l’università, la ricerca ed in generale la cultura, abbiano un ruolo determinante per garantire lo sviluppo sociale ed economico è cosa così ovvia che nessuno si azzarda a metterla in discussione.

D’altra parte, che a scuola, università e ricerca l’Italia dedichi meno attenzione di qualsiasi altro paese industrializzato (e, ormai, anche di diversi paesi in via di sviluppo) è talmente noto che non c’è bisogno di ribadirlo: come ripeteva spesso il compagno Antonino Cuffaro, quando era Sottosegretario alla ricerca scientifica, questi temi in Italia sono prioritari per tutti per 11 mesi all’anno ma nel dodicesimo, quello nel quale si approva la legge finanziaria, non contano più nulla. Se vogliamo, ora la situazione è anche peggiore, perché i fondi per istruzione e ricerca si tagliano anche “fuori stagione”.

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La “questione ecologica”: un’analisi a partire dal rapporto uomo-natura nel pensiero di Lenin

Categoria: Saggi Hits:596

Vito Francesco Polcaro*

Già nel pensiero di Marx ed Engels l’uomo è visto come parte integrante della natura e Marx nella Critica al programma di Gotha afferma esplicitamente che la natura è la vera sorgente di ogni ricchezza. Non mancano numerosi altri passaggi delle opere di Marx nei quali questi concetti sono indicati con uguale chiarezza, tanto da portare alcuni studiosi (ad es. Barletta, 1975; Bagarolo, 1989; Bagarolo, 1993) a ritenere Marx il vero fondatore della moderna visione ecologica, avendo indicato nello sfruttamento capitalistico un rischio per la natura, oltre che per l’uomo.

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Marx e la storia mondiale

Categoria: Saggi Hits:275

 

Michael R. Krätke *

 

«Tutta la storia dev'essere studiata nuovamente!» 
(Lettera di Engels a Conrad Schmidt, 5 Agosto 1890)

 

Negli anni 1881 - 1882, Marx intraprese degli ampi studi storici che coprivano gran parte di quella che era allora nota col nome di "storia mondiale". I quattro grossi quaderni in cui erano riportati estratti dalle opere (principalmente) di due storici di punta di quel tempo, Schlosser e Botta, sono rimasti quasi del tutto inediti. Qui si cerca di contestualizzare quelli che sono gli ultimi studi di Marx relativamente al corso della storia mondiale, rispetto agli studi storici precedenti, ma incompiuti, riguardo la critica dell'economia politica.

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Russia 1917. Un anno rivoluzionario

Categoria: Libri Hits:693

 

Elena Fabrizio*

La parola/è un condottiero/della forza umana, scriveva Majakovskij nel 1926 in uno dei suoi magistrali versi, con i quali reagiva furioso al suicidio del poeta Sergèj Esénin, un gesto di insopportabile rinuncia a combattere con la parola e quindi a esaltare la vita dopo che si sia contribuito anche a trasformarla. Majakovskij è stato il più grande poeta rivoluzionario, per aver trasformato se stesso nel proprio tempo mentre questo tempo lavorava al progresso della civiltà con un dinamismo che non ha pari nella storia mondiale. Un dinamismo ciclopico, per parafrasare Pasternak, che travolge o stravolge, in cui «tutti si sentono grandi nel loro disorientamento», «come se ognuno fosse oppresso […] da una natura eroica rivelatasi in lui» (Il dottor Živago).

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1917: un anno rivoluzionario. Intervista a Guido Carpi

Categoria: Articoli Hits:1006

 

Alessandro Volpi, Piotr Zygulski*

 

In che situazione politica si trova il complesso fronte rivoluzionario che si pone alla guida della Rivoluzione del ’17, e che ruolo hanno i vari soggetti politici, eterogenei ideologicamente e fortemente legati alla peculiare realtà politica e storica russa?

Le tradizioni politiche con cui la Russia si affaccia al 1917 sono in effetti molto peculiari. C'è, ad esempio, il carattere “trino” del movimento socialista: i neo-narodniki del Partito Socialista Rivoluzionario (Sr, esèry) che vedono nei contadini e nelle loro tradizioni comunitarie il principale soggetto rivoluzionario in Russia; i marxisti di rito menscevico, gradualisti, secondo cui il nucleo operaio doveva aggregare un partito d'opinione di tipo europeo; i marxisti bolscevichi, fautori di una militanza totalizzante e inclini a “bruciare le tappe” verso il socialismo.

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Un “ponte sull’abisso”. Lenin dopo l’Ottobre

Categoria: Saggi Hits:899

 

Alexander Höbel

 

In occasione del Centenario della Rivoluzione d’Ottobre, si sta opportunamente riaprendo la discussione sul significato e il valore storico di quella straordinaria svolta che ha segnato di sé l’intero XX secolo e che si riflette, per alcuni aspetti, a partire dal mutamento dei rapporti di forza tra aree del mondo, sulla nostra stessa contemporaneità.

In questo quadro è essenziale approfondire il significato ma anche i problemi di quella esperienza. Se l’obiettivo della Rivoluzione socialista era quello di sottomettere i meccanismi dell’economia alla volontà cosciente e organizzata delle masse, in vista del benessere collettivo, Lenin fu sempre consapevole della difficoltà di tale sfida, in particolare in un paese arretrato come la Russia del 1917.

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Appunti, in occasione del centenario, sull’attualità dell’Ottobre (1917-2017)

Categoria: Articoli Hits:707

 

Gianmarco Pisa

È sempre opportuno trarre dal passato indicazioni per il presente e orientamenti per l’avvenire, e ricavare, dai grandi momenti della storia dell’umanità, conoscenza e insegnamenti. L’insegnamento che deriva dai grandi processi storici e sociali, al tempo stesso, ne segnala il rilievo, la portata più che ordinaria in termini di connotazioni e di implicazioni; e ne tradisce l’attualità, il fatto che caratteri e movenze fondamentali di quegli eventi storici siano in grado di parlare all’oggi, di consentirci di leggere il tempo presente, di consegnarci una traccia per la trasformazione.

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