Antonino Infranca

 

[Erik Olin Wright, brillante sociologo marxista statunitense, è scomparso il 23 gennaio di quest’anno. Lo ricordiamo e gli rendiamo omaggio pubblicando la recensione di Antonino Infranca a suo ultimo libro tradotto in italiano]

 

Questo libretto[1] era già apparso in italiano, nel 2017 con il titolo Come essere anticapitalisti nel XXI secolo, poi l’autore ne ha rivisto alcuni argomenti, ne ha aggiunti altri, in pratica ha riscritto il libro che adesso riesce in italiano quasi totalmente rinnovato.

 

Alessio Frau                          

Ad Alessandro

Un amico, un compagno, un fratello

 

Marcello Mustè nel libro intitolato Marxismo e filosofia della praxis. Da Labriola a Gramsci[1] ricostruisce con acume e rigore le vicende del marxismo teorico in Italia, concentrando in particolare l’analisi sullo sviluppo della filosofia implicita al materialismo storico e sulla sua declinazione come filosofia della praxis.

 

Manfredi Alberti

 

Leggendo l’agile ma denso libro che Luciano Segreto ha dedicato alla storia dell’economia mondiale dalla fine della guerra fredda a oggi si acquisisce la consapevolezza di vivere in un’epoca di straordinari cambiamenti (L’economia mondiale dopo la guerra fredda, il Mulino, pp. 176, euro 16). Un periodo in cui, per prendere a prestito le parole usate da Hegel per descrivere le turbolente trasformazioni del proprio tempo, “lo spirito ha rotto i ponti con il mondo del suo esserci e rappresentare, durato fino ad oggi”. La transizione in atto impone infatti non solo nuove soluzioni per affrontare i problemi del presente, ma anche la capacità di rileggere da una diversa prospettiva la storia dell’ultimo secolo.

 

 Sabato Danzilli

 

Il panorama politico degli ultimi tempi sembra essere dominato dallo scontro tra i sostenitori acritici dell’integrazione europea e i “sovranisti” euroscettici. Si tratta di una contrapposizione che si rivela fittizia e del tutto interna a fazioni della classe dominante. Essa tuttavia ha coinvolto anche la cosiddetta sinistra di classe, che si dimostra incapace nel suo elemento maggioritario di sfuggire dal fare codismo all’una o all’altra posizione. Il fronte di chi invoca una supposta maggiore sovranità e democrazia, possibile solo sul terreno dello Stato-nazione, si allarga infatti sempre di più, e aumenta il numero di chi propone un’alleanza che vada oltre la destra e la sinistra, in nome di un comune interesse nazionale, contro il neoliberismo e il capitalismo finanziario dell’alta borghesia cosmopolita.

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