Alexander Höbel

 

Col suo ultimo libro[1] Paolo Ciofi contribuisce a rimettere in circolazione, fin dal titolo, due termini quasi spariti dal dibattito politico, anche nella sinistra “di alternativa”, ossia rivoluzione e socialismo. Naturalmente quella che l’Autore delinea è “la rivoluzione del nostro tempo”; non dunque la riedizione di altre, pur straordinarie, esperienze, ma il cambiamento radicale dello stato di cose presente possibile e necessario nelle condizioni del mondo di oggi. L’obiettivo è quello di un “nuovo socialismo”, strettamente legato alla teoria e alla pratica della “via italiana”, alla strategia gramsciana e togliattiana, al progetto di società delineato nella Costituzione: un patrimonio di elaborazione e di esperienze che da un lato viene aggiornato, dall’altro è concepito come possibile ispirazione non solo per l’Italia, ma anche per altri paesi a capitalismo avanzato.

 

 

Serena Campani (Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati)

 

È appena uscito in giugno un interessante saggio su Cuba. Autore Andrea Puccio, segretario del circolo di amicizia Italia-Cuba di Poggibonsi (Siena) e appassionato frequentatore dell'Isla grande da oltre 20 anni, dove egli trascorre molti mesi all'anno avendo così modo di calarsi a pieno nel contesto economico, sociale e culturale del luogo.

Il libro, nello spazio di circa 160 pagine, ci restituisce un'immagine di Cuba in forte cambiamento. Ecco svelato il raffinato gioco di parole tra rivoluzione ed evoluzione, presente nel titolo. 

 

Riccardo Cavallo

 

In omaggio a Domenico Losurdo, recentemente scomparso, riproponiamo la recensione del suo libro La lotta di classe. Una storia politica e filosofica (Laterza, 2013), a cura di Riccardo Cavallo, originariamente pubblicata su “Micromega - Il rasoio di Occam”

 

1. What would Marx Think? Questo interrogativo campeggia sulla copertina della versione europea del Time del febbraio 2009, cioè nel momento clou della crisi finanziaria che partita dall’esplosione del sistema dei mutui subprime originatasi negli Stati Uniti, stava per dilagare anche nel resto del mondo. Non è un caso allora che il prestigioso magazine decida di dedicare la propria cover story ad un possibile ritorno alle tesi marxiste nell’epoca di Wall Street.

 

Salvatore Tinè *

 

Pubblicato per la prima volta nel 1933 dall’Istituto Marx-Engels-Lenin di Mosca, il manoscritto del cosiddetto Capitolo VI inedito del primo libro de Il capitale costituisce senz’altro non solo uno dei testi più importanti e complessi dell’opera di Marx, ma anche un documento particolarmente significativo dell’immane lavoro di redazione de Il capitale che avrebbe occupato per più di vent’anni la vita del pensatore di Treviri. Il manoscritto, redatto nel 1864 e intitolato Risultati del processo di produzione immediato, è l’unica parte pervenutaci dell’ultima redazione del primo libro del Il capitale che precedette la sua edizione a stampa del 1867, originariamente contenuta nel Manoscritto 1863-1865.

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