Alessandra Riccio

(https://nostramerica.wordpress.com/2019/01/13/alessandra-riccio-il-pane-e-le-rose/#more-2314)

 

Volevamo, vogliamo, vorremo sempre il pane e le rose. La frase è suggestiva e sembra evocare qualcosa di semplice, a portata di mano. Un’elementare richiesta di buona vita, forse addirittura di felicità. Invece, alla prova dei fatti, volere, insieme al pane, anche le rose è una meta ambiziosissima, pretenziosa, scandalosa. E’ come l’utopia secondo Edoardo Galeano, una meta irraggiungibile, ma che ha il pregio di stimolarci a camminare, ad andare sempre avanti, mentre l’orizzonte utopico si allontana, crudele.

 

 

Paolo Ciofi *

 

La paradossale vicenda del bilancio dello Stato italiano si conclude in modo farsesco e al tempo stesso drammatico e rischioso. Sia perché il Parlamento della Repubblica democratica fondata sul lavoro è stato umiliato ed espropriato del suo ruolo, ridotto a un inutile fantasma chiamato prima a votare sul nulla e poi a ratificare decisioni prese da altri in altre sedi: un colpo duro alla democrazia. Sia perché il cosiddetto governo del cambiamento nella sostanza non ha cambiato un bel niente, limitandosi ad applicare i dispositivi stabiliti in sede europea. Secondo i quali, una volta garantito l’equilibrio monetario del sistema con la valuta unica, e fissati i parametri relativi al deficit di bilancio e al debito pubblico, a tutto il resto provvede il mercato.

 

Andrea Vento *

 

La Commissione Economica Per l'America Latina e Caraibica (Cepal) delle Nazioni Unite ha emesso il 20 dicembre la Panoramica Preliminare delle economie dell'America Latina e dei Caraibi del 2018 (https://repositorio.cepal.org/bitstream/handle/11362/44326/21/S1801134_es.pdf), un approfondito rapporto di 135 pagine che scandaglia a 360 gradi l'economia latinoamericana negli aspetti strutturali, negli sviluppi in atto e nelle previsioni.

 

Francesco Schettino

 

29 ottobre 2018 Con gli occhi ancora gonfi di sonno a causa dell’ennesima notte intervallata troppo spesso da vagiti infantili, cerco nervosamente gli occhiali che permettono di relazionarmi con un mondo altrimenti troppo fuori fuoco per essere compreso. Percuoto casualmente e con veemenza controllata il comodino alla ricerca delle lenti tentando di far piano per non svegliare nessuno. Ma l’unica cosa che mi riesce è permettere alla pila di libri accatastati di adeguarsi alle secolari leggi della gravità. L’impatto a terra è rumoroso e gli fa eco una espressione blasfema che però quasi mi si strozza in gola, data la tensione.

 

 

Antonino Infranca

 

Il libro di La Porta[1] è apparso per il cinquantesimo della morte di Ernesto Che Guevara ed è composto da saggi e articoli sul rivoluzionario argentino divisi secondo i vari aspetti della sua variegata personalità, in appendice ci sono anche alcuni saggi dello stesso Che Guevara. Nel recensire il libro, vorrei cominciare dalla fine del Che: siamo a La Higueira, Che Guevara è disteso su una superficie di pietra e un sergente dell’esercito boliviano, un latinoamericano, gli punta un mitra. Che Guevara gli dice, quasi a rincuorarlo: «Spara, Ti faccio vedere come muore un uomo». Appunto l’uomo Guevara e la sua concezione dell’umanismo è uno temi del libro: per Massari è l’aspetto più rilevante della sua personalità (cfr. p. 116).

 

Manlio Dinucci

(il manifesto, 20 novembre 2018)


Nel riassunto del suo ultimo documento strategico – 2018 National Defense Strategy of the United States of America (il cui testo integrale è segretato) – il Pentagono sostiene che «dopo la Seconda guerra mondiale gli Stati uniti e i loro alleati hanno instaurato un ordine internazionale libero e aperto per salvaguardare la libertà e i popoli dalla aggressione e coercizione», ma che «tale ordine viene ora minato dall’interno da Russia e Cina, le quali violano i principi e le regole dei rapporti internazionali».

 

Rodrigo Rivas

 

RaiNews, e la sua peculiare popolazione di ex addetti della sinistra, ha commentato con soddisfazione stamane (7 de novembre), che nell’elezioni statunitensi non c’è stata alcuna ondata anti Trump ed i democratici si erano limitati a riprendersi la Camera mentre (il loro) Donald aveva mantenuto la maggioranza al Senato. Per completare l’opera di minimizzazione hanno aggiunto: vittorie parziali dell’opposizione sono del tutto normali negli USA in questo tipo di elezioni.

 Manlio Dinucci


«M5S diviso sul maxi radar siciliano», titola il Corriere della Sera, diffondendo una maxi fake news: non sul fatto che la dirigenza del M5S, dopo aver guadagnato in Sicilia consensi elettorali tra i No Muos, ora fa marcia indietro, ma sullo stesso oggetto del contendere. 
Definendo la stazione Muos di Niscemi  «maxi radar», si inganna l’opinione pubblica facendo credere che sia un apparato elettronico terrestre di avvistamento, quindi difensivo. 

Toogle Right

Condividi

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.