Donatello Santarone*

 

Gli studi interculturali sono molto vasti, un enorme contenitore dove convivono prospettive scientifiche e culturali spesso opposte. C’è un’intercultura “aziendalista” (e persino “militarista”) che vuole conoscere il cosiddetto “altro” per meglio colonizzarlo (un po’ come i primi antropologi al servizio degli eserciti coloniali nell’800): è una visione tutta strumentale della relazione con i paesi e i popoli del Terzo e Quarto Mondo, finalizzata esclusivamente alla dimensione mercantile del rapporto.

Domenico Losurdo

1. Il «secolo delle razze»: dall’Otto al Novecento

 A partire almeno da Hannah Arendt è diventato un luogo comune sussumere Terzo Reich e Unione Sovietica sotto la categoria di «totalitarismo». Ma questo approccio presenta non pochi inconvenienti. In primo luogo separa nettamente il Novecento, letto come il secolo dell’avvento del potere totalitario e genocida, dallo sviluppo storico precedente, quasi ad avvalorare la consueta lettura che vede i decenni precedenti il 1914 o il 1917 come il periodo della belle époque. Eppure storici autorevoli hanno visto nell’Ottocento il secolo in cui giunge a compimento l’«olocausto americano» (ovvero la «soluzione finale» della questione degli amerindi), e si consumano l’«olocausto australiano» e gli «olocausti tardovittoriani».

Antonio Carlos Mazzeo

 

I. Os Pressupostos

A preocupação em abrir o debate sobre a conexão entre educação e socialismo nas universidades brasileiras é muito relevante. Até por que, nada mais conectado e articulado do que aprendizado, educação e socialismo. Recuperar esse vínculo já vale um evento como este. Recentemente participei de um seminário na Faculdade de Educação da Unesp/Marília intitulado Marx, Gramsci e Vigotsky: Aproximações, do qual resultou um livro com as palestras proferidas, onde está publicada minha intervenção no evento , uma prazeirosa experiência, pois raramente tenho a oportunidade de dialogar com pedagogos estando, na maioria do tempo, restrito à minha área de Ciências Sociais e de Historia.

Salvatore Tinè

Quello del rapporto tra internazionalismo e questione nazionale è uno dei temi fondamentali del pensiero gramsciano in tutto l’arco della sua evoluzione. Già in alcuni articoli del 1918, il giovane Gramsci sottolineava la permanente vocazione cosmopolitica del sistema di produzione capitalistica.

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