Alba Vastano *

 

La russofobia, come dimostrato in modo convincente in quest’opera, non è un’emozione spontanea, ma uno strumento di pressione politica, di giustificazione dell’aggressione, di sostituzione di concetti e di deformazione della memoria. Diventa una comoda giustificazione, sia per i tentativi revisionisti di falsificare i risultati della Seconda guerra mondiale, sia per la censura attiva della cultura russa contemporanea” (Marija Zakharova)

Partiamo da alcuni punti della Risoluzione del 27 Novembre del Parlamento europeo (testo) sulla posizione dell’Ue, sul piano proposto e l’impegno dell’Ue a favore di una pace giusta e duratura per l’Ucraina 

‘ Il Parlamento europeo: Considerando che l’obiettivo dell’UE rimane una pace giusta e duratura/ che la Russia dimostra costantemente di non avere alcun interesse a conseguire la pace/ esorta l’Ue e i suoi Stati membri  ad assumere maggiore responsabilità per la sicurezza nel continente europeo/ ribadisce che la pace non può essere raggiunta cedendo all’aggressore, bensì fornendo un sostegno risoluto e costante all’Ucraina e dissuadendo in maniera adeguata la Russia dal ripetere tale aggressione in futuro. Sottolinea che qualsiasi accordo di pace deve obbligare la Russia a risarcire appieno l’Ucraina per tutti i danni materiali e immateriali da essa causati …e che la Russia e i suoi alleati rispondano appieno, a norma del diritto internazionale, del reato di aggressione e dei crimini di guerra commessi contro l’Ucraina e il popolo ucraino/ribadisce, data l’attuale volatilità della sicurezza in Europa, l’importanza di mantenere la presenza militare della Nato e degli Stati Uniti lungo il fianco orientale come elemento cruciale per garantire la stabilità della regione….’.

Non sarà una pace giusta per due oggettive motivazioni: perché l’aggettivo giusta legata al sostantivo pace è una forzatura, un nonsense. Può avvenire una pace ingiusta? Che senso avrebbe? E, motivazione fondamentale, perché non è credibile nella sostanza, in quanto sarà solo un accordo travestito da finto pacifismo fra i leader dell’Ue e Usa per sanzionare economicamente la Russia e censurarne ogni aspetto della cultura.  Quanto prevedibilmente, in realtà, accadrà sarà una nuova escalation di guerra in Europa che, nel frattempo pensa come riarmarsi fino ai denti, coinvolgendo in un ipotetico servizio di leva volontario le nuove generazioni a cui gli stessi finti pacifisti dell’Ue hanno il malefico progetto di tarpare le ali rendendo assai nebuloso un futuro dignitoso. Quanto avverrà, è inconfutabile, sarà responsabilità di coloro (ndr, i 401 eurodeputati e i 90 astenuti) che hanno aderito alla risoluzione del 27 novembre u.s. Un’Europa sado-maso e irresponsabile, succube da troppo tempo dell’imperialismo Usa.

Ma quali le responsabilità della Russia nel conflitto in corso? Tutta colpa di Putin, l’invasore, il folle Putin che sostiene, invece, di aver compiuto un’operazione militare necessaria a liberare alcuni territori ucraini dall’invasione nazista? Ed è Putin ad avere rifiutato accordi di pace o è l’Ue che li ha tenuti lontano per favorire il mercato delle armi? La risposta più credibile ce la fornisce il professor Angelo d’Orsi, storico di comprovata credibilità internazionale, in un’intervista (di cui riporto uno stralcio) che mi concesse nel 2022, a operazione militare appena iniziata:

“La guerra in corso viene da lontano, dalle prime vicende post-crollo e poi dalla situazione determinatasi fra il 2013 e il 2014. L’Ucraina è una realtà complessa, sostanzialmente divisa in due “nazioni”: una russofila e russofona a Est e una che mira a unirsi all’Occidente e agli Usa, a Ovest, che guarda alla Polonia, piuttosto. EuroMaidan fu in parte una rivolta contro Yanukovich, e un regime corrotto, e in parte un golpe, sostenuto attivamente da Usa, e sotterraneamente dalla Unione Europea. Gli accordi di Minsk erano una buona base di accordo, ma non sono mai stati rispettati dai governi ucraini, che hanno massacrato le popolazioni russofone, in modo sistematico, mentre cancellavano la democrazia interna (un fatto stranamente taciuto dai nostri media e dai nostri governanti).
La guerra del resto ha un’altra motivazione, oltre a quella interna, ed è legata alla risposta che alla lunga era quasi inevitabile della Federazione Russa, una risposta desiderata e attesa dagli Usa e dalla Nato, non tanto (ma anche) per interesse verso l’Ucraina, che comunque è territorio strategicamente importante, e ricco di risorse, ma in primo luogo per bloccare il processo di riemersione della Russia sulla scena mondiale come potenza globale. Ed è una guerra, a ben vedere, contro l’Europa, la Ue, ma l’Europa tutta come continente, come società, come cultura. Una guerra volta a spezzare i legami importanti su vari piani (economico, culturale, scientifico persino militare e politico) che la EU e anche i Paesi esterni all’Unione, avevano costruito negli ultimi 30 anni, con la Russia, e a subornare il Continente in modo ferreo, al controllo Usa. E che questo avvenga con la grottesca complicità dei governanti europei è stupefacente” (Angelo d’Orsi)

L’odio   dell’Ue verso il leader russo ha creato rigidi pregiudizi che sono diventati dei credo nella percezione comune, con il mantra ‘I russi sono tutti sporchi e cattivi. Se vedi un russo allontanalo come fosse il diavolo’. Prende forma così, dall’alto al basso, il bieco fenomeno della russofobia. Una spada di Damocle, particolarmente affilata, sugli intellettuali russi. Quelle grandi menti che hanno donato al mondo intero un immenso e pregevole patrimonio letterario e artistico. Chi impugna la spada censurando gli autori russi in ogni kermesse letteraria e artistica sono gli stessi che hanno firmato per la risoluzione di guerra  contro la Russia dichiarandola colpevole unica e rea di ogni infamia verso il popolo ucraino. Una spada micidiale, adottata oggi in particolare da alcuni personaggi politici di rilievo nazionale ed internazionale e loro subalterni, che  censura sistematicamente partecipazioni e iniziative culturali di matrice russa. L’Europa è la mano tranchant, subdola e paradossale, patologicamente russofobica.

Ѐ utile ricordare, a tal proposito, quanto è accaduto il mese scorso a Torino. Il professor Angelo d’Orsi organizza con l’Anppia  una conferenza, dal titolo ‘Russofobia, russofilia, verità’, per il 12 novembre al Polo del ‘900. Era prevista  la partecipazione di  personaggi politici e non, fra cui il giornalista Vincenzo Lorusso, autore del saggio ‘De russophobia’ edito da 4Punte edizioni. Succede il finimondo  a causa della mannaia sulla  conferenza per provvedimento di Stefano Lorusso, sindaco della città,  tramite della lunga mano russofobica della vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno (Pd)  e di Carlo Calenda (Azione) che così ha commentato il tema della conferenza. “Evitiamo questo schifo?” .Quanto è seguito è cronaca. La conferenza si è tenuta alcuni giorni dopo nei locali della Poderosa (circolo Arci) e la partecipazione è stata straordinaria. Un plebiscito, mentre una frangia dei seguaci di Calenda e Picierno protestavano,  nella piazza vicina, leccandosi le ferite.

Del fenomeno della russofobia descrive cause ed effetti, nel suo saggio De russophobia[1]  il succitato Vincenzo Lorusso, un giornalista dell’agenzia di stampa russa International Reporters. Ad evidenziare la valenza della opere artistiche e letterarie prodotte da intellettuali  russi  che da sempre hanno arricchito la cultura mondiale con opere  ineguagliabili , l’autore apre il saggio  con la figura di Fëdor Dostoevskij, ‘un pensatore così profondamente consapevole delle contraddizioni interne alla cultura occidentale – scrive nell’introduzione a cura del saggio, Marija Zakharova, giornalista e direttrice del dipartimento informazione e stampa del Ministero degli esteri della Russia- che ancora oggi i suoi testi suscitano preoccupazione tra coloro che aspirano all’unificazione intellettuale e alla semplicità ideologica’

Cosa si intende per russofobia oggi? Ѐ ancora la Zakharova a definire il senso : “La russofobia, come dimostrato in modo convincente in quest’opera, non è un’emozione spontanea, ma uno strumento di pressione politica, di giustificazione dell’aggressione, di sostituzione di concetti e di deformazione della memoria. Diventa una comoda giustificazione, sia per i tentativi revisionisti di falsificare i risultati della Seconda guerra mondiale, sia per la censura attiva della cultura russa contemporanea’. Chi sta facendo censura sulla cultura russa? Ebbene il paradosso è che la censura è in atto ‘proprio da quelle istituzioni che di recente hanno postulato l’obiettivo di preservare la democrazia e il pluralismo delle opinioni’.  

Istituzioni  che rinnegano, censurano e oltraggiano tutto ciò che fa riferimento alla cultura, all’arte, allo sport, patrimonio di inestimabile valore del popolo russo, mentre alcuni leader europei  stringono la mano al criminale israeliano, responsabile del genocidio in Palestina e forniscono  le armi della Leonardo per continuare a distruggere Gaza  e sterminare una generazione intera di bambini. Dimenticano gli attuali governanti nazionali, in stretto sodalizio con i produttori di armi, che la Russia molte volte ha sostenuto l’Italia  ‘durante la ricostruzione postbellica e nei momenti tragici delle calamità naturali, quando i terremoti sconvolsero le città di Messina e dell’Aquila’. Dimenticano anche  gli attuali lorsignori governanti l’aiuto che la Russia ha fornito all’Italia nei giorni della pandemia. Era il marzo 2020, la fase iniziale  del contagio da Coronavirus, quando molte squadre di medici russi giunsero in Italia e salvarono la vita di molte persone.

Ѐ Alberto Fazolo, nella prefazione del saggio, che ricorda il grande sodalizio fra Russia e Italia : “Non si può concepire di ricostruire i legami di amicizia tra Italia e Russia senza sminuirne la portata. Si tratta di un qualcosa di ancestrale  e immenso’…ma c’è una  asimettria netta in questo legame “dal lato russo è sconfinato e incondizionato. Dal lato italiano, seppur ugualmente intenso, è confinato solo a una parte della società”. Ricorda Fazolo l’opera immensa di architetti italiani che hanno contribuito a realizzare le più importanti città russe  come Mosca, san Pietroburgo e Odessa e come i musei russi espongano opere dia artisti italiani. E quanto il popolo russo ami la moda e la gastronomia italiana. E quanto il turismo russo apprezzi le nostre città. Ricorda che anche dal punto di vista religioso c’è un legame con il culto russo dovuto a San Nicola le cui reliquie si trovano a Bari. Nonostante questo apprezzamento storico per il nostro paese, le  tradizioni e la cultura, molti Italiani odiano la Russia e tutto ciò che le si riferisce. Non è propriamente un odio che nasce dal basso, ma dagli scranni del potere politico ed economico che provoca nella fasce popolari meno acculturate un odio immotivato. E così che nasce e si diffonde, in particolare negli ultimi anni  e, in particolare, dopo l’operazione militare di Putin, la russofobia, avallata dalla propaganda occidentale ‘che condiziona il sentimento popolare italiano’.

Inizia il saggio con l’annuncio nei media di tutto il mondo dell’operazione speciale. Era il 24 febbraio del 2022 ‘La guerra è tornata in Europa, dopo anni di pace, la Russia ha appena invaso l’Ucraina”. Dopo anni di pace? ‘Come se la Jugoslavia e la Serbia in particolare  si trovassero in Oceania o in Africa’ osserva l’autore. Da quell’annuncio la Russia è diventata subito il mostro. Putin viene paragonato a Hitler e inizia a tappeto , specie in Italia, una campagna, questa sì bellicista, a favore dell’Ucraina a cui deve essere dato tutto: armi, accoglienza e soldi.  Nel contempo inizia una feroce campagna denigratoria contro  i Russi, i quali, per l’Occidente, sono colpevoli  di non ribellarsi a Putin. I responsabili della campagna di odio  dimenticano volutamente gli otto anni  precedenti di guerra, nascondendo tutti i crimini compiuti dal governo ucraino in quel periodo. Moltissimi sono i riferimenti dell’autore a fatti che rivelano l’esplosione in tutto l’Occidente del fenomeno della russofobia. Inizia un clima da caccia alle streghe che si radica nella percezione comune, invitando a boicottare tutto ciò che è di origine russa ‘in una ‘escalation razzista e discriminatoria , a volte eguagliando i livelli raggiunti dalla Germania nazista e dall’Italia fascista’

I fatti più salienti di questo clima di odio sono avvenuti quando sono stati cacciati gli atleti russi dalle Paraolimpiadi e la cancellazione dei contratti di collaborazione con gli artisti russi. Ricorda l’autore un fatto  che mise alla luce la russofobia in modo eclatante. Fu quando il sindaco di Milano, Beppe Sala, cancellò la collaborazione con  Valery Gergiev, direttore d’orchestra di chiara fama internazionale e, poco dopo, promosse, in pieno centro di Milano, una mostra di opere esaltanti le eroiche gesta del battaglione Azov, brigata che utilizzava simboli nazisti. Il Manifesto della mostra intitolata ‘Uno sguardo negli occhi dei difensori di Mariupol’ raffigurava il volto di Denys Prokopenko, comandante del battaglione Azov, membro del gruppo ultras neonazista ‘White Boys Club”.

L’autore continua a citare in tutta l’opera moltissimi casi di russofobia. Fra i tanti  cita la proibizione in Lettonia di cantare la famosa Katiuscia e il fermo della polizia lettone di tanti giovani di nazionalità russa. Iniziano gesti di solidarietà verso il popolo russo, grazie al canale Donbass Italia  e Russia Tour di Marco Maggi. Inizia  a maturare la solidarietà verso il popolo russo con la diffusione di un manifesto ‘La Russia non è il mio nemico’ che rappresenta le due bandiere, italiana e russa, e una stretta di mano. In realtà fra i due Paesi non c’è mai stata una dichiarazione di guerra, al contrario si sono sempre sostenuti. L’odio nasce dal revisionismo storico e da un’Europa incapace di favorire gli accordi pace,  da un’Europa bellicista che non vuole la pace per favorire l’industria bellica. Vergogna Europa.

De russophobia’, un saggio da leggere per conoscere la storia di un grande popolo che ha sempre amato e sostenuto l’Italia, ma che oggi continua a subire manifestazioni di odio e censura immeritati. Vincenzo Lorusso, autore del saggio,  grazie anche  al suo impegno e alla professionalità,  compie un’opera ammirevole e forse unica denunciando l’ostracismo dell’Europa sul popolo e la cultura russa.

 



* Fonte: https://www.blog-lavoroesalute.org.

[1] De russophobia, autore: Vincenzo Lorusso, introduzione di Marija Zakharova, prefazione di Alberto Fazolo, postfazione di Andrea Lucidi, 4Punte edizioni 2025.

De russophobia

Alba Vastano *

La russofobia, come dimostrato in modo convincente in quest’opera, non è un’emozione spontanea, ma uno strumento di pressione politica, di giustificazione dell’aggressione, di sostituzione di concetti e di deformazione della memoria. Diventa una comoda giustificazione, sia per i tentativi revisionisti di falsificare i risultati della Seconda guerra mondiale, sia per la censura attiva della cultura russa contemporanea” (Marija Zakharova)

Partiamo da alcuni punti della Risoluzione del 27 Novembre del Parlamento europeo (testo) sulla posizione dell’Ue, sul piano proposto e l’impegno dell’Ue a favore di una pace giusta e duratura per l’Ucraina 

‘ Il Parlamento europeo: Considerando che l’obiettivo dell’UE rimane una pace giusta e duratura/ che la Russia dimostra costantemente di non avere alcun interesse a conseguire la pace/ esorta l’Ue e i suoi Stati membri  ad assumere maggiore responsabilità per la sicurezza nel continente europeo/ ribadisce che la pace non può essere raggiunta cedendo all’aggressore, bensì fornendo un sostegno risoluto e costante all’Ucraina e dissuadendo in maniera adeguata la Russia dal ripetere tale aggressione in futuro. Sottolinea che qualsiasi accordo di pace deve obbligare la Russia a risarcire appieno l’Ucraina per tutti i danni materiali e immateriali da essa causati …e che la Russia e i suoi alleati rispondano appieno, a norma del diritto internazionale, del reato di aggressione e dei crimini di guerra commessi contro l’Ucraina e il popolo ucraino/ribadisce, data l’attuale volatilità della sicurezza in Europa,  l’importanza di mantenere la presenza militare della Nato e degli Stati Uniti lungo il fianco orientale come elemento cruciale per garantire la stabilità della regione….’.

Non sarà una pace giusta per due oggettive motivazioni: perché l’aggettivo giusta legata al sostantivo pace è una forzatura, un nonsense. Può avvenire una pace ingiusta? Che senso avrebbe? E, motivazione fondamentale, perché non è credibile nella sostanza, in quanto sarà solo un accordo travestito da finto pacifismo fra i leader dell’Ue e Usa per sanzionare economicamente la Russia e censurarne ogni aspetto della cultura.  Quanto prevedibilmente, in realtà, accadrà sarà una nuova escalation di guerra in Europa che, nel frattempo pensa come riarmarsi fino ai denti, coinvolgendo in un ipotetico servizio di leva volontario le nuove generazioni a cui gli stessi finti pacifisti dell’Ue hanno il malefico progetto di tarpare le ali rendendo assai nebuloso un futuro dignitoso. Quanto avverrà, è inconfutabile, sarà responsabilità di coloro (ndr, i 401 eurodeputati e i 90 astenuti) che hanno aderito alla risoluzione del 27 novembre u.s. Un’Europa sado-maso e irresponsabile, succube da troppo tempo dell’imperialismo Usa.

Ma quali le responsabilità della Russia nel conflitto in corso? Tutta colpa di Putin, l’invasore, il folle Putin che sostiene, invece, di aver compiuto un’operazione militare necessaria a liberare alcuni territori ucraini dall’invasione nazista? Ed è Putin ad avere rifiutato accordi di pace o è l’Ue che li ha tenuti lontano per favorire il mercato delle armi? La risposta più credibile ce la fornisce il professor Angelo d’Orsi, storico di comprovata credibilità internazionale, in un’intervista (di cui riporto uno stralcio) che mi concesse nel 2022, a operazione militare appena iniziata:

“La guerra in corso viene da lontano, dalle prime vicende post-crollo e poi dalla situazione determinatasi fra il 2013 e il 2014. L’Ucraina è una realtà complessa, sostanzialmente divisa in due “nazioni”: una russofila e russofona a Est e una che mira a unirsi all’Occidente e agli Usa, a Ovest, che guarda alla Polonia, piuttosto. EuroMaidan fu in parte una rivolta contro Yanukovich, e un regime corrotto, e in parte un golpe, sostenuto attivamente da Usa, e sotterraneamente dalla Unione Europea. Gli accordi di Minsk erano una buona base di accordo, ma non sono mai stati rispettati dai governi ucraini, che hanno massacrato le popolazioni russofone, in modo sistematico, mentre cancellavano la democrazia interna (un fatto stranamente taciuto dai nostri media e dai nostri governanti).
La guerra del resto ha un’altra motivazione, oltre a quella interna, ed è legata alla risposta che alla lunga era quasi inevitabile della Federazione Russa, una risposta desiderata e attesa dagli Usa e dalla Nato, non tanto (ma anche) per interesse verso l’Ucraina, che comunque è territorio strategicamente importante, e ricco di risorse, ma in primo luogo per bloccare il processo di riemersione della Russia sulla scena mondiale come potenza globale. Ed è una guerra, a ben vedere, contro l’Europa, la Ue, ma l’Europa tutta come continente, come società, come cultura. Una guerra volta a spezzare i legami importanti su vari piani (economico, culturale, scientifico persino militare e politico) che la EU e anche i Paesi esterni all’Unione, avevano costruito negli ultimi 30 anni, con la Russia, e a subornare il Continente in modo ferreo, al controllo Usa. E che questo avvenga con la grottesca complicità dei governanti europei è stupefacente” (Angelo d’Orsi)

L’odio   dell’Ue verso il leader russo ha creato rigidi pregiudizi che sono diventati dei credo nella percezione comune, con il mantra ‘I russi sono tutti sporchi e cattivi. Se vedi un russo allontanalo come fosse il diavolo’. Prende forma così, dall’alto al basso, il bieco fenomeno della russofobia. Una spada di Damocle, particolarmente affilata, sugli intellettuali russi. Quelle grandi menti che hanno donato al mondo intero un immenso e pregevole patrimonio letterario e artistico. Chi impugna la spada censurando gli autori russi in ogni kermesse letteraria e artistica sono gli stessi che hanno firmato per la risoluzione di guerra  contro la Russia dichiarandola colpevole unica e rea di ogni infamia verso il popolo ucraino. Una spada micidiale, adottata oggi in particolare da alcuni personaggi politici di rilievo nazionale ed internazionale e loro subalterni, che  censura sistematicamente partecipazioni e iniziative culturali di matrice russa. L’Europa è la mano tranchant, subdola e paradossale, patologicamente russofobica.

Ѐ utile ricordare, a tal proposito, quanto è accaduto il mese scorso a Torino. Il professor Angelo d’Orsi organizza con l’Anppia  una conferenza, dal titolo ‘Russofobia, russofilia, verità’, per il 12 novembre al Polo del ‘900. Era prevista  la partecipazione di  personaggi politici e non, fra cui il giornalista Vincenzo Lorusso, autore del saggio ‘De russophobia’ edito da 4Punte edizioni. Succede il finimondo  a causa della mannaia sulla  conferenza per provvedimento di Stefano Lorusso, sindaco della città,  tramite della lunga mano russofobica della vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno (Pd)  e di Carlo Calenda (Azione) che così ha commentato il tema della conferenza. “Evitiamo questo schifo?” .Quanto è seguito è cronaca. La conferenza si è tenuta alcuni giorni dopo nei locali della Poderosa (circolo Arci) e la partecipazione è stata straordinaria. Un plebiscito, mentre una frangia dei seguaci di Calenda e Picierno protestavano,  nella piazza vicina, leccandosi le ferite.

Del fenomeno della russofobia descrive cause ed effetti, nel suo saggio De russophobia*  il succitato Vincenzo Lorusso, un giornalista dell’agenzia di stampa russa International Reporters. Ad evidenziare la valenza della opere artistiche e letterarie prodotte da intellettuali  russi  che da sempre hanno arricchito la cultura mondiale con opere  ineguagliabili , l’autore apre il saggio  con la figura di Fëdor Dostoevskij, ‘un pensatore così profondamente consapevole delle contraddizioni interne alla cultura occidentale – scrive nell’introduzione a cura del saggio, Marija Zakharova, giornalista e direttrice del dipartimento informazione e stampa del Ministero degli esteri della Russia- che ancora oggi i suoi testi suscitano preoccupazione tra coloro che aspirano all’unificazione intellettuale e alla semplicità ideologica’

Cosa si intende per russofobia oggi? Ѐ ancora la Zakharova a definire il senso : “La russofobia, come dimostrato in modo convincente in quest’opera, non è un’emozione spontanea, ma uno strumento di pressione politica, di giustificazione dell’aggressione, di sostituzione di concetti e di deformazione della memoria. Diventa una comoda giustificazione, sia per i tentativi revisionisti di falsificare i risultati della Seconda guerra mondiale, sia per la censura attiva della cultura russa contemporanea’. Chi sta facendo censura sulla cultura russa? Ebbene il paradosso è che la censura è in atto ‘proprio da quelle istituzioni che di recente hanno postulato l’obiettivo di preservare la democrazia e il pluralismo delle opinioni’.  

Istituzioni  che rinnegano, censurano e oltraggiano tutto ciò che fa riferimento alla cultura, all’arte, allo sport, patrimonio di inestimabile valore del popolo russo, mentre alcuni leader europei  stringono la mano al criminale israeliano, responsabile del genocidio in Palestina e forniscono  le armi della Leonardo per continuare a distruggere Gaza  e sterminare una generazione intera di bambini. Dimenticano gli attuali governanti nazionali, in stretto sodalizio con i produttori di armi, che la Russia molte volte ha sostenuto l’Italia  ‘durante la ricostruzione postbellica e nei momenti tragici delle calamità naturali, quando i terremoti sconvolsero le città di Messina e dell’Aquila’. Dimenticano anche  gli attuali lorsignori governanti l’aiuto che la Russia ha fornito all’Italia nei giorni della pandemia. Era il marzo 2020, la fase iniziale  del contagio da Coronavirus, quando molte squadre di medici russi giunsero in Italia e salvarono la vita di molte persone.

Ѐ Alberto Fazolo, nella prefazione del saggio, che ricorda il grande sodalizio fra Russia e Italia : “Non si può concepire di ricostruire i legami di amicizia tra Italia e Russia senza sminuirne la portata. Si tratta di un qualcosa di ancestrale  e immenso’…ma c’è una  asimettria netta in questo legame “dal lato russo è sconfinato e incondizionato. Dal lato italiano, seppur ugualmente intenso, è confinato solo a una parte della società”. Ricorda Fazolo l’opera immensa di architetti italiani che hanno contribuito a realizzare le più importanti città russe  come Mosca, san Pietroburgo e Odessa e come i musei russi espongano opere dia artisti italiani. E quanto il popolo russo ami la moda e la gastronomia italiana. E quanto il turismo russo apprezzi le nostre città. Ricorda che anche dal punto di vista religioso c’è un legame con il culto russo dovuto a San Nicola le cui reliquie si trovano a Bari. Nonostante questo apprezzamento storico per il nostro paese, le  tradizioni e la cultura, molti Italiani odiano la Russia e tutto ciò che le si riferisce. Non è propriamente un odio che nasce dal basso, ma dagli scranni del potere politico ed economico che provoca nella fasce popolari meno acculturate un odio immotivato. E così che nasce e si diffonde, in particolare negli ultimi anni  e, in particolare, dopo l’operazione militare di Putin, la russofobia, avallata dalla propaganda occidentale ‘che condiziona il sentimento popolare italiano’.

Inizia il saggio con l’annuncio nei media di tutto il mondo dell’operazione speciale. Era il 24 febbraio del 2022 ‘La guerra è tornata in Europa, dopo anni di pace, la Russia ha appena invaso l’Ucraina”. Dopo anni di pace? ‘Come se la Jugoslavia e la Serbia in particolare  si trovassero in Oceania o in Africa’ osserva l’autore. Da quell’annuncio la Russia è diventata subito il mostro. Putin viene paragonato a Hitler e inizia a tappeto , specie in Italia, una campagna, questa sì bellicista, a favore dell’Ucraina a cui deve essere dato tutto: armi, accoglienza e soldi.  Nel contempo inizia una feroce campagna denigratoria contro  i Russi, i quali, per l’Occidente, sono colpevoli  di non ribellarsi a Putin. I responsabili della campagna di odio  dimenticano volutamente gli otto anni  precedenti di guerra, nascondendo tutti i crimini compiuti dal governo ucraino in quel periodo. Moltissimi sono i riferimenti dell’autore a fatti che rivelano l’esplosione in tutto l’Occidente del fenomeno della russofobia. Inizia un clima da caccia alle streghe che si radica nella percezione comune, invitando a boicottare tutto ciò che è di origine russa ‘in una ‘escalation razzista e discriminatoria , a volte eguagliando i livelli raggiunti dalla Germania nazista e dall’Italia fascista’

I fatti più salienti di questo clima di odio sono avvenuti quando sono stati cacciati gli atleti russi dalle Paraolimpiadi e la cancellazione dei contratti di collaborazione con gli artisti russi. Ricorda l’autore un fatto  che mise alla luce la russofobia in modo eclatante. Fu quando il sindaco di Milano, Beppe Sala, cancellò la collaborazione con  Valery Gergiev, direttore d’orchestra di chiara fama internazionale e, poco dopo, promosse, in pieno centro di Milano, una mostra di opere esaltanti le eroiche gesta del battaglione Azov, brigata che utilizzava simboli nazisti. Il Manifesto della mostra intitolata ‘Uno sguardo negli occhi dei difensori di Mariupol’ raffigurava il volto di Denys Prokopenko, comandante del battaglione Azov, membro del gruppo ultras neonazista ‘White Boys Club”.

L’autore continua a citare in tutta l’opera moltissimi casi di russofobia. Fra i tanti  cita la proibizione in Lettonia di cantare la famosa Katiuscia e il fermo della polizia lettone di tanti giovani di nazionalità russa. Iniziano gesti di solidarietà verso il popolo russo, grazie al canale Donbass Italia  e Russia Tour di Marco Maggi. Inizia  a maturare la solidarietà verso il popolo russo con la diffusione di un manifesto ‘La Russia non è il mio nemico’ che rappresenta le due bandiere, italiana e russa, e una stretta di mano. In realtà fra i due Paesi non c’è mai stata una dichiarazione di guerra, al contrario si sono sempre sostenuti. L’odio nasce dal revisionismo storico e da un’Europa incapace di favorire gli accordi pace,  da un’Europa bellicista che non vuole la pace per favorire l’industria bellica. Vergogna Europa.

De russophobia’, un saggio da leggere per conoscere la storia di un grande popolo che ha sempre amato e sostenuto l’Italia, ma che oggi continua a subire manifestazioni di odio e censura immeritati. Vincenzo Lorusso, autore del saggio,  grazie anche  al suo impegno e alla professionalità,  compie un’opera ammirevole e forse unica denunciando l’ostracismo dell’Europa sul popolo e la cultura russa.

 

* De russophobia, autore: Vincenzo Lorusso, introduzione di Marija Zakharova, prefazione di Alberto Fazolo, postfazione di Andrea Lucidi, 4Punte edizioni 2025



* Fonte: https://www.blog-lavoroesalute.org.

 

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