Domenico Moro

 

L’atto di guerra degli Usa contro il Venezuela, con il quale è avvenuto il sequestro del presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, e di sua moglie, ha un carattere imperialista e rappresenta un episodio di quella che Papa Francesco chiamò “la terza guerra mondiale a pezzi”. Il sequestro e il contestuale bombardamento aereo, che ha provocato alcune decine di morti fra i civili e i militari venezuelani, sono illegali e, avendo violato la sovranità del Venezuela, in contrasto con il diritto internazionale e con lo Statuto dell’Onu (articolo 2).

 Gianmarco Pisa

 

La giornata internazionale dei diritti umani, 10 dicembre, corrisponde, qui a Caracas, capitale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, alla seconda giornata, quella della restituzione in plenaria dei Tavoli di lavoro, dei panel conclusivi, e della proclamazione del Manifesto di Caracas per la verità, la pace e la sovranità dei popoli, della Assemblea dei Popoli per la sovranità e la pace, la grande assise internazionale, di lotta contro la guerra e per la pace, che ha portato nella capitale venezuelana mille delegati provenienti da ben cinquanta Paesi di tutto il mondo, letteralmente da tutti e cinque i continenti.

Rodrigo Rivas 

 

Dunque, i vecchi "figli delle stelle" sono diventati - a larga, convinta e solida maggioranza - dei nuovi "servi delle stalle" e, compiuto il rito democratico essenziale, il fascistone José Manuel Kast è il nuovo presidente dei cileni. 

Andrea Vento

 

La questione di fondo resta l’impunità garantita di fatto a Israele dagli Occidentali

 

Rodrigo Rivas

 

Nella seconda puntata di questa serie (la prima qui: https://www.marxismo-oggi.it/saggi-e-contributi/articoli/750-il-cile-alle-sbarre) cerco di spiegare due questioni: che cosa sono le PASO, e chi sono i principali candidati alla presidenza, che definisco collettivamente “improbabili personaggi alla ricerca – affannosa - d’autore”.

Nella terza puntata cercherò di chiarire l’importanza decisiva del lawfare (guerra giudiziaria) come strumento politico e chi e perché hanno votato Javier Milei.

Alessandra Ciattini * 

 

La russofobia, che i penosi leader europei cercano di alimentare tutti i giorni, prefigurando misteriose minacce di invasioni e conquiste da parte del nostro vicino euroasiatico, costituisce un sentimento, a prima vista, irrazionale e quindi razionalmente incomprensibile. Eppure, la conoscenza storica ci consente di individuarne le origini nelle ambizioni politiche dell’imperialismo statunitense, cui si sono inchinati i suddetti leader che, incapaci ed imbelli, anche dopo la pubblicazione del cosiddetto piano di Trump, reclamano una schiacciante sconfitta della Russia.

 Rodrigo Rivas


Questo lavoro è diviso in due parti. In questa prima parte racconto, per sommi capi, la storia cilena dal 1970 al 1990. Nella seconda, i 30 anni del dopo dittatura, soffermandomi soprattutto sulla ribellione sociale del 2019, sul governo di Gabriel Boric e sulla posta in gioco delle elezioni del 14 dicembre prossimo.

 Domenico Moro

 

Recentemente in Francia hanno suscitato un notevole scalpore le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal generale Fabien Mandon, capo di stato maggiore della difesa francese.

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