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Categoria: Saggi
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Emiliano Alessandroni

 

  1. La retorica della libertà ai tempi del Covid 19

 

«Libertà! Libertà! Libertà!». È con questo grido, ripetuto e cadenzato da un veemente battito di mani e da un ritmico rumore di colpi sul tavolo, che in Italia, nell'ottobre 2020, novanta clienti di un ristorante di Pesaro, hanno difeso la decisione del suo proprietario Umberto Carriera, di violare le misure anti-Covid imposte dallo Stato e di mantenere aperto il proprio locale.

«Ci stanno prendendo in giro», ha affermato il titolare del ristorante e già proprietario di sei esercizi commerciali, non molto prima di incontrare il leader della Lega Matteo Salvini: «il virus è un cazzo di virus come gli altri...qualunque decisione verrà presa dal governo d'ora in poi, i miei ristoranti non chiuderanno più»[1].

Allo stato attuale, questo «virus come gli altri», ha ucciso, soltanto in Italia, circa 130.000 persone.

Ma non sembra essere una questione quantitativa: basso o alto che sia il numero delle vittime, 10 mila o 1 milione, la convivenza con la morte sembra essere un prezzo che si dovrebbe essere disposti a pagare per difendere qualcosa di così elevato e prezioso come la libertà. Questo almeno il senso delle parole pronunciate dal Premier britannico Boris Johnson: «Da noi vi sono più contagi che in Italia perché amiamo la libertà»[2]. Come dire, l'attaccamento alla libertà è presso gli inglesi così forte che essi non la deturperebbero mai, a nessun costo, con misure restrittive e lockdown di qualunque genere. Eppure quando questo costo ha cominciato a salire vertiginosamente e le masse di cadaveri a costipare gli obitori, sono stati proprio gli inglesi a chiedere al Premier Johnson qualche deturpazione di quella libertà che egli aveva tanto sbandierato[3].

Sulla stessa linea si era collocato negli Usa il Presidente Donald Trump. Inveendo contro i governatori che nei singoli Stati imponevano misure restrittive, egli ha affermato immediatamente che, qualunque cosa fosse successo, avrebbe difeso fino all'ultimo la democrazia: così ben presto lo vediamo schierarsi apertamente a fianco di tutti i manifestanti che hanno cominciato a sfilare per le strade americane per protestare contro il lockdown (siamo nel maggio 2020): «il grande popolo» americano «vuole la libertà», ha affermato celebrando e incitando le dimostrazioni[4]. In quel momento, tuttavia, a New York montagne di cadaveri venivano gettate nelle fosse comuni poiché i cimiteri erano ormai così saturi di feretri da scoppiare[5].

Eppure a novembre dello stesso anno il capo della Casa Bianca e sedicente paladino della libertà ribadisce ancora una volta i propri principi: «Questa amministrazione non varerà mai alcun lockdown, in nessuna circostanza»[6].

Dopo alcuni mesi gli Usa hanno visto oltrepassare la soglia delle 500 mila vittime, raggiungendo in poco tempo circa 615.000 decessi: si tratta, come è stato ricordato, di un numero di morti, nella storia degli Usa, più alto di quello della «Prima, della Seconda Guerra Mondiale, della Guerra del Vietnam, dell'11 Settembre, della guerra in Afghanistan e della guerra in Iraq, messe assieme»[7].

Ma in questa sua «lotta per la libertà», che diventa sempre più lotta contro le misure anti-pandemiche, il Presidente americano non è solo. Nel maggio 2021, in Brasile, il Presidente Bolsonaro fa ricorso addirittura all'esercito: e non già, come in molti Stati europei o come in Cina, per fare rispettare il lockdown, ma al contrario, per impedirlo. Battendosi contro il confinamento sociale decretato dai governatori per prevenire la diffusione del coronavirus, Bolsonaro anticipa con queste parole l'invio delle forze armate: «Io non ho ordinato di chiudere nulla, il mio esercito scenderà in piazza per mantenere la vostra libertà!»[8].

Anche il Paese sudamericano, che viaggiava ai ritmi di circa 4.000 morti al giorno, ha superato, come gli Stati Uniti, il mezzo milione di vittime, al punto che l'ex Presidente Lula ha indicato apertamente Bolsonaro come il «responsabile del più grande genocidio nella storia del Brasile»[9].

Ma che cos'è quella libertà che sembra stare tanto a cuore, prima ancora che ai No-Vax, ai No-Mask e ai No-Pass, a coloro che, come Bolsonaro, si sono battuti con tutte le proprie forze contro il lockdown e le misure di distanziamento sociale? Su questo aspetto lo stesso Presidente del Brasile può aiutare a fare chiarezza: «Paralizzare l’economia a causa di 5.000 o 7.000 persone che moriranno per la febbre Covid-19 non è realista», aveva affermato nel marzo 2020[10]. È evidente che la libertà che sta in primo luogo a cuore al leader dell'estrema destra brasiliana è la libertà del potere economico. Ed è proprio su questa priorità assegnata alla “libertà economica” rispetto al “diritto del bisogno estremo” (direbbe Hegel), ossia alla libertà dall'elevato pericolo di morte, che si sono fondate le sue scelte politiche e la sua gestione della pandemia.

Riporta alla mente, la situazione appena descritta, le parole che l'autore della “Fenomenologia dello Spirito” aveva pronunciato nelle sue “Lezioni sulla filosofia della storia”: «quando si evoca la parola libertà», rammentava il filosofo tedesco, «bisogna sempre fare attenzione che non siano invero interessi privati quelli di cui si sta parlando»[11].

Eppure questa sovrapposizione fra la parola “libertà” e l'“interesse privato”, sembra ripresentarsi continuamente nel corso della storia e sembra essersi ripresentata, con ulteriore frequenza, anche nel corso di questa pandemia. Ancora «Libertà! Libertà», hanno gridato in Italia i manifestanti contrari al Green Pass, con una parte della filosofia che gli faceva eco: «se si reprimono le libertà individuali per decreto ad essere in pericolo è la democrazia», ha affermato Giorgio Agamben in riferimento alla “Certificazione verde Covid-19”[12]. E Massimo Cacciari su La Stampa: «Viviamo da oltre un ventennio in uno stato di eccezione che, di volta in volta, con motivazioni diverse, che possono apparire anche ciascuna fondata e ragionevole, condiziona, indebolisce, limita libertà»[13].

Ma alcune domande a questo punto si impongono: quando le sacrosante libertà individuali, difese da capi di Stato, proprietari, uomini del popolo e filosofi, sono realmente libere? E che cosa significa esattamente libertà? Si può fare coincidere questo termine con una generica “assenza di vincoli”? Per sciogliere questi nodi, mi sembra che, ben più che Agamben o Cacciari, sia più di tutti la lezione di Hegel a poterci venire in soccorso.

Che cos'è allora per Hegel la libertà?

 

  1. La lezione di Hegel e la libertà come assenza di vincoli

 

Intanto vale la pena cercare di capire che cosa essa, a suo giudizio, assolutamente non è (per quanto molto spesso e in modo del tutto erroneo possa esserlo per noi): libertà, per Hegel, non è assolutamente il “fare ciò che si vuole”.

È questa infatti una visione meramente formalistica della libertà, quasi che a tale concetto non competa alcun contenuto specifico o che il contenuto specifico che di volta in volta questa presunta forma vuota assume sia irrilevante. Così “libertà” può essere ogni contenuto di volontà: chi vuole il Green Pass, chi non lo vuole, chi vuole curare i malati negli ospedali con i riti magici, chi vuole che non lo faccia, chi vuole uccidere i cinesi, chi vuole sparare ai gommoni, libertà potrebbe essere a questo punto tutto...e quindi nulla.

Questo punto va allora intanto tenuto ben fermo: la libertà per Hegel non è l'arbitrio, la libertà non è assolutamente il “fare ciò che si vuole”.

Ecco quanto scriveva nei “Lineamenti di filosofia del diritto”:

 

La rappresentazione più comune che si ha della Libertà è quella dell'arbitrio...Quando si sente dire che la Libertà in generale consisterebbe nel 'poter fare ciò che si vuole', una tale rappresentazione può essere presa soltanto per mancanza di educazione del pensiero; in essa non si trova ancora nessun sentore di cosa sia la volontà libera in sé e per sé, il diritto, l'eticità, ecc. […]

L'arbitrio invece di essere la volontà nella sua Veritá, è piuttosto la volontà come contraddizione […] L'arbitrio quando si pretende esso sia la Libertà, può senz'altro definirsi illusione[14].

 

E nell'“Estetica”:

 

Il soggetto, in quanto prigioniero dei singoli, limitati e meschini interessi del suo desiderio, né è libero in sé stesso, giacché non si determina secondo l'universalità e razionalità essenziali del suo volere, né è libero in rapporto al mondo esterno, poiché il desiderio essenzialmente rimane determinato dalle cose e riferito ad esse[15].

 

  1. La libertà di ognuno finisce dove inizia quella dell'altro?

 

Si tenga presente che una simile visione formalistica affligge, secondo Hegel, anche quel concetto di libertà già riscontrabile in pensatori come Rousseau, Kant e Fichte e che è penetrato in maniera capillare nel senso comune odierno dopo la celebre formulazione di Martin Luther King: «La mia libertà finisce dove comincia quella degli altri».

Scrive criticamente Hegel nei “Lineamenti”:

 

Tale definizione implica il punto di vista, diffuso soprattutto dopo Rousseau, secondo cui la base sostanziale e il termine primo del diritto [ovvero della libertà ndr] dev'essere la volontà, ma non la volontà come essente-in-sé-e-per-sé, come razionale, dev'essere lo spirito, ma non come spirito vero, bensì come individuo particolare, come volontà del singolo nel suo arbitrio peculiare.

Secondo questo principio...non c'è dubbio che il Razionale possa risultare solo come limitante, e certo esso viene inteso non come Razionale immanente, ma semplicemente come un universale esterno, formale[16].

 

È evidente che per Hegel la libertà non è né l'arbitrio (ovvero il “fare ciò che si vuole”) né la mediazione degli arbitri (ovvero la mediazione dei diversi “fare ciò che si vuole”). Per Hegel la libertà è un contenuto che si intona con la razionalità del mondo e l'interesse universale. Libero può definirsi allora quell'individuo che viene posto nelle condizioni di desiderare per sé ciò il cui conseguimento costituisce al tempo stesso un'acquisizione universale. E non è tutto: non è infatti sufficiente la convergenza fra il desiderio particolare e l'interesse universale, è necessario che tale convergenza si riempia di coscienza, di sapere, che i singoli uomini diventino cioè consci della coincidenza di contenuto fra il loro desiderio soggettivo e il bene del genere umano.

Quando la libertà non si carichi di un contenuto che abbia valore universale, per Hegel non è libertà, ma arbitrio, interesse particolaristico che parla in nome della libertà ma che della libertà possiede e diffonde soltanto l'illusione.

Nella Prefazione ai "Lineamenti" il celebre filosofo riportava alcuni versi del Faust di Goethe, quella monumentale opera che mette in mostra lo scontro fra Faust e Mefistofele, ovvero fra l'umanità e i suoi istinti più bassi e primordiali:

 

«Disprezza pure intelletto e scienza

talenti supremi dell'uomo

così ti sei dato al diavolo

e dovrai affondare».

 

Spero che questa lezione hegeliana possa aiutare tutti noi a orientarci meglio nelle dispute di questi giorni (o meglio di questi mesi) che tirano così tanto in ballo la parola “libertà” al punto da averla trasformata, direbbe Laclau, in un “significante vuoto”. Forse anche grazie a Hegel avremo presto o tardi la possibilità, questo significante, di riempirlo nuovamente di contenuto; nonostante tutti gli Agamben e i Cacciari del caso, che continuano implicitamente a postulare la libertà come mera assenza di vincoli, come un vuoto sarcofago dentro il quale sembrerebbe pacifico immettere qualunque contenuto di volontà.

 

  1. La libertà ai tempi del Covid-19 fra socialismo e capitalismo

 

Se, dunque, siamo d'accordo con Hegel nel pensare la libertà non già come una vuota forma ma come un contenuto dal valore universale, non possiamo allora fare a meno di riscontrare come nel corso della pandemia da Covid-19, fra i vecchi sistemi a conduzione capitalistica (vedi in primo luogo Stati Uniti ed Europa) e gli esperimenti sociali a orientamento socialista (vedi Cuba, Cina e Vietnam) – per quanto questo possa sembrare un paradosso agli occhi di quel suprematismo occidentale che identifica “Occidente” e “democrazia” ed è abituato concepire la “libertà” unicamente come “libertà dell'Occidente” e mai come “libertà dall'Occidente” – siano stati i secondi ad avere difeso ben più dei primi il valore dell'universalismo e la causa della libertà. Nei primi infatti la libertà del potere economico (la libertà particolaristica) ha inficiato la libertà di esistenza e il diritto alla vita (la libertà universalistica), ben più che nei secondi.  

Questo può essere constatato non soltanto dal punto di vista delle scienze matematiche (confrontando cioè il numero dei decessi fra gli uni e gli altri, ovvero l'impegno e la capacità con cui rispettivamente hanno difeso il diritto alla vita all'interno del proprio dominio), ma anche dal punto di vista dello spirito generale e dei comportamenti via via assunti su scala planetaria. Fin dal primo momento la Repubblica Popolare Cinese ha esortato tutti i paesi del mondo a mettere da parte gli asti politici, a cooperare, a coordinarsi tutti insieme nella lotta contro il Covid-19: «L’epidemia ci mostra chiaramente che il virus non conosce confini nazionali, non distingue tra Nord, Sud, Est o Ovest. Nessun Paese può affrontarlo da solo, soltanto unendo le forze è possibile vincere questa sfida»[17], ha affermato ad esempio l'ambasciatore cinese in Italia. Così ben presto alle parole sono seguiti i fatti: soltanto alla nostra penisola la Repubblica Popolare ha inviato «31 tonnellate di materiali, tra cui equipaggi per macchinari respiratori, tute, mascherine....alcune medicine anti virus insieme a sangue e plasma»[18]. Nelle Marche, in provincia di Ancona, la Cina ha realizzato un ospedale da campo con 50 medici, 80 infermieri e 30 tecnici tutti provenienti da Wuhan, pronti a rischiare la vita, in un momento in cui di vaccini non v'era neppure l'ombra, pur di portare il proprio bagaglio di esperienze e aiutare l'Italia a prendersi cura dei malati di Covid[19]. Numerose task force sanitarie sono state d'altro canto inviate da Pechino nel nostro paese per sostenerci in un momento di grande difficoltà[20]. La prima di queste (mentre il governo italiano mostrava tutta la propria debolezza nei confronti di Confidustria e del potere economico, permettendo alle fabbriche e ai centri di produzione di rimanere aperti nonostante gli scioperi e le proteste operaie[21]), ha mostrato forte preoccupazione per il lassismo mostrato dalla nostra dirigenza politica di fronte a una simile emergenza: «Dovete fare di più per contrastare la diffusione dell'epidemia. In Lombardia le misure prese non sono abbastanza rigide: bisogna fermare le attività economiche e la mobilità», ha affermato la Croce rossa cinese in Italia; «per strada ci sono ancora troppe persone», hanno ammonito a Roma un docente cinese di medicina polmonare e il vicedirettore dell’Istituto Nazionale delle malattie parassitarie; purtroppo «non vi sono altre misure», ha affermato in maniera perentoria Qiu Yunqing (infettivologo cinese al vertice della delegazione dei tredici esperti che ha visitato gli ospedali del nord Italia), è necessario un «distanziamento sociale “rigido” con tutte le serrande abbassate: fabbriche, uffici, negozi. Tutto chiuso»[22].

Sarebbe sciocco e malizioso, una sorta di atteggiamento da “Yellow Peril” o da “Protocolli dei savi di Mao Zedong”, ritenere che dietro questi suggerimenti vi fosse un perfido desiderio cinese di attentare alla libertà della popolazione italiana anziché una chiara volontà di difenderla.

Anche il Vietnam, dal canto suo, non ha fatto mancare il proprio spirito collaborativo e solidaristico, spedendo a Malpensa un carico di oltre tre tonnellate di materiale ospedaliero[23]. E persino la piccola Cuba ha inviato i propri medici e infermieri esperti in malattie infettive, poi candidati al Nobel per la Pace, con l'obbiettivo di portare il proprio contributo[24].

Nessuno di questi paesi si è sognato anche soltanto lontanamente di sferrare un attacco economico, a colpi di embarghi e sanzioni, contro un qualunque Stato occidentale o orientale.

Come si è comportato invece, da questo punto di vista, il mondo capitalistico? Nel marzo 2021 l'Italia, insieme a Gran Bretagna, Francia e Olanda, esprime a Vienna, presso il Consiglio dei diritti umani dell'Onu, il proprio voto contrario a una risoluzione di condanna degli embarghi unilaterali[25].

Gli Stati Uniti, da parte loro, dopo oltre 60 anni di blocco commerciale e di vere e proprie attività terroristiche contro Cuba[26], intensificano sotto l'amministrazione Trump la guerra economica ai danni dell'isola, varando ben 243 misure coercitive, poi confermate e incrementate dal Presidente Biden[27] nonostante la già espressa condanna dell'Onu[28].

Il 4 giugno 2020, Steve Bannon, uomo dell'estrema destra americana ed ex-capo stratega della Casa Bianca, fonda a New York, assieme a Guo Wengui, miliardario e dissidente cinese già accusato di corruzione, il “New Federal State of China”, organizzazione che si propone in modo esplicito l'obbiettivo di rovesciare il PCC e il governo di Pechino. Il Presidente Trump, dal canto suo, vara sanzioni contro la Cina[29], anche queste, come quelle contro Cuba, incrementate e inasprite dall'amministrazione Biden[30]. Questa continuità in politica estera fra i due presidenti americani si è manifestata anche nel modo in cui entrambi hanno alimentato, senza alcuna prova concreta e in assoluto spregio alle dimostrazioni dei più autorevoli studi scientifici[31], le tesi complottiste sull'origine artificiale del Covid-19[32].

Nel frattempo la Repubblica Popolare Cinese, non soltanto ha difeso l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dagli attacchi dell'amministrazione Trump, che aveva già preparato l'uscita degli Usa e l'interruzione dei finanziamenti, ma anche dai recenti conflitti che, in merito alla gestione delle vaccinazioni, sono sorti fra questa e il blocco degli Stati capitalistici occidentali. A tal proposito va ricordato che la Cina ha sostenuto assiduamente, insieme a Cuba e al Vietnam, la proposta avanzata da India e Sudafrica al WTO, di sospendere i brevetti sui vaccini così da consentire al Terzo Mondo quelle coperture di massa che altrimenti questo, data la sua condizione di penuria economica, non sarebbe riuscito a garantirsi. La vita però sembra ancora una volta, per gli Stati/nazione a conduzione capitalistica, non valere tanto quanto i profitti delle grandi aziende farmaceutiche a cui essi hanno destinato i propri fondi pubblici per lo sviluppo dei vaccini: così con il voto contrario di Stati Uniti, Gran Bretagna e Paesi dell'Unione Europea, la proposta di India e Sudafrica viene respinta. “Senza pagamenti nessuna vaccinazione”: nonostante alcune dichiarazioni estemporanee del Presidente Biden, che soltanto verbalmente ha mostrato ripensamenti, questa è rimasta la decisione immutata dell'Occidente capitalistico. Ed è su questo punto che è sorto un nuovo scontro con l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Quest'ultima ha infatti ritenuto che per combattere in maniera più adeguata la diffusione del Covid-19 ed evitare un proliferare di varianti che renderanno via via meno efficaci gli stessi vaccini finora sviluppati, sia più importante garantire a tutto il pianeta almeno la copertura di una prima dose che a pochi paesi quella della terza. Accettata da tutto il mondo economicamente arretrato e dagli Stati a orientamento socialista, questa raccomandazione dell'Oms è stata invece bruscamente respinta dagli Stati occidentali a conduzione capitalistica, per i quali sembra più importante garantire la terza dose agli Übermenschen del blocco euroatlantico, che la prima agli Untermenschen degli Stati sottosviluppati[33]. La Repubblica Popolare Cinese, invece, oltre ad aver sostenuto assiduamente la richiesta di India e Sudafrica relativa alla sospensione dei brevetti sui vaccini, oltre ad avere già da sola vaccinato più di un quinto della popolazione mondiale[34] e limitato i contagi attraverso controlli sanitari rigorosi e l'introduzione del passaporto vaccinale[35], oltre ad avere già offerto il proprio contributo in termini di medici, vaccini e materiale ospedaliero ai paesi in difficoltà, dopo avere già offerto 110 milioni di dosi al programma Covax (un'operazione lanciata dalle Nazioni Unite per facilitare l'acquisizione di vaccini ai paesi più poveri), si è impegnata a donare ben 2 miliardi di fiale al resto del mondo entro la fine del 2021 e 100 milioni di dollari al programma succitato. La Cina, ha affermato il Presidente Xi Jinping, «continuerà a fare tutto il possibile per aiutare i Paesi in via di sviluppo a fare fronte alla pandemia» e seguiterà a impegnarsi per «rafforzare la cooperazione internazionale sui vaccini e favorirne la distribuzione»[36].

Certo, fra i paesi che fanno capo al blocco euroatlantico va annoverato anche il caso di Israele, che ha avuto un numero relativamente basso di decessi e che ha garantito il “diritto alla vita” alla propria popolazione attraverso una vaccinazione di massa tempestiva. Ma un tale diritto, questo Stato, ha saputo pensarlo in termini realmente universali? Dopo aver ricevuto una pioggia di critiche per aver fatto mancare il sostegno alle popolazioni dei territori occupati, Israele ha stretto un accordo con l'Autorità nazionale palestinese (Anp) per la fornitura di 1,2 milioni di dosi Pfizer. Quest'ultima, però, è stata ben presto costretta a cancellare l'accordo e a restituire le dosi, non appena si è accorta che Israele le aveva fatto pervenire carichi di fiale con una data di scadenza imminente. Insomma, mentre il governo di Tel Aviv aveva già effettuato sulla propria popolazione il 60% delle vaccinazioni, i palestinesi, con gli ospedali già saturi di malati, restavano ancora sotto l'1%[37], e si trovavano di fronte alla tragica possibilità di scegliere fra il morire (direttamente o indirettamente) di Covid-19 o inocularsi nelle vene dei farmaci scaduti[38]. Ancora una volta è stata la Repubblica Popolare Cinese a giungere in soccorso, garantendo al popolo palestinese 200.000 dosi di vaccini e un milione di dollari in contanti da spendere in aiuti sanitari[39].

Al termine di questo quadro, possiamo giungere a una conclusione: fra 1) i paesi capitalistici guidati da governi liberalconservatori; 2) quel mondo dei No-Vax, No-Mask, No-Pass e No-lockdown che, pur nelle proprie differenze interne, ne ha in qualche modo legittimato le scelte; 3) i paesi capitalistici guidati da governi liberaldemocratici (anch'essi troppo subalterni ai grandi poteri economici e incapaci di pensare la libertà sostanziale e il diritto alla vita in termini autenticamente universali) e 4) i paesi a orientamento socialista guidati da partiti comunisti (Cuba, Cina e Vietnam in primo luogo), sono questi ultimi che, pur con le loro contraddizioni, hanno manifestato una maggiore propensione universalistica, un maggiore spirito cooperativo e una più profonda inclinazione a difendere la libertà su scala planetaria. Sono d'altro canto gli stessi soggetti politici che hanno mostrato come quest'ultimo termine, “libertà”, non possa essere svincolato da un contenuto di valore universale, da quelle “lotte di classe” e quelle “lotte per il riconoscimento” (di marxiana ed hegeliana memoria), che proprio di un universalismo sempre più concreto vogliono essere il veicolo. Dovremmo ricordarcene tutte le volte che in un discorso sentiremo impiegata la parola “libertà” come un significante vuoto, come un vessillo retorico con cui adornare e adombrare il perseguimento di meri interessi particolari.

 

[1]D. Falcioni, Pesaro, ristorante aperto nonostante il Dpcm. Il titolare: “Non chiudo, dovranno arrestarmi”, Fanpage, 26-10-2020.

[2]Covid, Johnson: "Più contagi dell'Italia perché amiamo la libertà", Adnkronos, 23-09-2020.

[3]T. Di Giovannandrea, Londra, epidemiologi britannici contro le decisioni di Boris Johnson, RaiNews, 14-03-2020.

[4]Nonostante la 'strage' Trump attacca ancora il lockdown: "I democratici lo usano per scopi politici", Globalist, 11-05-2020.

[5]Cfr. Coronavirus, immagini shock dagli Usa: fosse comuni a New York, TgCom24, 10-04-2020.

[6]Coronavirus, Trump: «Questa amministrazione non varerà mai un lockdown», Corriere della Sera, 14-11-2020.

[7]Covid. Allarme Usa, studio CDC: la variante Delta più pericolosa, si diffonde come la varicella, RaiNews, 30-07-2021.

[8]Covid: Bolsonaro, mio esercito pronto a difendere la libertà, ANSA, 14-05-2021.

[9]“Covid, Bolsonaro responsabile del più grande genocidio nella storia del Brasile”: l’attacco di Lula, Il Fatto Quotidiano, 26-03-2021.

[10]U. Mazzantini, Bolsonaro: «I veri uomini non prendono il coronavirus». L’opposizione: «Il Brasile non può essere distrutto da Bolsonaro», Greenreport, 31-03-2020.

[11]Hegel, Vorlesungen über die Philosophie der Weltgeschichte, trad. it., Lezioni sulla filosofia della storia, a cura di Giovanni Bonacina e Livio Sichirollo, Laterza, Bari 2003, p. 350.

[12]G. Agamben, “Non discutiamo le vaccinazioni ma l’uso politico del Green Pass”, La Stampa, 30-07-2021.

[13]M. Cacciari, Ecco perché dico no al Green Pass e alla logica del sorvegliare e punire, La Stampa, 28-07-2021.

[14]Hegel, Grundlinien, W 7, 65 § 15, tr. it. p. 103.

[15] Hegel, Vorlesungen über die Ästhetik, W 13, 58, tr. it., Estetica, Einaudi, Torino 1997, vol. I, p. 46.

[16]Hegel, Grundlinien, W 7, 79-80 § 29, tr. it., p. 117.

[17]M.G. Napolitano, Ambasciatore cinese: "Gli aiuti? Siamo amici, vogliamo salvare vite", Adnkronos, 05-04-2020.

[18]Coronavirus, l’aiuto cinese all’Italia: “Materiale, esperti e i risultati del lavoro di migliaia di medici”, La Stampa, 13-03-2020.

[19]Un ospedale e medici cinesi a Ancona, ANSA, 25-03-2020.

[20]Coronavirus, la Cina invia in Italia il terzo team di medici, RaiNews, 25-03-2020.

[21]Emergenza coronavirus, la rabbia nelle fabbriche aperte. Scioperi spontanei: "Non siamo carne da macello", La Repubblica, 12-03-2020.

[22]Coronavirus, l’infettivologo cinese: “Per fermare il contagio bisogna chiudere tutto. Servono più tutele per i vostri medici”, Il Fatto Quotidiano, 30-03-2020.

[23]COVID-19: Arrivato carico di aiuti sanitari dal Vietnam, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, 17-04-2020 https://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/approfondimenti/covid-19-arrivato-scarico-di-aiuti-sanitari-dal-vietnam.html.

[24]Coronavirus, Cuba in soccorso dell’Italia: 52 medici e infermieri in arrivo a Crema, La Repubblica, 21-03-2020; Coronavirus: Cuba invia seconda brigata medica in Italia, Sicurezza Internazionale 14-04-2020; L. Landoni, Coronavirus, i medici cubani al lavoro in Lombardia candidati al Nobel per la Pace, La Repubblica, 28-09-2020.

[25]Polemiche per la decisione dell'Italia di votare "no" all'Onu alla condanna delle sanzioni Usa su Cuba, La Repubblica, 30-03-2021.

[26]Cfr. S. Lamrani (a cura di), Il terrorismo degli Stati Uniti contro Cuba. Il caso dei Cinque: una storia inquietante censurata dai media, Sperling & Kupfer, Segrate 2006.

[27]Cuba, Biden conferma le misure di Trump, Adnkronos, 16-07-2021; Usa, Biden: "Le nuove sanzioni a Cuba sono solo all'inizio", Tgcom24, 23-07-2021.

[28]D. Battistessa, Embargo Cuba, Onu: “Il blocco economico Usa vìola i diritti umani”, Osservatorio Diritti, 16-07-2021.

[29]Trump firma le sanzioni alla Cina per Hong Kong, ANSA, 14-07-2020.

[30]Biden estende bando Trump su società cinesi, 59 aziende nella black list, Il Sole 24 Ore, 03-06-202; I Bremmer, Perché Biden mostra i muscoli con la Cina (più di Trump), Corriere della Sera, 08-07-2021.

[31]Cfr. Kristian G. Andersen, Andrew Rambaut, W. Ian Lipkin, Edward C. Holmes & Robert F. Garry, The proximal origin of SARS-CoV-2, Nature Medicine, n. 26, 2020 https://www.nature.com/articles/s41591-020-0820-9; L'Oms, 'il virus è di origine naturale', ANSA, 01-05-2020; L'Oms: "I dati portano all'ipotesi di un'origine animale del virus", ANSA 10-02-2021.

[32]G. Belardelli, Biden e Facebook riabilitano la teoria dell'origine artificiale del Covid, HuffPost, 27-05-2021. A confutare la strampalata tesi sul virus uscito da un laboratorio di Wuhan è anche un dato di cui qualunque epidemiologo dovrebbe essere a conoscenza: l'epicentro di un contagio virale non coincide necessariamente con il luogo in cui il virus ha avuto origine, che invece potrebbe essere plurimo, come sembrano suggerire anche gli studi sulla presenza del Covid già in Italia nel settembre del 2019: cfr. Covid in Italia già da settembre 2019, lo dice uno studio dell'Istituto dei tumori di Milano, ANSA, 15-11-2020 e altri che hanno rilevato già la presenza di malati di Covid negli Usa a dicembre e in Francia nel novembre 2019: ‘Covid era già negli Usa a dicembre 2019’: lo studio federale su un milione di volontari, Il Fatto Quotidiano, 15-06-2021; Coronavirus, "in Francia primi casi già a novembre", Adnkronos, 07-05-2020.

[33]Cfr. G. Cadalanu, Schiaffo dei Paesi ricchi all’Oms: “Prima la terza dose a noi, poi si vedrà”, La Repubblica 06-08-2021.

[34]Vaccini: Cina, somministrate oltre 1,5 miliardi di dosi, ANSA, 23-07-2021.

[35]R. Ippoliti, La Cina lancia il passaporto vaccinale, è il primo paese al mondo, La Stampa, 09-03-2021.

[36]Vaccini: Xi, Cina darà 2 miliardi di dosi entro fine 2021, ANSA 05-08-2021.

[37]R. Bongiorni, Medio Oriente: israeliani vaccinati al 60%, palestinesi sotto l’1%, Il Sole 24 Ore, 03-04-2021; La denuncia contro Israele: vaccini solo ai coloni, esclusi palestinesi, Huffpost, 03-01-2021.

[38]Palestinesi annullano accordo su vaccini con Israele. Annuncio da Ramallah: la data di scadenza è troppo ravvicinata, ANSA, 18-06-2021.

[39]La Cina promette vaccini e un milione di dollari ai palestinesi, Sicurezza Internazionale, 22-05-2021.

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