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Julián Isaías Rodríguez Díaz
(ambasciatore in Italia della Repubblica bolivariana del Venezuela) *
- La minaccia di guerra contro il Venezuela è latente. Non si è dissolta con l’ultima votazione del Consiglio di Sicurezza. I veti, dall’una e dall’altra parte, hanno lasciato più domande di prima. Il ricatto bellico per fare terrorismo psicologico prosegue. I margini per un intervento, non solo in Venezuela ma anche a Cuba, in Nicaragua e in Bolivia rimangono validi.
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Gennaro Lopez *
Non ostante e a dispetto di tutto quanto accade intorno a noi (ed è davvero tanto, quello che accade), sia pure controcorrente, questa associazione continua ad esistere e a resistere, pur immersa nelle mille solitudini della sinistra, ma con una finalità che dà senso al nostro esserci: lavorare sulla memoria per ricavarne elementi di critica del presente e individuare un possibile orizzonte per il futuro, per una … futura umanità.
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Julián Isaías Rodríguez Díaz
(ambasciatore della Repubblica bolivariana del Venezuela in Italia)
- Il mandato presidenziale che inizia oggi, con l'insediamento del presidente Nicolás Maduro Moros, è il risultato della scelta espressa dalla maggioranza del popolo con le elezioni del 20 maggio 2018.
- Vi hanno preso parte 9.389.056 elettori. 5.823.728 venezuelani hanno votato per il presidente Maduro (67,8% dei voti espressi). Alle elezioni hanno partecipato quattro candidati in rappresentanza di oltre 50 partiti politici e movimenti.
- Un settore dell'opposizione venezuelana non ha partecipato alle elezioni con l'obiettivo di delegittimare il risultato e, nonostante ciò, il processo si è svolto in un clima civile e pacifico. Tra gli astenuti la maggioranza era rappresentata dai partiti che si raggruppavano nella MUD (Mesa de la Unidad Democrática) alleanza dell'opposizione che si è poi estinta dopo i successivi fallimenti.
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Marco Paciotti *
Lo sbocco imperialista del modo di produzione capitalistico in crisi, cui è connaturato un latente stato di tensione nei rapporti internazionali tra Stati in competizione tra loro per la conquista di sempre più vaste fette di mercato, è parte integrante del patrimonio teorico del comunismo sin dal celebre scritto di Lenin Imperialismo fase suprema del capitalismo, pubblicato nel 1917. Ebbene l’analisi e la critica dell’imperialismo e la lotta per la pace risultano di scottante attualità per chi intenda osservare con sguardo attento la politica internazionale.
