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Francesco Barbagallo
Un acuto filosofo della storia ed esperto geopolitico tedesco, Hauke Ritz, ha scritto un libro importante e profondamente innovativo che ribalta del tutto i falsi luoghi comuni ricorrenti sui rapporti tra Stati Uniti, Europa e Russia. E dà una convincente risposta ai motivi e alle strategie che hanno determinato l’avvio di un fosco periodo di affermazioni imperiali e di guerre, che hanno caratterizzato i trentacinque anni che ci separano dalla fine dell’Unione Sovietica e della guerra fredda. (H. Ritz, Perché l’Occidente odia la Russia, Fazi Editore, Roma 2026).
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Carla Filosa
A molti capita di scrivere della propria vita, arrivati a un certo punto. A Pasquale Cicalese non è capitato per caso. Si può invece ipotizzare che l’autore sia stato spronato a scrivere di sé, per documentare tutto ciò che al suo esterno si è sviluppato e rientrato poi nella sua esperienza di singolo-plurale. Sì, perché, a meno di tratti temporali di assoluta solitudine, nel suo narrarsi dettagliato riguardo alla sua crescita, formazione, desideri, obiettivi, traguardi e fragilità non si può prescindere dall’importante consonanza con le persone a lui vicine.
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Alba Vastano *
“La russofobia, come dimostrato in modo convincente in quest’opera, non è un’emozione spontanea, ma uno strumento di pressione politica, di giustificazione dell’aggressione, di sostituzione di concetti e di deformazione della memoria. Diventa una comoda giustificazione, sia per i tentativi revisionisti di falsificare i risultati della Seconda guerra mondiale, sia per la censura attiva della cultura russa contemporanea” (Marija Zakharova)
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Peter Kammerer
Una domanda strana da aristocratico ottocentesco e un libro del tutto singolare quello di Antonio Cantaro (Amato Popolo. Il sacro che manca da Pasolini alla crisi delle democrazie, Bordeaux, 2025). Si rivolge a chi? Non al popolo, è troppo dotto.
