Gabriele Borghese

 

È uscito da pochi mesi una nuova raccolta di scritti di Domenico Losurdo, curata da Emiliano Alessandroni, su Imperialismo e questione europea[1]. Filo conduttore del volume, che raccoglie vari scritti di Losurdo pubblicati tra il 1978 e il 2017, è l’analisi dal punto di vista marxista dell’imperialismo odierno. Sin dalle prime righe viene chiarito come il processo di unificazione europea è stato certamente egemonizzato dalla borghesia e si sviluppa fin dal principio in modo contradditorio. Dal punto di vista storico-filosofico (Cap. II) Losurdo analizza l'«autocoscienza o falsa coscienza europea» (p.31) attraverso le parole di filosofi eminenti della tradizione occidentale: Adam Smith, David Hume, John Locke, Alexis de Tocqueville.

 Manfredi Alberti *

 

Il tentativo che la storica Eloisa Betti compie nel suo ultimo libro è tanto ambizioso quanto ben riuscito: ripercorrere la vicenda dell'Italia repubblicana dal punto di vista della storia del lavoro precario (Precari e precarie: una storia dell'Italia repubblicana, Carocci, pp. 268, euro 24). L'argomento presenta molti elementi di complessità, soprattutto sul piano della definizione e della quantificazione del fenomeno: che cosa vuol dire "lavoro precario" in un'economia capitalistica? Come misurarlo?

 Lelio La Porta *

 

Nei suoi scritti Gramsci usa spesso l’espressione I nipotini di padre Bresciani. Questi era Antonio Bresciani (1798-1862), uno scrittore, gesuita, antiliberale e antiromantico, autore di alcuni romanzi storici, uno dei quali, L’ebreo di Verona. Racconto storico dall’anno 1846 al 1849, ristampato nel 1851, era stato stroncato da Francesco De Sanctis. La stroncatura aveva origine dall’uso di tesi illiberali da parte dell’autore del libro e dal fatto che povertà artistica e debolezza umana fossero, in Bresciani, la stessa cosa. Quindi è De Sanctis a suggerire a Gramsci l’uso della categoria del “brescianesimo” per indicare una tendenza tipica della letteratura italiana e contraddistinta da individualismo, il liberalismo, opposizione al nazionale-popolare, aristocraticismo, paternalismo di stampo gesuitico.

 

Lelio La Porta *

 

La parola contaminazione suscita, già al solo pronunciarla, sudori freddi che scorrono lungo il corpo di chi ascolta in quanto evoca epidemie, catastrofi e cataclismi. Ci sono casi in cui, al di fuori della terminologia medica, però, la contaminazione riesce a rendere perfettamente il senso di una dialettica profonda che consente ad un pensiero in embrione di svilupparsi e di prendere consapevolezza di sé e delle sue potenzialità fino alla definitiva maturazione. È il caso di Antonio Gramsci in rapporto alla tematica della formazione dell’uomo così come viene affrontata nel libro di Chiara Meta, Il soggetto e l’educazione in Gramsci. Formazione dell’uomo e teoria della personalità (Bordeaux, Roma 2019, pp. 185, €. 14,00).

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