Domenico Losurdo  [1] 

 

  1. L’olocausto ucraino quale bilanciamento dell’olocausto ebraico

 

Le due personalità criminali [Hitler e Stalin ndr], reciprocamente legate da affinità elettive, producono due universi concentrazionari tra loro assai simili: così procede la costruzione della mitologia politica ai giorni nostri imperversante. Per la verità, pur inaugurando questa linea di pensiero, Arendt fa un discorso più problematico. Per un verso accenna, sia pure in modo assai sommario, ai «metodi totalitari» preannunciati dai campi di concentramento in cui l’Inghilterra liberale rinchiude i boeri ovvero agli elementi «totalitari» presenti nei campi di concentramento che la Francia della Terza Repubblica istituisce «dopo la guerra civile spagnola». Per un altro verso, nell’istituire il confronto tra Urss staliniana e Germania hitleriana, Arendt fa valere alcune importanti distinzioni: solo a proposito del secondo paese parla di «campi di sterminio».

Angelo Calemme

 

Introduzione

Nascendo nel 1818 e morendo nel 1883, Karl Marx visse in una fase storica decisiva per la costruzione e la definizione della moderna civiltà occidentale, cioè quella in cui l’applicazione alla produzione sociale della ricchezza sia delle scienze naturali sia di quelle umane, provocò, tutto sommato nel breve lasso di tempo di circa un secolo, la completa riconversione della società euroamericana da un sistema produttivo di tipo agricolo e manifatturiero a uno di tipo grande-industriale.

 Severino Galante *

 

Dicono che fu Fausto Bertinotti ad affossare il primo governo di Romano Prodi. Dicono anche che egli fu l’esecutore di un complotto ordito dal segretario dei Ds Massimo D’Alema e da quello del Ppi Franco Marini. E qualcuno aggiunge che Francesco Cossiga ci mise del suo, in accordo sostanziale coi complottisti, per portare alla presidenza del Consiglio dei ministri il primo – e finora l’unico – ex comunista. C’è del vero in queste bugie che, spesso ripetute e ricomposte in una narrazione nella quale il verisimile fa aggio sul vero (cioè, per lo storico, sul documentato o documentabile), si sono trasformate nel tempo in Verità indiscutibili e scontate: in luoghi comuni.

 

Alberto Destasio

 

Il 17/10/2021, sei docenti universitari hanno diramato un testo in cui Giorgio Agamben veniva difeso dal «bullismo» e dalla «violenza organizzata» degli autori del manifesto Non solo Agamben (redatto da cento professori di filosofia). La motivazione addotta dai sei è la seguente: il manifesto Non solo Agamben è un accanimento violento contro una persona «priva di potere politico e accademico».[1]

Toogle Right

Condividi

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.