Jacques Pauwels

 

Il mito: La guerra in Estremo Oriente terminò solamente nell’estate del 1945, quando il presidente americano e i suoi consiglieri si convinsero che, per costringere i fanatici giapponesi ad arrendersi senza condizioni, non avevano altra scelta che distruggere non una, ma due città, Hiroshima e Nagasaki, con bombe atomiche. Questa decisione salvò la vita di innumerevoli americani e giapponesi che sarebbero periti se la guerra fosse continuata e avesse comportato l’invasione del Giappone.

 Emiliano Alessandroni

 

  1. La retorica della libertà ai tempi del Covid 19

 

«Libertà! Libertà! Libertà!». È con questo grido, ripetuto e cadenzato da un veemente battito di mani e da un ritmico rumore di colpi sul tavolo, che in Italia, nell'ottobre 2020, novanta clienti di un ristorante di Pesaro, hanno difeso la decisione del suo proprietario Umberto Carriera, di violare le misure anti-Covid imposte dallo Stato e di mantenere aperto il proprio locale.

 

Michele Mezza

Le rivolte dei no vax che stanno punteggiando occupando la scena nel paese, in questo scorcio di estate del 2021, hanno almeno il merito di non permettere che il tema della pandemia rimanga soffocato da apparenti contese scientifiche o tecniche.

I nodi da sciogliere che sono sul tappeto sono almeno due: da una parte la persistenza del fenomeno infettivo, la sua endemicità, che si sta affermando, che rende sempre più necessario rivedere le categorie di base della nostra società alla luce delle cautele e dei comportamenti indotte dal virus; dall’altro lato si propone una nuova versione della contrapposizione individuo/Stato, alla luce di una antropologia sociale riformulata da 50 anni di rete e dalla profonda e performante azione delle potenze del calcolo che mediante il controllo delle relazioni socio economiche mediate da piattaforme profilanti, reinventano la cifra dell’individualismo, dotandolo di ambizioni e ambiguità che non è facile collocare tutte nel campo reazionario.

 

Carla Filosa

 

E’ ormai consuetudine autodefinirsi marxisti per poi negare, ignorare o voler superare Marx, in nome dell’avanzamento dei tempi o di altri problemi attuali che Marx “non aveva previsto”, ma di cui bisogna parlare per inficiare i cardini della sua analisi. Questo ormai il ruolo che il capitale ha assegnato alla “sinistra” – ignara di sé stessa - per opporre uno stuolo di “progressisti conservatori”, intellettuali e/o politici, ai lavoratori da suddividere con ogni mezzo materiale, legge e sperpero di ideologia come falsa coscienza.

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