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John Bellamy Foster *
Il 19 settembre 2012 István Mészáros mi scrisse: “C’è ancora un libro che mi piacerebbe molto scrivere, e ci sto lavorando tanto quanto la mia forza lo permette. Questo è, come sai, il mio progetto di lunga data sullo Stato di cui alcuni risultati parziali sono stati incorporati nei miei libri, tra cui Oltre il capitale e Struttura sociale e forme della coscienza. Probabilmente occorrerà dedicare ancora dai sei ai nove mesi alla fase strettamente preparatoria, ma spero di poterti mostrare qualcosa quando verrai in Inghilterra nel luglio del prossimo anno”.1
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Andrea Vento
Un quadro con poche luci e molte ombre condizionato dai dazi di Trump
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Angelo Calemme *
- Questioni di comunità
Insieme a Cristiano Sabino, nel prodotto televisivo Comunità immaginate e in guerra, mi sono chiesto cosa fosse la nazione[1]. Lo storico liberale Hugh Seton-Watson giunge alla conclusione che «non si può concepire nessuna definizione scientifica di nazione; eppure il fenomeno è esistito ed esiste»[2].
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Gabriele Repaci
Introduzione
Nel dibattito marxista, uno dei fraintendimenti più persistenti riguarda la teoria dello sviluppo delle forze produttive e la sua relazione con i rapporti di produzione. In una versione semplificata e spesso scolastica del materialismo storico, lo sviluppo delle capacità tecniche e produttive viene inteso come un processo quasi autonomo, dotato di una propria dinamica interna e progressiva, che condurrebbe inevitabilmente a una crisi dei rapporti sociali esistenti e al loro superamento[1].
