Gabriele Repaci

 

Introduzione

 

La dissoluzione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche nel 1991 viene spesso presentata come l’esito inevitabile di un processo storico di lungo periodo: il fallimento intrinseco dell’economia pianificata, l’inefficienza strutturale del sistema politico monopartitico, l’incapacità del socialismo reale di competere con le economie capitalistiche avanzate. Questa lettura, divenuta dominante nel discorso pubblico e in una parte consistente della storiografia occidentale, assume una forma marcatamente teleologica, nella quale il crollo finale appare come la conclusione necessaria di una traiettoria già inscritta nelle premesse del sistema.

Nota introduttiva

Alexander Höbel

 

Alberto Filippi, studioso di storia delle istituzioni e di filosofia politica di grandissima esperienza, è una tra le figure più straordinarie di intellettuale militante – “specialista + politico”, avrebbe detto Gramsci – nel panorama degli studi marxisti di carattere transnazionale. Ricco e complesso è l’itinerario della sua vita accademica e politica, con un lungo percorso di andata e ritorno tra Italia, Venezuela e Argentina a cavallo di due secoli*.

Paolo Crocchiolo

 

Primum vivere, dein reproducere

Tutti gli esseri viventi, a cominciare dai batteri, manifestano comportamenti istintivi (principalmente l’acquisizione del nutrimento) atti a permettere loro di sopravvivere e crescere fino a raggiungere lo stadio della riproduzione. Quelli a riproduzione sessuata, in aggiunta e in associazione a questi istinti primari, necessitano anche di istinti che realizzino l’unione dei gameti maschili e femminili. Nell’uomo, infine, gli istinti di base e quelli sessuali s’intrecciano con l’insieme dei fattori culturali, anch’essi peraltro frutto dell’evoluzione.

 Domenico Moro

 

In un mio recente articolo definivo il sequestro di Maduro come un episodio della terza guerra mondiale a pezzi, come ebbe a definirla Papa Francesco, il cui obiettivo principale è restaurare il dominio imperiale degli Usa e contenere l’ascesa della Cina. Subito dopo il Venezuela, anche l’Iran e la Groenlandia sono entrate nel mirino di Trump, per la medesima ragione. Tuttavia, questi due nuovi paesi, su cui Trump si sta concentrando, rappresentano un salto di qualità importante.

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