Nota introduttiva

Alexander Höbel

 

Alberto Filippi, studioso di storia delle istituzioni e di filosofia politica di grandissima esperienza, è una tra le figure più straordinarie di intellettuale militante – “specialista + politico”, avrebbe detto Gramsci – nel panorama degli studi marxisti di carattere transnazionale. Ricco e complesso è l’itinerario della sua vita accademica e politica, con un lungo percorso di andata e ritorno tra Italia, Venezuela e Argentina a cavallo di due secoli*.

Paolo Crocchiolo

 

Primum vivere, dein reproducere

Tutti gli esseri viventi, a cominciare dai batteri, manifestano comportamenti istintivi (principalmente l’acquisizione del nutrimento) atti a permettere loro di sopravvivere e crescere fino a raggiungere lo stadio della riproduzione. Quelli a riproduzione sessuata, in aggiunta e in associazione a questi istinti primari, necessitano anche di istinti che realizzino l’unione dei gameti maschili e femminili. Nell’uomo, infine, gli istinti di base e quelli sessuali s’intrecciano con l’insieme dei fattori culturali, anch’essi peraltro frutto dell’evoluzione.

 Domenico Moro

 

In un mio recente articolo definivo il sequestro di Maduro come un episodio della terza guerra mondiale a pezzi, come ebbe a definirla Papa Francesco, il cui obiettivo principale è restaurare il dominio imperiale degli Usa e contenere l’ascesa della Cina. Subito dopo il Venezuela, anche l’Iran e la Groenlandia sono entrate nel mirino di Trump, per la medesima ragione. Tuttavia, questi due nuovi paesi, su cui Trump si sta concentrando, rappresentano un salto di qualità importante.

Andrea Vento

 

Nel corso del secondo semestre del 2023 avevamo già proceduto ad analizzare:

  • le politiche monetarie adottate dalla Banca Centrale russa a difesa del rublo dopo le draconiane sanzioni occidentali[1];
  • le peculiarità dei modelli economici adottati fino a quel momento dai due paesi direttamente coinvolti nel conflitto[2];
  • per poi concludere il "trittico" di lavori con la "tenuta" dell'economia russa.

Nel presente lavoro ci proponiamo di effettuare una disamina dei modelli di economia di guerra di Kiev e Mosca nell'arco dei tre anni di conflitto, anche nell'ottica di tentare di delinearne il grado di sostenibilità in proiezione futura, quantomeno nel breve periodo.

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