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Per un meridionalismo critico, multipopolare e a portata di territori

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Angelo Calemme *

 

  1. Questioni di comunità

Insieme a Cristiano Sabino, nel prodotto televisivo Comunità immaginate e in guerra, mi sono chiesto cosa fosse la nazione[1]. Lo storico liberale Hugh Seton-Watson giunge alla conclusione che «non si può concepire nessuna definizione scientifica di nazione; eppure il fenomeno è esistito ed esiste»[2].

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Un collasso non inevitabile. Perestrojka, trasformismo delle élite e dissoluzione dell’URSS

Categoria: Saggi Hits:1048


Gabriele Repaci

 

Introduzione

 

La dissoluzione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche nel 1991 viene spesso presentata come l’esito inevitabile di un processo storico di lungo periodo: il fallimento intrinseco dell’economia pianificata, l’inefficienza strutturale del sistema politico monopartitico, l’incapacità del socialismo reale di competere con le economie capitalistiche avanzate. Questa lettura, divenuta dominante nel discorso pubblico e in una parte consistente della storiografia occidentale, assume una forma marcatamente teleologica, nella quale il crollo finale appare come la conclusione necessaria di una traiettoria già inscritta nelle premesse del sistema.

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Fascismo, storia e ideologia: note critiche sull’uso contemporaneo del concetto

Categoria: Saggi Hits:608

 

Gabriele Repaci

 

  1. Introduzione

Negli ultimi decenni, e con crescente intensità nel dibattito politico contemporaneo, il termine fascismo ha subito un processo di progressiva inflazione semantica. Esso viene impiegato come categoria onnicomprensiva per designare fenomeni tra loro eterogenei: governi autoritari, regressioni dello Stato di diritto, politiche securitarie, populismi di destra, fino a forme di dominio economico esercitate da élite transnazionali. Questa estensione indiscriminata del concetto non rappresenta un avanzamento della comprensione critica del presente, ma al contrario ne segnala una regressione sul piano analitico.

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"De russophobia"

Categoria: Libri Hits:209

 

Alba Vastano *

 

La russofobia, come dimostrato in modo convincente in quest’opera, non è un’emozione spontanea, ma uno strumento di pressione politica, di giustificazione dell’aggressione, di sostituzione di concetti e di deformazione della memoria. Diventa una comoda giustificazione, sia per i tentativi revisionisti di falsificare i risultati della Seconda guerra mondiale, sia per la censura attiva della cultura russa contemporanea” (Marija Zakharova)

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Che male c’è ad amare il popolo? A proposito dell’ultimo libro di Antonio Cantaro

Categoria: Libri Hits:1029

 

Peter Kammerer

 

Una domanda strana da aristocratico ottocentesco e un libro del tutto singolare quello di Antonio Cantaro (Amato Popolo. Il sacro che manca da Pasolini alla crisi delle democrazie, Bordeaux, 2025). Si rivolge a chi? Non al popolo, è troppo dotto.

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Riflessioni su alcune ideologie contemporanee

Categoria: Saggi Hits:2977

 

Alessandra Ciattini *

 

Per alcuni viviamo in una fase storica radicalmente nuova – cosa di cui era fortemente convinto, come si vedrà, l’autorevole Zbigniew Brzezinski - che ha scavato un abisso con la fase storica precedente, caratterizzata dalla presenza consistente nei paesi occidentali dello Stato del benessere, dalla crescita economica, dalla forte presenza della grande industria anche di Stato, dall’esistenza di ben radicate organizzazioni di massa (partiti e sindacati).

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Gli Scritti etno-antropologici di Marx ed Engels: Presentazione dei curatori

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Ferdinando Vidoni, Stefano Bracaletti

 

Il presente volume delle Opere complete di Marx ed Engels intende anzitutto fornire la traduzione completa dei cosiddetti «Quaderni di etnologia» marxiani, forse più compiutamente denominabili come «Quaderni etno-antropologici». Negli ultimi anni della sua vita, dal 1879 al 1882, Marx allargò infatti i suoi interessi anche alle nuove scienze umane dell’etnologia e di quella che oggi si usa chiamare antropologia culturale o sociale, che si andavano rapidamente sviluppando su uno sfondo evoluzionistico e che offrivano preziosi elementi di collegamento e confronto con il suo «materialismo storico». Compilò così corposi quaderni di Exzerpte o estratti con citazioni, riassunti, commenti da opere soprattutto di Lewis H. Morgan, John Phear, Henry S. Maine, John Lubbock.

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Il radicamento del pensiero antropologico post-moderno nella società contemporanea

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Alessandra Ciattini*

 

Introduzione

Negli ultimi decenni numerose sono state le opere di più o meno grande diffusione, nelle quali si sono analizzate e sono state ampiamente confutate le tesi sostenute dai cosiddetti autori post-moderni, sia pure nella consapevolezza che tale corrente di pensiero non costituisce un filone omogeneo, giacché contiene in sé varianti, sfumature e tendenze non omologabili in uno stesso cliché. Sono convinta, tuttavia, che il noto pamphet di Terry Eagleton (Le illusioni del post-modernismo, 1998) colga nel segno quando individua le debolezze di questo pensiero, soprattutto quando denuncia con vigore la sua incapacità di dare una risposta seria ai drammatici problemi, con cui si confronta la società contemporanea.

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L'antropologia marxista

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  1. Vito Bongiorno*

 

Nuestros pueblos originarios han conservado sus raices socialistas
Hugo Chávez

 

Concetti basilari

Dalla fine del secolo XIX e lungo tutto il corso del XX la cultura marxista ha raccolto la sfida della descrizione della diversità culturale. Prendendo spunto da alcune delle idee fondamentali degli scritti di Marx e di Engels, alcuni studiosi hanno analizzato istituzioni e strutture sociali appartenenti alle differenti società umane; in alcuni casi, tali analisi hanno reso possibile la formulazione di generalizzazioni e l’elaborazione di teorie antropologico-culturali di carattere generale.

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Sì, l’arte, quando vera arte, è “politica”

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  Gianmarco Pisa   È l’arte che interagisce dialetticamente con il reale, che riguarda l’uomo nella società e nella storia, con la sua vita, le sue evoluzioni e le sue trasformazioni, sempre dialetticamente intrecciate con la dinamica sociale, il conflitto sociale, e il divenire storico, la trasformazione storico-sociale, a essere propriamente arte.

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“Il terzo morto”. Un libro di Pasquale Cicalese

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  Carla Filosa   A molti capita di scrivere della propria vita, arrivati a un certo punto. A Pasquale Cicalese non è capitato per caso. Si può invece ipotizzare che l’autore sia stato spronato a scrivere di sé, per documentare tutto ciò che al suo esterno si è sviluppato e rientrato poi nella sua esperienza di singolo-plurale. Sì, perché, a meno di tratti temporali di assoluta solitudine, nel suo narrarsi dettagliato riguardo alla sua crescita, formazione, desideri, obiettivi, traguardi e fragilità non si può prescindere dall’importante consonanza con le persone a lui vicine.

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Frammenti di un discorso amoroso dalla Palestina. Un film per liberare le immagini manipolate (e cancellate) da Israele

Categoria: Film Hits:274

  Milena Fiore   “Taq, taq, taqiyyeh”. Un canto ritorna come un’onda lungo tutto il film. “Kamal! Mi senti? – Sì, ti sento, ti sento. Ho trovato un vecchio archivio e… è scomparso. – Che tipo di archivio? – Documenti, case, atti di proprietà, carte. Di tutto. Poi è sparito”.

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A Gaza, l’abbraccio che non finisce mai

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  Milena Fiore   C’è un suono che arriva da Gaza. Dolce, ma più forte dei droni israeliani e della morte. Una voce che continua a farsi sentire, che parla di vita e dice al mondo: “Ci siamo ancora.” È la voce che anima il Gaza International Festival for Women’s Cinema, il festival delle “donne leggendarie in tempi di genocidio”.

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Gaza International Festival for Women’s Cinema: a Gaza con quello che resta

Categoria: Articoli Hits:458

  Milena Fiore *    Vorrei portarvi, per qualche minuto, dentro una sala cinematografica che nessuno di noi ha mai visto, ma che esiste. È a Gaza, nel cuore del genocidio. Una sala-territorio ferita, bombardata, improvvisata, forse senza sedie, senza corrente stabile, che sarà allestita in mezzo alle macerie, tra le tende dei sopravvissuti.

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Potere legittimo e legale

Categoria: Articoli Hits:33

Carla Filosa

 

In attesa del 22-23 marzo, l’attenzione al referendum confermativo viene distratta da eventi di gran lunga superiori, come l’ultimo attacco di sabato scorso Usa/Israele all’Iran, le pregresse minacce a Cuba – anch’essa si vorrebbe ricoprire dalla bandiera a stelle e strisce, al pari di Groenlandia e Canada – e guerra in Ucraina la cui fine è in apparenza sempre più lontana, mentre produce morti e impoverimento quale obiettivo finora stabilizzato.

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“Pecunia non olet” (Il denaro non manda odore)

Categoria: Articoli Hits:143

 Carla Filosa

 

Dal rapporto OXFAM 2026 si apprende che ci si appresta a cadere nel “baratro della diseguaglianza”, dove si calcola una concentrazione della ricchezza mondiale tra 3.000 ricchi e l’altra metà del mondo in stato di povertà. Ciò significa che 12 uomini più ricchi detengono più denaro di 4,1 miliardi di esseri umani, e che con questi numeri si potrebbe cancellare per ben 26 volte la fame nel mondo. Nella sola Italia si registra un incremento del 10% di miliardari.

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Economia di guerra oggi. Parte XXV. Le diverse tipologie di economia di guerra di Russia e Ucraina

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Andrea Vento

 

Nel corso del secondo semestre del 2023 avevamo già proceduto ad analizzare:

  • le politiche monetarie adottate dalla Banca Centrale russa a difesa del rublo dopo le draconiane sanzioni occidentali[1];
  • le peculiarità dei modelli economici adottati fino a quel momento dai due paesi direttamente coinvolti nel conflitto[2];
  • per poi concludere il "trittico" di lavori con la "tenuta" dell'economia russa.

Nel presente lavoro ci proponiamo di effettuare una disamina dei modelli di economia di guerra di Kiev e Mosca nell'arco dei tre anni di conflitto, anche nell'ottica di tentare di delinearne il grado di sostenibilità in proiezione futura, quantomeno nel breve periodo.

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Economia di guerra oggi - parte XXIV

Categoria: Saggi Hits:266

Andrea Vento

 

Nel 2024 ricavi record per le prime 100 aziende mondiali di armamenti. Volano le società europee sotto la spinta del riarmo e della guerra in Ucraina.

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Economia di guerra oggi. Parte XXIII

Categoria: Saggi Hits:341

 

Andrea Vento *

 

Istat: ad agosto sono diventati 33 i mesi di riduzione della produzione industriale. Crisi produttiva strutturale ma il Dpfp svolta verso l’economia di guerra.

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Il riarmo italiano impatterà sulla spesa sociale e sanitaria e sui salari pubblici

Categoria: Articoli Hits:835

 

Domenico Moro

 

Quando i paesi della Nato accettarono il diktat trumpiano di aumento della spesa militare dal 2% al 5% sul Pil e la Ue, di conseguenza, varò il piano Rearm Europe – Readiness 2030, Giorgia Meloni promise che gli aumenti della spesa militare non sarebbero stati compensati con la diminuzione di altre voci di spesa. La verità, però, è che la determinazione del governo italiano a perseguire gli obiettivi di riduzione del deficit e del debito pubblico, previsti dai trattati europei, non consente di mantenere quella promessa.

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Credibilità della menzogna

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Carla Filosa

 

La cultura del nostro tempo, quella della narrazione di un “dover essere che non è”, affonda sempre più le sue radici nella propaganda dei miti e riti di un passato mai trascorso del tutto, perché mai analizzato politicamente fino in fondo, e che nel ventennio prebellico si è articolato con un centinaio di parole ripetendo le stesse formule. Un Gaetano Salvemini poteva esser chiamato “ceffo” – tanto per un rapidissimo esempio – e nell’età dei cosiddetti totalitarismi in cui vigeva “l’organizzazione intellettuale degli odî politici” si è elevata la politica a religione[1].

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Michel Clouscard. Un marxismo inesplorato

Categoria: Saggi Hits:531

Alessandra Ciattini

 

Non so se il marxismo occidentale sia morto, non so neppure se esso sia riassumibile in una formula, date le mai sopite discussioni sui temi centrali impostati e trattati da Marx, ma posso dire che mi capita spesso di incontrare nuovi studiosi marxisti (almeno che si dichiarano tali) a me sconosciuti, ma non ad altri, operanti sia nell’ambito delle scienze sociali sia in quello delle scienze dure.

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Democrazia e dispotismo

Categoria: Articoli Hits:576

Carla Filosa

 

Dal depistaggio dei dissensi politici relativi al “riarmo” europeo e alla riesumazione del Manifesto di Ventotene quale veleno contro la piazza pro Europa, il salto in Parlamento (19 marzo) è stato altamente acrobatico. Al di là dell’umana manifestazione emotiva del parlamentare Fornaro, lo sdegno di trovarsi di fronte a parole fascistoidi da parte della Presidente del Consiglio ha determinato sì un tafferuglio, ma nessun chiarimento postumo, politicamente doveroso e umanamente necessario, sul significato “dittatura del partito rivoluzionario” interpretato come negazione del superiore vessillo appropriato di “democrazia”.

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Quale pace (perpetua) oggi?

Categoria: Saggi Hits:2119

 

Giorgio Grimaldi

(da https://fuoricollana.it/)

 

La gestione statunitense dell’ordine mondiale non sana, anzi aggrava la conflittualità internazionale. Rileggere il progetto kantiano Per la pace perpetua può essere estremamente istruttivo per orientarci nel presente.

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Il marxismo di Dussel

Categoria: Saggi Hits:1514

 

Antonino Infranca*

 

Enrique Dussel è considerato il maggior conoscitore di Marx al mondo, nonostante che provenga dal cosiddetto “Terzo Mondo”; in particolare la sua lettura proviene dall’America latina, che storicamente è stata la prima vittima del capitalismo, anzi si può affermare che senza la Conquista dell’America latina il capitalismo non sarebbe potuto nascere, perché quella conquista offrì la quantità di metalli preziosi per innescare il meccanismo di accumulazione originaria del capitale, per usare la terminologia di Marx. Dunque per capire la Modernità bisogna partire dalla condizione di vittima dell’America latina. Sarà, quindi, una lettura non eurocentrica, perché condotta dall’esteriorità del Primo Mondo, che alla caduta del socialismo ha decretato la morte del marxismo.

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Antonio Gramsci, se insegnare è un’arte

Categoria: Libri Hits:2270

 

Lelio La Porta *

 

La parola contaminazione suscita, già al solo pronunciarla, sudori freddi che scorrono lungo il corpo di chi ascolta in quanto evoca epidemie, catastrofi e cataclismi. Ci sono casi in cui, al di fuori della terminologia medica, però, la contaminazione riesce a rendere perfettamente il senso di una dialettica profonda che consente ad un pensiero in embrione di svilupparsi e di prendere consapevolezza di sé e delle sue potenzialità fino alla definitiva maturazione. È il caso di Antonio Gramsci in rapporto alla tematica della formazione dell’uomo così come viene affrontata nel libro di Chiara Meta, Il soggetto e l’educazione in Gramsci. Formazione dell’uomo e teoria della personalità (Bordeaux, Roma 2019, pp. 185, €. 14,00).

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Pionieri del futuro. Una proposta pedagogica comunista (parte II)

Categoria: Saggi Hits:3559

 

Paola Pavese

 

Appunti per un manuale

I Pionieri del Futuro. Le attività per fasce d’età

Tutti bambini e i ragazzi dai 7 ai 13 anni possono diventare Pionieri del Futuro, una volta che abbiano aderito all’ Invito dei Pionieri (vedi più avanti). Le attività saranno però diverse per i bambini fino agli 11 anni, rispetto a quelle dei ragazzi più grandi. I più grandi aiuteranno le attività dei piccoli e si dedicheranno con maggior approfondimento ad attività di impegno sociale, anche a carattere internazionale.

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Pionieri del futuro. Una proposta pedagogica comunista (parte I)

Categoria: Saggi Hits:6857

© Paola Pavese

 

Premessa

Questo opuscolo è un’introduzione, non certo esaustiva, ad alcuni riferimenti teorici della pedagogia marxista e alla storia dei Pionieri d’Italia.

Ma è soprattutto un manuale, in cui ho immaginato una possibile organizzazione per bambini e ragazzi, a cui ho voluto dare un nome, che mi è sembrato bellissimo: Pionieri del Futuro. Per scriverlo ho seguito le orme di Gianni Rodari e del suo Manuale dei Pionieri, che a leggerlo pare anch'esso un esercizio di fantasia, basato su un qualche testo che l'autore pare avere sotto gli occhi. Ovviamente, fare esercizi di fantasia seguendo le orme di Rodari viene facile, direi che viene quasi automatico, ed è probabile che in più di un'occasione mi sia fatta trascinare dall'entusiasmo.

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Marxismo e intercultura

Categoria: Saggi Hits:7270

Donatello Santarone*

 

Gli studi interculturali sono molto vasti, un enorme contenitore dove convivono prospettive scientifiche e culturali spesso opposte. C’è un’intercultura “aziendalista” (e persino “militarista”) che vuole conoscere il cosiddetto “altro” per meglio colonizzarlo (un po’ come i primi antropologi al servizio degli eserciti coloniali nell’800): è una visione tutta strumentale della relazione con i paesi e i popoli del Terzo e Quarto Mondo, finalizzata esclusivamente alla dimensione mercantile del rapporto.

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Possibilidades Lenineanas para uma Paidéia Comunista

Categoria: Saggi Hits:6191

Antonio Carlos Mazzeo

 

I. Os Pressupostos

A preocupação em abrir o debate sobre a conexão entre educação e socialismo nas universidades brasileiras é muito relevante. Até por que, nada mais conectado e articulado do que aprendizado, educação e socialismo. Recuperar esse vínculo já vale um evento como este. Recentemente participei de um seminário na Faculdade de Educação da Unesp/Marília intitulado Marx, Gramsci e Vigotsky: Aproximações, do qual resultou um livro com as palestras proferidas, onde está publicada minha intervenção no evento , uma prazeirosa experiência, pois raramente tenho a oportunidade de dialogar com pedagogos estando, na maioria do tempo, restrito à minha área de Ciências Sociais e de Historia.

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I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran

Categoria: Articoli Hits:141

Domenico Moro

 

Trump era stato eletto a fine 2024 anche perché aveva promesso a un elettorato stanco delle guerre in cui gli Usa si sono trovati impantanati per decenni che non avrebbe coinvolto il paese in nuove guerre. Tantomeno avrebbe coinvolto gli Usa in una guerra in Medio Oriente, che, in base a quanto esplicitato a novembre 2025 nella National Security Strategy, non avrebbe più dovuto occupare un ruolo centrale nella politica estera statunitense, dal momento che gli Usa sono diventati un esportatore netto di energia e non hanno più bisogno di rifornirsi all’estero di petrolio.

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Guerra ai migranti. Neoliberismo e neoschiavitù nel XXI secolo

Categoria: Saggi Hits:242

Marco Antonio Pirrone * 

 

Nell’agricoltura come nella manifattura la trasformazione capitalistica del processo di produzione si presenta insieme come martirologio dei produttori, il mezzo di lavoro si presenta come mezzo di soggiogamento, mezzo di sfruttamento e mezzo di impoverimento dell’operaio, la combinazione sociale dei processi lavorativi si presenta come soffocamento organizzato della sua vivacità, libertà e autonomia individuali.

Karl Marx, 1970c

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Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di …

Categoria: Saggi Hits:105

 Domenico Moro

 

Recentemente, gli Stati Uniti hanno promosso la costituzione di una enorme riserva strategica di materie prime, il Project Vault[i], il cui modello sarebbe, secondo Trump, quello della riserva strategica di petrolio, che venne costituita all’epoca della crisi petrolifera negli anni ‘70. L’obiettivo, oggi, è rendersi autonomi dalla Cina e da altri paesi non alleati non solo sul piano commerciale ma anche su quello militare. La presidenza Trump, del resto, sta basando la sua strategia sulla esplicita minaccia dell’uso della potenza militare.

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Raggiunta l’intesa sull’Accordo di libero scambio UE-India

Categoria: Saggi Hits:105

 Andrea Vento

 

Al processo di ridefinizione degli assetti globali si soprappongono i primi passi delle strategie di allontanamento commerciale da Washington. Si complica la partita dei canali infrastrutturali.

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Venezuela bolivariano, petrolio e propaganda di guerra

Categoria: Articoli Hits:149

Gianmarco Pisa

 

“Stiamo aprendo le porte - ha osservato la presidente incaricata, Delcy Rodriguez - a un’alleanza strategica per aumentare la produzione, garantendo che ogni goccia di petrolio che aggiungiamo si traduca in maggiori investimenti sociali e maggiore stabilità economica per il Paese”. Né privatizzazione né, tantomeno, “tradimento” dunque; e la stessa pretesa statunitense, di “appropriarsi del petrolio” del Venezuela, è stata respinta.

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Istinti, iperestensioni culturali e selezione sessuale nella logica dell’evoluzione

Categoria: Saggi Hits:286

Paolo Crocchiolo

 

Primum vivere, dein reproducere

Tutti gli esseri viventi, a cominciare dai batteri, manifestano comportamenti istintivi (principalmente l’acquisizione del nutrimento) atti a permettere loro di sopravvivere e crescere fino a raggiungere lo stadio della riproduzione. Quelli a riproduzione sessuata, in aggiunta e in associazione a questi istinti primari, necessitano anche di istinti che realizzino l’unione dei gameti maschili e femminili. Nell’uomo, infine, gli istinti di base e quelli sessuali s’intrecciano con l’insieme dei fattori culturali, anch’essi peraltro frutto dell’evoluzione.

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Intelligenza Artificiale: un’altra mente nel mercato?

Categoria: Saggi Hits:819

 Luca Antonini *

 

Introduzione

Parlare di Intelligenza Artificiale è, in generale, fonte di eco. I particolari importanti rischiano di passare inosservati nella ridondanza degli innumerevoli usi del termine, che ormai riempie lo spazio informativo. Proprio in questo spazio c’è bisogno di fare chiarezza e divulgare alcune questioni che possono essere facilmente messe in ombra da un’informazione continua e incessante. Tale è lo scopo di questo articolo, indirizzato a una chiarificazione divulgativa di alcuni caratteri dell’Intelligenza Artificiale che riteniamo importanti alla luce della società attuale.

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L’intelligenza artificiale è qui e lotta contro di noi

Categoria: Articoli Hits:2566

 

Vincenzo Vita *

 

E’ maturato il varo da parte della Commissione europea di un testo volto a disciplinare i confini dell’intelligenza artificiale. Si tratta, ovviamente, dell’inizio di un percorso, che porterà ad un Regolamento impegnativo e certamente inedito.

Chi legge potrebbe utilmente obiettare che sarebbe un buon risultato avere l’intelligenza normale. Già. Ma il tempo digitale incombe e ci impone di cambiare profondamente i nostri modelli cognitivi, l’approccio ad una realtà di cui la componente virtuale è un ingrediente fondamentale.

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Incurabili! Marx non c’entra proprio nulla con la Scienza?!?

Categoria: Saggi Hits:3541

 Angelo Baracca

 

Due anni fa ricorreva il duecentesimo centenario della nascita di Karl Marx e giustamente il mondo intero fu inondato da una marea di commemorazioni, incontri e convegni di tutti i tipi e i livelli. Nel corso di queste manifestazioni io fui colpito dal fatto che in nessuna delle iniziative di cui venivo a conoscenza compariva neanche per caso la parola Scienza: ergo, il messaggio è per il colto e l’inclita – ma molto più negativamente per tutt* i compagn* – che il marxismo ha a che fare con la politica, l’economia, la società, ma non ha nulla a che fare con la Scienza (uso volutamente la maiuscola).

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Il capitalismo era inevitabile? Forze produttive, contingenza e necessità. Per una lettura non dete …

Categoria: Saggi Hits:281

 

Gabriele Repaci

 

Introduzione

 

Nel dibattito marxista, uno dei fraintendimenti più persistenti riguarda la teoria dello sviluppo delle forze produttive e la sua relazione con i rapporti di produzione. In una versione semplificata e spesso scolastica del materialismo storico, lo sviluppo delle capacità tecniche e produttive viene inteso come un processo quasi autonomo, dotato di una propria dinamica interna e progressiva, che condurrebbe inevitabilmente a una crisi dei rapporti sociali esistenti e al loro superamento[1].

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Neo-marxismi e potere fuori d’Europa nella biografia filosofico-politica di Alberto Filippi

Categoria: Saggi Hits:565

Nota introduttiva

Alexander Höbel

 

Alberto Filippi, studioso di storia delle istituzioni e di filosofia politica di grandissima esperienza, è una tra le figure più straordinarie di intellettuale militante – “specialista + politico”, avrebbe detto Gramsci – nel panorama degli studi marxisti di carattere transnazionale. Ricco e complesso è l’itinerario della sua vita accademica e politica, con un lungo percorso di andata e ritorno tra Italia, Venezuela e Argentina a cavallo di due secoli*.

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Il Cile alle sbarre

Categoria: Articoli Hits:217

 Rodrigo Rivas


Questo lavoro è diviso in due parti. In questa prima parte racconto, per sommi capi, la storia cilena dal 1970 al 1990. Nella seconda, i 30 anni del dopo dittatura, soffermandomi soprattutto sulla ribellione sociale del 2019, sul governo di Gabriel Boric e sulla posta in gioco delle elezioni del 14 dicembre prossimo.

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“La pace al primo posto”, due anni dopo. Berlinguer al Mandela forum

Categoria: Relazioni e Interventi Hits:509

 

Daniela Belliti *

 

Il libro Enrico Berlinguer, La pace al primo posto. Scritti e discorsi 1972-1984, a cura di Alexander Höbel, Donzelli, è uscito nel 2023, appena un anno dopo l'inizio della guerra russo-ucraina. Sono passati già altri due anni e stiamo vivendo il periodo più buio e tragico dalla fine della Guerra fredda.

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Cile, 52 anni dopo

Categoria: Articoli Hits:225

 

Rodrigo Rivas 

 

La sentenza abbozzata da  Neruda nel "Poema XX" (1924), non ha mai lasciato  spazio ai dubbi: 

"Noi, quelli di allora, ormai non siamo gli stessi". 

I miei tempi di trasformazione si sono  accelerati brutalmente quella mattina, 11 settembre 1973, in cui ascoltai per l'ultima volta, da vivo, Salvador Allende: 

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