Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump
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Domenico Moro
In un mio recente articolo definivo il sequestro di Maduro come un episodio della terza guerra mondiale a pezzi, come ebbe a definirla Papa Francesco, il cui obiettivo principale è restaurare il dominio imperiale degli Usa e contenere l’ascesa della Cina. Subito dopo il Venezuela, anche l’Iran e la Groenlandia sono entrate nel mirino di Trump, per la medesima ragione. Tuttavia, questi due nuovi paesi, su cui Trump si sta concentrando, rappresentano un salto di qualità importante.
Il limite di Trump
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Carla Filosa
Nell’intervista che Trump ha rilasciato alcuni giorni fa al New York Time ha affermato che il suo potere di comandante in capo ha un unico “limite” determinato “nella sua morale personale” oppure “nella sua mente”, come “l’unica cosa che può fermarlo”. Non quindi nelle costrizioni esterne, quali – in primis - il diritto internazionale, di cui non sente alcun bisogno. Il rispetto per quest’ultimo poi, sarebbe relativo a come lo si definisce – telepatia con il “fino a un certo punto” di Tajani! – e non ha quindi valore universale, almeno non nei confronti degli Usa.
Economia di guerra oggi. Parte XXV. Le diverse tipologie di economia di guerra di Russia e Ucraina
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Andrea Vento
Nel corso del secondo semestre del 2023 avevamo già proceduto ad analizzare:
- le politiche monetarie adottate dalla Banca Centrale russa a difesa del rublo dopo le draconiane sanzioni occidentali[1];
- le peculiarità dei modelli economici adottati fino a quel momento dai due paesi direttamente coinvolti nel conflitto[2];
- per poi concludere il "trittico" di lavori con la "tenuta" dell'economia russa.
Nel presente lavoro ci proponiamo di effettuare una disamina dei modelli di economia di guerra di Kiev e Mosca nell'arco dei tre anni di conflitto, anche nell'ottica di tentare di delinearne il grado di sostenibilità in proiezione futura, quantomeno nel breve periodo.
