di Michele Prospero

Con la nozione di bonapartismo Marx intende una rottura entro un sistema democratico determinata dalla condotta sleale di organi dello Stato che, con l’emersione di figure carismatiche, approfondiscono le torsioni autoritarie dell’ordinamento. L’analisi del colpo di Stato, con il quale Luigi Napoleone Bonaparte, presidente eletto direttamente dai cittadini, interruppe nel 1852 la vita della Seconda repubblica francese, suggerisce di indagare il nesso tra mobilitazione di massa e caduta di regime, la tensione tra presidenzialismo e parlamentarismo.

Lo sforzo analitico di Marx è volto ad accantonare concetti semplificatori, a cominciare da quello di “cesarismo” che appare nient’altro che come “una superficiale analogia storica”. Esiste una diversità profonda tra i conflitti antichi e quelli moderni, tra la politica romana e quella europea che esclude ogni affrettata analogia nel segno di Cesare. E poi la decisione, la volontà, il calcolo di un singolo attore incidono nei processi ma lo fanno entro circostanze date (fatti, tradizioni, credenze, rapporti di forza). Solo nel quadro di un intreccio complesso di fenomeni sociali e politici è possibile ricavare la funzione del leader che rompe la continuità delle istituzioni.

Nell’ottica di Marx la nozione di Cäsarismus è deviante, occorre scavare oltre le forme fenomeniche della contesa e inquadrare aspetti più durevoli. È vero che nella sua condotta il maestro del colpo di Stato in miniatura rivela tutta “l’incertezza pratica che contrasta in modo comicissimo con lo stile imperativo, categorico, degli atti di governo, ricalcato servilmente su quello dello zio”. Ma questo aspetto comico del personaggio, la sua statura politica non proprio da statista, non devono occultare un dato, cioè la coalizione sociale che con i suoi ritrovati grotteschi comunque il capo con la sua teatralizzazione organizza e guida sino al potere.

La personalizzazione del potere (persönliche Gewalt) per Marx non evoca la comparsa di leader dalle qualità eccezionali. Anzi, la caduta dei regimi liberali avviene a seguito di manovre e volontà di potenza che vedono l’agitazione di personaggi “mediocri e grotteschi”. Entro processi di crisi del regime, spiega Marx, i “popoli lasciano stordire la loro paura segreta da coloro che gridano più forte”. La demagogia, la semplificazione dell’argomentazione diventano dei veicoli politici insidiosi contro cui urtano le deboli frasi della ragione politica tradizionale incapace di mobilitare interessi in una lotta politica di massa.

Nella crisi della rappresentanza sociale, scoppiata entro strutture di potere che svelano una scarsa adattabilità ai mutamenti, affiorano candidature pseudo-carismatiche. La crisi di regime attribuisce un fascino, altrimenti ingiustificato, a personaggi che procedono verso il potere grazie a semplificazioni, scorciatoie, rotture simboliche, simulazioni di decisione, esibizioni di energia. Non manca l’ipoteca del mondo militare che assurge (in un frequente “appello pubblico al potere militare contro il potere parlamentare”) come attore rilevante (si imponeva “l’esercito quale potere decisivo dello Stato”) in un ruolo però di nuovo tipo, quello di supporto a un capo che non si limita a richieste di repressione e accarezza la folla. Marx parla delle parate di Bonaparte come prove di un “regime pretoriano” in cui si fondono autorità, aspettative, simboli, interessi.

La repubblica cede al culto del capo perché ha nel suo corpo delle connotazioni strutturali fragili (sia nel disegno istituzionale sia nelle basi di sostegno al regime) che ne determineranno il crepuscolo. L’analisi di Marx suggerisce di non leggere i processi di caduta del regime come il frutto di un magismo del capo che tracima gli eventi, piega le resistenze. “Non è stata una Circe, ammonisce Marx, a trasformare in mostro come un maleficio il capolavoro della repubblica borghese”. Esistono condizioni politiche e sociali di fondo il cui degrado spiega anche l’emergere di tendenze carismatiche, pronte a sfruttare le fragilità strutturali del sistema sottoposto allo stress della partecipazione politica di milioni di elettori.

Nessun sistema solido e funzionante si lascia troncare l’esistenza dall’iniziativa energica di un leader ambizioso. Un’anomala volontà di potenza del capo riesca a conquistare il potere e a rompere d’incanto le ragnatele costituzionali vigenti perché il sistema è fragile. Un politico mediocre, che Marx dipinge come un semplice “replicante, un surrogato di Napoleone”, conquista il potere perché il degrado della repubblica si era spinto così in avanti che con poco sforzo un leader sleale poteva spezzare il filo fragile della costituzione. Marx lo spiega con efficacia: “Era sufficiente un colpo di baionetta perché la vescica scoppiasse e il mostro apparisse agli occhi di tutti”.

È la debolezza della base sociale di sostegno all’ordinamento repubblicano che spiega l’insorgenza vittoriosa del momento carismatico che sale al potere con l’unzione popolare e resta in carica brandendo la spada e mostrando la carota del plebiscito. Al cospetto di una seduzione imperiale, capace di far rivivere con miti e scenografie gli ormai morti simboli napoleonici, Marx rimarca “l’inerte esaltazione dell’avvenire” compiuta dal campo repubblicano progressista che viene strapazzato dai processi.

Incapaci di comprendere i processi reali, e di avere una connessione con la massa, i democratici non riuscirono a mobilitare le indispensabili potenze sociali. Per questo non si capacitavano del perché la loro moderata ragione, così limpida e coerente, non venisse riconosciuta come meritava dalla folla irriconoscente che cede dinanzi alla teatralità di “un uomo che i suoi avversari stessi riconoscono essere tutt’altro che un mago”. Con le sue formule, i suoi miti, un avventuriero guardato con sufficienza dagli avversari vince la battaglia.

La vicenda a tratti grottesca di Bonaparte non toglie rilievo politico alla sua avventura. La sua stagione viene da Marx sottratta alla facile indignazione morale e inserita entro le regolarità di un sistema politico e sociale di cui egli analizza le componenti costituzionali, le figure economiche, i poteri in conflitto. L’avventuriero vince, ed è un fenomeno politico rilevante per vent’anni, perché, oltre al sostegno dei grandi poteri, ha un fascino legato anche al passato. “La leggenda diventa realtà” e il nipote di Napoleone va al potere sulle orme di miti che incantano di nuovo conquistando la massa rurale.

I protagonisti della repubblica breve non hanno compreso i tratti ancora mobilitanti dell’antica leggenda, la cui riesumazione non appariva una chiacchiera vana ma un bagaglio sempre ricco di interessi reali.

La tradizione storica – nota Marx – ha fatto sorgere nei contadini francesi la credenza miracolistica che un uomo chiamato Napoleone renderà loro tutto il loro splendore. E si è trovato un individuo il quale, dato che porta il nome di Napoleone, ha potuto spacciarsi per quest’uomo.

Perché vince un “replicante”? Perché la sua narrazione rivolta al passato viene creduta come una tendenza che incide nel presente?

La risposta di Marx non differisce da quella di Tocqueville. Il liberale francese parla di Bonaparte come “principe dell’occasione”. E anche Marx ne coglie i tratti della decisione occasionale capace di occupare uno spazio di potere lasciato sguarnito dagli antagonisti incapaci, nella loro difesa delle istituzioni, di connettere ragione politica e interessi sociali.

 

Riferimenti bibliografici

Karl Marx, Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte, a cura di Michele Prospero, Roma, Editori Riuniti, 2015.

 

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Alessio Soma

 

Il periodo del cosiddetto “biennio rosso” al giorno d’oggi è noto soprattutto per le rivolte operaie del nord Italia e le insurrezioni dei mezzadri e braccianti nel centro-sud, che portarono nei casi più estremi alle occupazioni delle fabbriche e dei campi, nonché alla nascita dei primi soviet in Italia. In realtà, va precisato che tra il 1919 e il 1920 una buona parte del proletariato italiano si trovava ancora arruolata sotto le armi, in quanto la smilitarizzazione successiva alla fine della prima guerra mondiale procedeva (per volontà della stessa classe dirigente, che temeva il ritorno improvviso dal fronte di una massa avvezza alla violenza e all’uso delle armi) con una certa lentezza.

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Sviluppiamo un movimento politico unitario e organizzato su scala nazionale per la Costituzione

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Coordinamento di Democrazia Costituzionale di Bari

 

La battaglia del NO non finisce qui

Vogliamo in primo luogo ringraziare le cittadine e i cittadini che hanno scelto di contribuire con il loro impegno a un risultato del No comunque importante.

L’ampio vantaggio conseguito dal Sì nel voto referendario non cancella la debolezza degli argomenti portati a sostegno. I risparmi risibili, i confronti con l’estero falsati e fuorvianti, i guadagni di efficienza indimostrati e indimostrabili rimangono tal quali.

Parimenti rimangono i danni certi alla rappresentanza di regioni piccole e medie e forze politiche minori.

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La sinistra radicale in Europa. Una ricerca di Transform! Europe

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Roberto Morea, Mattia Gambilonghi, Alessandro Tedde

(Introduzione al volume La sinistra radicale in Europa. Memoria, sfide, prospettive, a cura di Roberto Morea, Mattia Gambilonghi, Alessandro Tedde, Transform! Europe, 2020, http://bit.ly/sinistra-radicale-in-europa)

 

All’indomani del crollo del blocco sovietico, molti ambienti politici e culturali avanzarono l’idea che la comunità politica di milioni di persone che fino a quel momento si era raccolta attorno ai partiti comunisti europei dovesse iniziare un processo di transizione che la conducesse verso una nuova identità democratica, genericamente progressista e interclassista: il XXI secolo non avrebbe più dovuto conoscere una rappresentanza autonoma dei lavoratori che il movimento operaio aveva coltivato in due secoli di lotte anche grazie al contributo del marxismo e della cultura comunista.

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Il viaggio di Sergio Romano nell’"arcipelago sovranista"

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«Il sovranismo non ha una data di fondazione, un padre fondatore e un manifesto. È un fenomeno diffuso che ha avuto grande fortuna negli ultimi anni e ha caratteristiche diverse da un Paese all’altro. Ma le sue manifestazioni possono anche presentare considerevoli somiglianze». Con queste parole comincia la premessa al libro di Sergio Romano L’epidemia sovranista, edito a fine dell’anno scorso da Longanesi. Vengono così subito specificati gli obiettivi dell’opera, che non intende portare una analisi esaustiva del fenomeno sovranista, bensì delineare quei tratti comuni di sviluppo e quegli elementi ricorrenti pur fra le molteplici sfaccettature assunte dal fenomeno a seconda del Paese in questione. Di conseguenza, «più che una storia del sovranismo questo è un viaggio nell’arcipelago sovranista»[1].

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Gli Scritti etno-antropologici di Marx ed Engels: Presentazione dei curatori

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Il presente volume delle Opere complete di Marx ed Engels intende anzitutto fornire la traduzione completa dei cosiddetti «Quaderni di etnologia» marxiani, forse più compiutamente denominabili come «Quaderni etno-antropologici». Negli ultimi anni della sua vita, dal 1879 al 1882, Marx allargò infatti i suoi interessi anche alle nuove scienze umane dell’etnologia e di quella che oggi si usa chiamare antropologia culturale o sociale, che si andavano rapidamente sviluppando su uno sfondo evoluzionistico e che offrivano preziosi elementi di collegamento e confronto con il suo «materialismo storico». Compilò così corposi quaderni di Exzerpte o estratti con citazioni, riassunti, commenti da opere soprattutto di Lewis H. Morgan, John Phear, Henry S. Maine, John Lubbock.

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Dalla fine del secolo XIX e lungo tutto il corso del XX la cultura marxista ha raccolto la sfida della descrizione della diversità culturale. Prendendo spunto da alcune delle idee fondamentali degli scritti di Marx e di Engels, alcuni studiosi hanno analizzato istituzioni e strutture sociali appartenenti alle differenti società umane; in alcuni casi, tali analisi hanno reso possibile la formulazione di generalizzazioni e l’elaborazione di teorie antropologico-culturali di carattere generale.

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  Sabato Danzilli   Ken Loach si conferma con Sorry, we missed you, la sua ultima fatica, come un regista d’altissimo livello. Sempre dedito nel suo cinema alla descrizione delle condizioni di vita degli sfruttati e degli emarginati, il cineasta vanta la vittoria per due volte della Palma d’oro al festival di Cannes, nel 2006 con Il vento che accarezza l’erba e nel 2016 con I, Daniel Blake, nonché il Leone d’oro alla carriera del festival di Venezia nel 1994. È confermata anche in questo film la sua lunga collaborazione con lo sceneggiatore Paul Laverty, tra i cui frutti, oltre ai film citati...

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D’Annunzio fra i pastori

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di Salvatore Ritrovato Settembre, andiamo. È tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all’Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti. Han bevuto profondamente ai fonti alpestri, che sapor d’acqua natia rimanga né cuori esuli a conforto, che lungo illuda la lor sete in via. Rinnovato hanno verga d’avellano. E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente, su le vestigia degli antichi padri. O voce di colui che primamente conosce il tremolar della marina! Ora lungh’esso il litoral cammina La greggia. Senza mutamento è l’aria. Il sole imbionda sì la viva lana che quasi dalla sabbia non divaria. Isciacquio, calpestio, dolci...

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Il concetto di resistenza nel Pratolini di ‹‹Campo di Marte››

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Alessia Balducci   Quando ho detto che da questa mia frequentazione imparai a tenere la penna in mano, c’è della generosità, ma in gran parte è così. Imparai a calcolare i significati di una parola, a inseguire una soluzione stilistica1. Così Pratolini, redattore insieme ad Alfonso Gatto della rivista ‹‹Campo di Marte›› (pubblicata dall’agosto 1938 all’agosto 1939) in un’intervista a Ferdinando Camon parlava del suo rapporto con il gruppo ermetico fiorentino. Questa ammissione rispecchia un profondo legame tra l’autore di Cronache di poveri amanti e coloro che, poco più che ventenni, piuttosto che nell’impegno politico, incentravano la loro vita nel paradigma di Carlo...

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Umanesimo socialista e letteratura mondiale nell’opera di Karl Marx

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  Donatello Santarone *                                                Se vuoi godere dell’arte, devi essere un uomo artisticamente educato. Karl Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844. Le poesie perdono molto, a stamparle strette e inzeppate. Karl Marx a Joseph Weydemeyer, 16 gennaio 1852    Leggere Marx è come leggere un classico Leggere Marx è concedersi, anzitutto, un “alto godimento dello spirito”. Perché è come leggere un classico del pensiero e dell’arte mondiali, è come avventurarsi nei canti di Dante, nei primi piani di Masaccio, nelle analisi storiche di Machiavelli, nei ragionamenti di Bacone, nelle fughe di Bach: geroglifici umani e storici altrettanto complessi di quelli che Marx tenta di svelarci parlando della natura misteriosa...

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Difendere la Costituzione antifascista, sostenere la campagna per il NO nel referendum

Categoria: Articoli Hits:239

 Andrea Catone *

 

Per i comunisti e per tutte le forze che si battono per uno sbocco progressivo alla grave crisi del nostro Paese, per stabilire rapporti di forza più favorevoli alla classe dei lavoratori, la battaglia per fermare lo scempio della Costituzione antifascista nata dalla Resistenza – il momento più alto della lotta di classe in Italia – non è una battaglia accessoria, secondaria, parziale, ma è centrale, essenziale.

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Epidemia del lavoro stagnante

Categoria: Saggi Hits:283

 Carla Filosa

 

Scrive Marx nel suo Discorso sulla questione del libero scambio (Bruxelles, gennaio 1848):

“Bowring[1] presenta gli operai come mezzi di produzione che è necessario sostituire con altri mezzi di produzione meno costosi. Egli finge di vedere nel lavoro di cui parla un lavoro del tutto eccezionale, e nella macchina che ha schiacciato i tessitori una macchina altrettanto eccezionale. Dimentica che non vi è lavoro manuale che non sia suscettibile di subire da un momento all’altro la sorte dell’industria tessile…

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La lotta alla “casta”? Solo un alibi per l’Austerity

Categoria: Articoli Hits:284

Emiliano Brancaccio

(da "L'Espresso", 28.6.2020)

 

Meno di un euro, nemmeno un caffè all’anno. E’ questo il risparmio che ogni cittadino italiano potrà attendersi dal taglio dei parlamentari che sarà oggetto di referendum confermativo il 20 e 21 settembre prossimi.

Iniziata una dozzina di anni fa come puritana ribellione verso un ceto politico ingordo di privilegi, la lotta alla casta giunge così al suo infimo epilogo. In origine la crociata poteva rivendicare risparmi un po’ più consistenti, come ad esempio la stretta di 700 milioni sulle famigerate auto blu. Oggi deve accontentarsi di un più magro bottino: dall’annunciato taglio dei parlamentari verranno meno di 60 milioni.

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Il prezzo del petrolio va sotto zero, anomalia sovversiva

Categoria: Articoli Hits:223

 

Alberto Negri

(da: "il manifesto", 22.4.2020)

 

Con il crollo dei consumi mondiali dovuto alla pandemia, per la prima volta nella storia lunedì il prezzo del petrolio è precipitato negli Usa sotto zero.

Un’anomalia selvaggia e sovversiva dovuta all’incrocio tra gli effetti economici globali del virus, le distorsioni del capitalismo finanziario e la politica di potenza.

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Ma non è l’epidemia: quella annunciata è crisi ciclica del capitale

Categoria: Articoli Hits:659

 Fosco Giannini

 

In questa fase segnata, come questione centrale, dalla crisi sanitaria (una crisi, anticipando la tesi di fondo di questo articolo, che trova la propria causa non tanto nella trasmissione del virus da parte dei pipistrelli – moral suasion consueta e ripetuta del potere capitalistico in cerca di ipocrite risposte ai propri fallimenti – quanto nella destrutturazione/privatizzazione, all’interno dei sistemi capitalistici a livello mondiale, della sanità pubblica quale nuovo meccanismo ciclico di produzione/ riproduzione del capitale), in questa fase, ove primeggia la paura della morte, un’altra paura è sempre più evocata: quella di una crisi economica di enormi proporzioni, una recessione dell’intero mondo capitalista persino superiore a quella già grande e recentissima scoppiata tra il 2007 ed il 2013 negli USA (e propagatasi come “un’altra epidemia” nell’intero occidente) in seguito al “crac” dei “subprime” e del mercato immobiliare nordamericano.

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Crisi e accumulazione e ricostituzione del potere capitalistico

Categoria: Saggi Hits:466

 

Cosimo Cerardi

 

In base ai criteri di analisi di Marx, nessun ordinamento sociale può subire una crisi generale fino a che non abbia realizzato tutte le proprie potenzialità storiche, divenendo incapace di contenere gli sviluppi sociali e materiali che esso stesso ha messo in moto. Scriveva Marx nel 1859:

Nessun ordine sociale è mai distrutto prima che tutte le forze produttive per le quali è sufficiente si siano sviluppate e nuove, superiori, relazioni di produzione non prendono mai il posto delle vecchie prima che le condizioni materiali per la loro esistenza si siano maturate entro la struttura della vecchia società (1).

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In memoria di Giuseppe Prestipino

Categoria: Articoli Hits:178

 Lelio La Porta

 

“Questo no! Resta qui!”: così mi ha detto qualche tempo fa Giuseppe Prestipino quando, insieme ad altri amici, abbiamo raccolto su sua richiesta i volumi della sua biblioteca per trasferirli dove piaceva alla sua volontà. Tutti i libri dovevano essere sistemati negli scatoloni tranne uno: La montagna incantata di Thomas Mann. È l’unico classico che Prestipino ha sempre continuato a leggere in formato cartaceo. Una passione particolare per la vicenda e per i protagonisti, per lo scontro fra Settembrini e Naphta, per l’autore del romanzo.

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Filosofia del ritiro, ritiro della filosofia. Sulle derive del post-marxismo

Categoria: Saggi Hits:749

 Yuri Di Liberto

 

  1. Sulla fobia del potere

Rivolgendo uno sguardo ricognitivo al lessico della filosofia dopo la fine del socialismo reale, dopo la caduta del muro di Berlino, ma - in realtà - già a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, non si può fare a meno di notare come le parole d’ordine della vecchia filosofia (rivoluzione, partito, contraddizione, lotta di classe ecc.) siano state lentamente sostituite da un lessico ad esse complementare, ma talvolta con esse incompatibile. Una certa insofferenza per il fantasma di Stalin, nonché un certo imbarazzo per l’adesione di tanta intellighenzia mitteleuropea al progetto comunista, hanno fatto sì che lo scibbolet, la parola d’ordine, del pensiero filosofico-politico post-Unione Sovietica diventasse - e lo è tuttora - quella del ritiro.

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Leggere Gramsci, fra tradizione e futuro

Categoria: Saggi Hits:395

Marcello Mustè *

 

La vicenda delle interpretazioni di Gramsci è attraversata da un motivo ricorrente, quasi sotterraneo, che ha assunto diverse direzioni (ora “di destra”, ora “di sinistra”) e che ha spesso tentato di affermare una pretesa estraneità del pensatore sardo alla tradizione del marxismo teorico, la difformità dal pensiero di Marx, il carattere “sovrastrutturalista” della sua elaborazione, di teorico della società civile piuttosto che della struttura economica e dello Stato politico.

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Da Marx al post-operaismo. Un volume a cura di Sgro’ e Viparelli

Categoria: Libri Hits:1242

 

Marco Cerotto

 

Il testo Da Marx al post-operaismo[1] offre una lettura teorico-politica che ripercorre circa un secolo di riflessioni filosofiche variegate tra loro, ma che esaminando gli sviluppi della società capitalistica contemporanea adoperano la metodologia marxiana come chiave di lettura del presente, estrapolando però contenuti e concetti ereditati dalle diverse tradizioni del pensiero politico moderno che l’opera di Marx ha generato. Si tratta di un lavoro svolto da «giovani leve», come scrive Giovanni Sgro’ nell’Introduzione, le quali però si orientano decisamente verso la comprensione di determinati filoni teorici che hanno tentato di plasmare la prassi politica, cioè delle organizzazioni operaie, dal momento che posero all’attenzione delle loro analisi gli sviluppi politici della stessa classe operaia.

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Note su Antonio Gramsci e Hannah Arendt

Categoria: Saggi Hits:573

 Joseph A. Buttigieg

 

[Joseph A. Buttigieg era nato a Malta nel 1947. Professore emerito all’Università di Notre Dame, a South Bend (Indiana), storico, teorico e critico della letteratura, Buttigieg coltivava una grande passione per Gramsci, di cui era uno dei più insigni studiosi. A lui era stato affidato il compito di tradurre i Quaderni del carcere in inglese. Buttigieg era stato, alla fine degli anni Ottanta, con John Cammett e Frank Rosengarten, tra gli ideatori e iniziatori statunitensi della International Gramsci Society (Igs). Della Igs Joe era stato prima segretario, poi presidente, e aveva presenziato a tutti i suoi più importanti appuntamenti internazionali.

È morto il 27 gennaio del 2019. Per ricordarlo ad un anno dalla scomparsa, pubblichiamo la Prefazione da lui scritta per il volume di Lelio La Porta, Antonio Gramsci e Hannah Arendt. Per amore del mondo grande, terribile e complicato, Aracne, Roma 2010.]

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Antonio Gramsci, se insegnare è un’arte

Categoria: Libri Hits:375

 

Lelio La Porta *

 

La parola contaminazione suscita, già al solo pronunciarla, sudori freddi che scorrono lungo il corpo di chi ascolta in quanto evoca epidemie, catastrofi e cataclismi. Ci sono casi in cui, al di fuori della terminologia medica, però, la contaminazione riesce a rendere perfettamente il senso di una dialettica profonda che consente ad un pensiero in embrione di svilupparsi e di prendere consapevolezza di sé e delle sue potenzialità fino alla definitiva maturazione. È il caso di Antonio Gramsci in rapporto alla tematica della formazione dell’uomo così come viene affrontata nel libro di Chiara Meta, Il soggetto e l’educazione in Gramsci. Formazione dell’uomo e teoria della personalità (Bordeaux, Roma 2019, pp. 185, €. 14,00).

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Pionieri del futuro. Una proposta pedagogica comunista (parte II)

Categoria: Saggi Hits:1503

 

Paola Pavese

 

Appunti per un manuale

I Pionieri del Futuro. Le attività per fasce d’età

Tutti bambini e i ragazzi dai 7 ai 13 anni possono diventare Pionieri del Futuro, una volta che abbiano aderito all’ Invito dei Pionieri (vedi più avanti). Le attività saranno però diverse per i bambini fino agli 11 anni, rispetto a quelle dei ragazzi più grandi. I più grandi aiuteranno le attività dei piccoli e si dedicheranno con maggior approfondimento ad attività di impegno sociale, anche a carattere internazionale.

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Pionieri del futuro. Una proposta pedagogica comunista (parte I)

Categoria: Saggi Hits:3632

© Paola Pavese

 

Premessa

Questo opuscolo è un’introduzione, non certo esaustiva, ad alcuni riferimenti teorici della pedagogia marxista e alla storia dei Pionieri d’Italia.

Ma è soprattutto un manuale, in cui ho immaginato una possibile organizzazione per bambini e ragazzi, a cui ho voluto dare un nome, che mi è sembrato bellissimo: Pionieri del Futuro. Per scriverlo ho seguito le orme di Gianni Rodari e del suo Manuale dei Pionieri, che a leggerlo pare anch'esso un esercizio di fantasia, basato su un qualche testo che l'autore pare avere sotto gli occhi. Ovviamente, fare esercizi di fantasia seguendo le orme di Rodari viene facile, direi che viene quasi automatico, ed è probabile che in più di un'occasione mi sia fatta trascinare dall'entusiasmo.

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Marxismo e intercultura

Categoria: Saggi Hits:3177

Donatello Santarone*

 

Gli studi interculturali sono molto vasti, un enorme contenitore dove convivono prospettive scientifiche e culturali spesso opposte. C’è un’intercultura “aziendalista” (e persino “militarista”) che vuole conoscere il cosiddetto “altro” per meglio colonizzarlo (un po’ come i primi antropologi al servizio degli eserciti coloniali nell’800): è una visione tutta strumentale della relazione con i paesi e i popoli del Terzo e Quarto Mondo, finalizzata esclusivamente alla dimensione mercantile del rapporto.

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Possibilidades Lenineanas para uma Paidéia Comunista

Categoria: Saggi Hits:1752

Antonio Carlos Mazzeo

 

I. Os Pressupostos

A preocupação em abrir o debate sobre a conexão entre educação e socialismo nas universidades brasileiras é muito relevante. Até por que, nada mais conectado e articulado do que aprendizado, educação e socialismo. Recuperar esse vínculo já vale um evento como este. Recentemente participei de um seminário na Faculdade de Educação da Unesp/Marília intitulado Marx, Gramsci e Vigotsky: Aproximações, do qual resultou um livro com as palestras proferidas, onde está publicada minha intervenção no evento , uma prazeirosa experiência, pois raramente tenho a oportunidade de dialogar com pedagogos estando, na maioria do tempo, restrito à minha área de Ciências Sociais e de Historia.

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Buon giorno, Bolivia!

Categoria: Articoli Hits:73

 Rodrigo Andrea Rivas

  “Vinceremo, vinceremo noi, i più semplici, vinceremo, anche se tu non lo credi, vinceremo”

            Pablo Neruda, “Ode all’uomo semplice”

 

Recalcitranti fascisti definiscono la nuova strategia golpista. Senza Paparino Donald sembra più dura

Oggi [8 novembre 2020, ndr] Luis Arce ha assunto l’incarico di Presidente della Bolivia, per il quale è stato eletto grazie alla storica vittoria democratica del 18 ottobre scorso.

La notte di giovedì 5 novembre è scoppiata una carica di dinamite nella sede del Movimento al Socialismo (MAS) a La Paz mentre il presidente eletto era riunito col suo gruppo di lavoro.

In perfetta sincronia è iniziato una due giorni di blocchi stradali e scioperi a Santa Cruz, la provincia più ricca del paese e bastione dell’ultradestra, contro l’assunzione del governo da parte di Arce.

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Lotta alla povertà e alla disuguaglianza in Cina. Una risposta a Thom …

Categoria: Saggi Hits:475

di Gianni Cadoppi

Introduzione

Si tratta di un insieme di saggi scritti nel corso degli anni e solo parzialmente aggiornati ma il cui senso rimane a mio avviso intatto. Spesso la questione della disuguaglianza in Cina è affrontata con metodologie parziali che non tengono conto dell’insieme dello sviluppo economico e sociale del grande paese asiatico e della sua unicità dal punto di vista dell'estensione territoriale e come paese più popoloso del mondo. A volte il saggio risulterà abbastanza ripetitivo perché i singoli capitoli sono stati scritti in maniera autonoma. Credo che il saggio sia tornato di attualità dopo le critiche di Thomas Piketty alla Cina sul tema delle disuguaglianze. Questi saggi sono stati scritti originariamente prima del libro di Piketty e il berseglio erano coloro che nella sinistra occidentale sostenevano l’inesorabile deriva capitalistica della Cina.

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Catastrofe o rivoluzione

Categoria: Saggi Hits:196

 

Emiliano Brancaccio *

 

L’ex capo economista del Fondo monetario internazionale ha sostenuto che per scongiurare una futura “catastrofe” serve una “rivoluzione” keynesiana della politica economica. La sua tesi viene qui sottoposta a esame critico sulla base di un criterio di indagine scientifica del processo storico definito «legge di ripro­duzione e tendenza del capitale». Da questo metodo di ricerca scaturisce una previsione: la libertà del capitale e la sua tendenza a centralizzarsi in sempre meno mani costituiscono una minaccia per le altre libertà e per le istituzioni liberaldemocratiche del nostro tempo. Dinanzi a una simile prospettiva Keynes non basta, come non basta invocare un reddito.

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Pandemia nel capitalismo del XXI secolo

Categoria: Saggi Hits:378

 

Alessandra Ciattini, Marco Antonio Pirrone *

 

In questi ultimi mesi molto si è scritto e si è detto sulla pandemia, prodotta dal Coronavirus SARS-CoV2, che ha come esito il COVID 19[1] e che sta facendo morti in tutto il mondo, colpendo soprattutto quegli strati sociali che, per le loro stesse condizioni di vita, non sanno come difendersi.

Il libro ritorna sull’argomento, esaminando il gioco interattivo dei diversi fattori che stanno alle radici di questo drammatico fenomeno sociale e che costituisce un ennesimo avvertimento, dai più inascoltato, sulle reali condizioni del nostro pianeta e sulla possibilità che la vita possa continuare a riprodursi in esso.

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Dossier Medio Oriente-Palestina

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Il «ground zero» della pax americana

Alberto Negri

(il manifesto, 15.9.2020)

Trump, i ministri degli Emirati, del Bahrain e il premier israeliano Netanyahu celebrano oggi alla Casa Bianca il nuovo «ground zero» della pax americana. Come gli Emirati anche il Bahrain ha scelto di seppellire il piano saudita Abdallah del 2002.

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Incurabili! Marx non c’entra proprio nulla con la Scienza?!?

Categoria: Saggi Hits:235

 Angelo Baracca

 

Due anni fa ricorreva il duecentesimo centenario della nascita di Karl Marx e giustamente il mondo intero fu inondato da una marea di commemorazioni, incontri e convegni di tutti i tipi e i livelli. Nel corso di queste manifestazioni io fui colpito dal fatto che in nessuna delle iniziative di cui venivo a conoscenza compariva neanche per caso la parola Scienza: ergo, il messaggio è per il colto e l’inclita – ma molto più negativamente per tutt* i compagn* – che il marxismo ha a che fare con la politica, l’economia, la società, ma non ha nulla a che fare con la Scienza (uso volutamente la maiuscola).

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“The Donald” scopre la Luna

Categoria: Articoli Hits:325

 

Gennaro Chiappinelli, Massimiliano Romanello

 

Il leggendario filosofo turco Nasreddin Hoca narra di un uomo che, vedendo la Luna riflessa nell’acqua in fondo ad un pozzo, cercò di recuperarla e restituirla al cielo per mezzo di una fune. La fune rimase impigliata ad una roccia sporgente e l’uomo, cadendo all’indietro per l’inutile sforzo, si compiacque nel vedere che la Luna era effettivamente tornata al suo posto.

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Migrazioni climatiche

Categoria: Saggi Hits:474

Andrea Vento

 

Il genere umano, sin dall'epoca preistorica, è sempre stato interessato da spostamenti, su scala più o meno ampia, generati da una vasta gamma di motivazioni, fra le quali principalmente: la ricerca di nuove terre, l'aspirazione verso migliori condizioni di vita, l'espansione coloniale, la fuga da guerre, persecuzioni e discriminazioni varie ed anche da fenomeni naturali avversi quali catastrofi e cambiamenti climatici. Numerosi sono i casi storici di movimenti di interi popoli o di parte di essi sospinti da fenomeni naturali, in quanto le migrazioni hanno da sempre rappresentato una fondamentale strategia di adattamento ai mutamenti climatico-ambientali. Nonostante ciò, l'elite politica mondiale e i media internazionali non hanno, sino a pochi anni fa, prestato particolare attenzione a questo fenomeno. La comunità scientifica mondiale, invece, dalla fine del scorso secolo ha mostrato crescente interesse sia verso lo studio dei cambiamenti climatici che delle sue conseguenze, come l'impatto sui flussi migratori.

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Attualità di Marx. Che cosa possiamo dire di nuovo sulla Scienza dal punto di vista del materialismo storico?

Categoria: Saggi Hits:6028

 

Angelo Baracca 

 

Nella ricorrenza del bicentenario della nascita di Marx si stanno ovviamente moltiplicando le iniziative a livello internazionale, nazionale e locale. Non devo certo esprimere la mia convinzione che dall'elaborazione di Marx ci siano ancora tantissimi insegnamenti da trarre. La vera sfida è di trarre spunti fecondi sui temi più scottanti oggi sul tappeto. Non ho l'ambizione di fare questo, ma vorrei dare un contributo su un campo che probabilmente non sarà al centro dei temi trattati, ma sul quale mi sono personalmente impegnato per quattro decenni e che ritengo sempre più cruciale oggi: il tema della Scienza. Intendo la Scienza capitalistica, quella cioè che venne fondata (schematizzo brutalmente) nei secoli XVII-XVIII e divenne con il decollo della Rivoluzione industriale del XVIII secolo uno dei cardini, sempre più imprescindibili, della Società industriale e del capitalismo. E qui sono convinto che ci sia ancora moltissimo da trarre da Marx.

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Il patrimonio scientifico-tecnologico fra lunga durata e attuale emergenza

Categoria: Saggi Hits:1608

Andre’ Tosel

 

La tradizione italiana marxista di riflessione sulle scienze e il loro uso sociale è sempre stata reticente nei confronti del realismo epistemologico, marcata dallo storicismo e dall’idealismo soggettivo: bisogna risalire alle opere troppo trascurate e notevoli di Ludovico Geymonat (e di certi dei suoi alunni) – come tra l’altro Filosofia e filosofia della scienza (1960), Scienza e realismo (1970) e la monumentale Storia del pensiero scientifico e filosofico - per vedere proposta un’interpretazione materialista e dialettica della storia della conoscenza scientifica, che difenda del tutto l’obbiettività di questa conoscenza e la sua necessaria utilizzazione da parte delle forze desiderose di trasformare la società capitalista. Bisogna anche tenere conto del materialismo leopardiano di Sebastiano Timpanaro, critico di qualunque progressismo.

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Miti e contromiti. L’Urss nella Seconda guerra mondiale nel libro di Vladimir Medinskij

Categoria: Libri Hits:97

 

Giordano Merlicco

 

Durante la seconda guerra mondiale, il ruolo dell’Unione Sovietica nella lotta contro la Germania nazista era ampiamente apprezzato in Europa e negli Stati Uniti. Roosevelt, Churchill, De Gasperi e De Gaulle elogiarono lo sforzo bellico dell’Urss e le capacità dei suoi dirigenti. Riviste patinate come Time e Life dedicarono le copertine a Stalin e ai generali dell’Armata rossa. Con la guerra fredda, però, Mosca divenne un avversario e molti tentarono di ridimensionare il suo contributo alla sconfitta del Terzo Reich.

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Ancora Gramsci: vita e pensiero in una nuova edizione delle lettere

Categoria: Libri Hits:307

Marcello Mustè *

 

Per la prestigiosa collana «I Millenni», Einaudi pubblica, in collaborazione con la Fondazione Gramsci, una nuova edizione critica delle Lettere dal carcere di Antonio Gramsci, curata da Francesco Giasi  con il contributo di Maria Luisa Righi, che ha composto una informatissima «cronologia della vita» e preziose biografie di «corrispondenti e familiari», di Eleonora Lattanzi e Delia Miceli, che hanno condotto le ricerche presso l’archivio gramsciano e l’Archivio centrale dello Stato.

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La teoria del partito nel dibattito Magri-Rossanda: tra spontaneità, coscienza e organizzazione

Categoria: Saggi Hits:574

Mattia Gambilonghi

 

La peculiare vicenda del gruppo del Manifesto – di cui Rossanda Rossanda, scomparsa pochi giorni fa, è stata una dei principali esponenti e ispiratori – si è caratterizzata, tra i vari aspetti, per il tentativo di tematizzare in maniera nuova ed originale il ruolo del partito della classe operaia all’interno del processo di trasformazione e in relazione ai meccanismi di formazione e definizione della coscienza politica da parte della classe stessa. A essere in ballo è dunque il nodo – fondamentale sin dai tempi del Che fare? leniniano – del rapporto tra spontaneità, coscienza e organizzazione.

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Note sui “Principi del comunismo” di Friedrich Engels

Categoria: Saggi Hits:430

Cosimo Cerardi

 

Verso la fine del 1847, finalmente, Marx ed Engels vedono il risultato positivo della loro azione  politica, la vittoria conseguente alle loro insistenti discussioni e esortazioni: nel giugno 1847 la Lega dei giusti è diventata Lega dei comunisti, con nuovi statuti, che le tolgono completamente il vecchio carattere cospirativo.

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Gli "spintaneisti" neri che volevano farsi dimenticare

Categoria: Articoli Hits:196

 

Riccardo Lenzi *

(http://www.libertaegiustizia.it/2020/09/02/gli-spintaneisti-neri-che-volevano-essere-dimenticati/)

 

Quasi tutti hanno sentito nominare Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Gilberto Cavallini, Roberto Fiore. Sono alcuni tra i nomi più celebri del neofascismo e neonazismo italiani. Forse persino più noti di Franco “Giorgio” Freda e Giovanni Ventura, i due esponenti di Ordine Nuovo corresponsabili della strage di Piazza Fontana; miracoli del sistema mediatico. E pensare che Freda, senza che nessun rappresentante delle istituzioni se ne sia mai lamentato pubblicamente, nel frattempo è uno degli “intellettuali” che scrivono editoriali su Libero.

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