Andrea Vento *

 

Il consueto rapporto emesso ogni anno in gennaio dall'organizzazione internazionale Oxfam alla vigilia del Forum Economico Internazionale di Davos in Svizzera, ove si riuniscono i potenti della Terra per discutere degli sviluppi dell'economia mondiale, quest'anno riporta in apertura i profili di 4 persone che, nel complesso, rappresentano l'essenza del rapporto stesso: l'aumento delle disuguaglianze sia socio-economiche che di genere.

In un alternarsi inquietante di situazioni personali diversissime si passa dal miliardario indiano che possiede l'abitazione più sfarzosa della Terra ad una povera connazionale che ha perso i due figli per mancanza di assistenza medica, dal fondatore di Amazon, principale capitalista mondiale, allo sfruttato operario tailandese costretto a lavorare sino allo sfinimento per 12-13 ore al giorno per sopravvivere a malapena. Contrasti eloquenti che colpiscono allo stomaco il lettore introducendolo ai temi centrali nell'ampio e ben documentato rapporto che sin dal titolo pone una chiara alternativa fra i due scenari possibili per il futuro del l'intera umanità: "Bene pubblico o ricchezza privata?"

L'autorevole dossier, oltre a fotografare la situazione del 2018 e a darne pubblica denuncia, indica infatti anche le possibili strade da percorrere per ribaltare la pericolosa involuzione sociale intrapresa a livello globale negli ultimi decenni invitando alla mobilitazione popolare in modo da condizionare le scelte di politica economica dei propri governi e delle organizzazioni internazionali, oramai totalmente inebriati dagli effluvi del neoliberismo. L'intento è quello di rimettere al centro dell'attenzione le questioni umane e le vicende personali, le quali rischiano sempre più, nel distaccato linguaggio di politici ed economisti, di venire oscurati da dati, grafici e tabelle relegando nella marginalità le concrete condizioni di vita di poveri e diseredati col loro gravoso carico di sofferenze quotidiane.

I quattro profili personali: lo specchio delle disparità crescenti

Mukesh Ambani si colloca al 19° posto nella lista Forbes 2018 dei miliardari ed è l’indiano più ricco. La sua residenza di Mumbai, un imponente edificio alto 174 metri, vale un miliardo di dollari ed è l’abitazione privata più costosa al mondo

Pratima vive in uno slum di Patna, nell’India orientale. Ha perso i suoi due gemelli a causa dei ritardi e della scarsità di risorse dell’ospedale locale. Le donne povere come Pratima sono obbligate a partorire senza adeguata assistenza ostetrica e sono quindi esposte al rischio di trascuratezza, complicazioni e morte dei nascituri.

Jeff Bezos, fondatore di Amazon, è l’uomo più ricco del mondo e in base alla lista Forbes 2018 il suo patrimonio ammonta a 112 miliardi di dollari. Bezos ha recentemente dichiarato che ha deciso di investire nei viaggi spaziali perché non gli viene in mente un altro modo per spendere il proprio denaro.

Zay è operaio in una fabbrica di lavorazione dei gamberetti in Tailandia. I gamberetti che sguscia vengono forniti a grandi aziende di vendita al dettaglio come i supermercati Whole Foods, attualmente di proprietà di Amazon. Dopo aver sgusciato gamberetti per 12 o 13 ore, a fine turno, Zay è talmente esausto che non riesce quasi a muoversi. “Sfruttano i lavoratori”, dice. Zay è fortunato se riesce a guadagnare più di $ 15 al giorno.

 

La sintesi dell'involuzione socio-economica globale

Qualcosa non funziona nella nostra economia: chi si trova all’apice della piramide distributiva continua a godere in maniera sproporzionata dei benefici della crescita economica, mentre centinaia di milioni di persone vivono in condizioni di estrema povertà. Negli anni successivi alla crisi finanziaria il numero dei miliardari è raddoppiato e i loro patrimoni aumentano di 2,5 miliardi di dollari al giorno; nonostante ciò i superricchi e le grandi imprese sono soggetti ad aliquote fiscali più basse registrate da decenni. I costi umani di tale fenomeno sono enormi: scuole senza insegnanti, ospedali senza medicine. I servizi privati penalizzano i poveri e privilegiano le élite. I soggetti che risentono maggiormente di tale situazione sono le donne, su cui grava l’onere di colmare le lacune dei servizi pubblici con molte ore di lavoro di cura non retribuito. Dobbiamo trasformare le nostre economie in modo da offrire assistenza sanitaria, istruzione e altri servizi pubblici a livello universale, e per giungere a questo traguardo è necessario che i ricchi e le imprese paghino la loro giusta quota di imposte, contribuendo a ridurre drasticamente il divario tra ricchi e poveri e tra uomini e donne.

 

I progressi nella lotta alla povertà rallentano spaventosamente

Una delle grandi conquiste degli ultimi decenni è stata l’enorme riduzione del numero di persone che vivono in estrema povertà, quantificata dalla Banca Mondiale in $1,90 pro-capite al giorno (903 milioni nel 2016 secondo la Banca Mondiale). Tuttavia, i nuovi dati della Banca Mondiale rivelano che dal 2013 il tasso di riduzione della povertà si è dimezzato e che la povertà estrema sta aumentando nell’Africa sub-sahariana. Nuove evidenze mostrano anche che gran parte dell’umanità non si è definitivamente affrancata dalla povertà: 3,4 miliardi di persone, pari a poco meno di metà della popolazione mondiale, sopravvivono con meno di $5,50 al giorno. Per la Banca Mondiale tale cifra costituisce la nuova soglia di povertà estrema nei Paesi a reddito medio-alto, e secondo le sue stime sono le donne a trovarsi più frequentemente tra le persone più povere, soprattutto negli anni di fertilità riproduttiva, a causa del livello di lavoro di cura non retribuito che devono svolgere

Tutto ciò è risultato diretto della disuguaglianza e del fatto che da decenni la prosperità affluisce in misura sproporzionata verso il vertice della piramide sociale. In base al World Inequality Report del 2018, tra il 1980 e il 2016 il 50% più povero dell’umanità ha ricevuto soltanto 12 centesimi per ogni dollaro di incremento del reddito globale, mentre l’1% più ricco si è aggiudicato 27 centesimi. La conclusione è chiara: per sconfiggere la povertà bisogna combattere la disuguaglianza.

I costi umani della disuguaglianza sono devastanti. Oggi stesso infatti:

  • 262 milioni di bambini non potranno andare a scuola;
  • quasi 10.000 persone moriranno perché non hanno accesso a cure mediche;
  • 16,4 miliardi di ore di lavoro di cura non retribuito saranno svolti prevalentemente da donne .

Oggi i governi si trovano di fronte ad una scelta ardua: consentire una vita dignitosa a tutti i cittadini o continuare a favorire la ricchezza estrema di pochi.

 

Il boom dei miliardari nel mondo

Sono passati 10 anni da quando la crisi finanziaria ha scosso il mondo intero causando enormi sofferenze. In quest’arco di tempo la ricchezza dei più abbienti è cresciuta in misura esponenziale:

  • nei 10 anni successivi alla crisi finanziaria il numero di miliardari è quasi raddoppiato;
  • solo nell’ultimo anno la ricchezza dei miliardari del mondo è aumentata di 900 miliardi di dollari (pari a 2,5 miliardi di dollari al giorno) mentre quella della metà più povera dell’umanità, composta da 3,8 miliardi di persone, si è ridotta dell’11%;
  • oggi i miliardari sono più ricchi che mai e tra il 2017 e il 2018 sono aumentati al ritmo di uno ogni 2 giorni;
  • la ricchezza è sempre più concentrata in poche mani: l’anno scorso soltanto 26 individui (contro i 43 dell’anno precedente) ne possedevano tanta quanto la metà più povera dell’umanità, ossia 3,8 miliardi di persone;
  • il patrimonio dell’uomo più ricco del mondo, Jeff Bezos (proprietario di Amazon) è salito a 112 miliardi di dollari. Appena l’1% di questa cifra equivale quasi all’intero budget sanitario dell’Etiopia, un Paese con 105 milioni di abitanti;
  • se tutto il lavoro di cura non retribuito svolto dalle donne di tutto il mondo fosse fornito da un’azienda, questa avrebbe un volume d’affari annuo di 10.000 miliardi di dollari, pari a 43 volte quello di Apple.

Mentre le loro fortune continuano ad aumentare, gli individui più ricchi e le società di cui sono proprietari godono anche di livelli di imposizione fiscale tra i più bassi degli ultimi decenni:

  • la ricchezza è particolarmente sotto tassata. Solo 4 centesimi per ogni dollaro di gettito fiscale provengono da imposte patrimoniali;
  • nei Paesi ricchi, in media, la più alta aliquota di imposta sul reddito delle persone fisiche si è, in media, passata dal 62% nel 1970 al 38% nel 2013, mentre nei Paesi in via di sviluppo è pari al 28%;
  • tenendo conto delle imposte dirette e indirette, in alcuni Paesi, come il Brasile e il Regno Unito, il 10% più povero della popolazione paga più imposte in proporzione al proprio reddito del 10% più ricco;
  • i Governi dovrebbero sforzarsi a raccogliere maggior gettito dai più ricchi, contribuendo in tal modo alla riduzione della disuguaglianza: ad esempio, se facessero pagare all’1% più ricco soltanto lo 0,5% in più di imposte sul proprio patrimonio, otterrebbero un gettito superiore alla somma necessaria per mandare a scuola tutti i 262 milioni di bambini che ancora non vi hanno accesso e fornire assistenza sanitaria in grado di salvare la vita a 3,3 milioni di persone;
  • i super-ricchi occultano al fisco 7.600 miliardi di dollari e anche le grandi corporation trasferiscono enormi profitti verso paradisi fiscali societari: nell’insieme, ciò sottrae ai Paesi in via di sviluppo 170 miliardi di dollari all’anno.

 

Scegliamo il bene pubblico e non la ricchezza privata

Gli odierni livelli di disuguaglianza e povertà sono il risultato di precise scelte politiche. Possiamo continuare a favorire coloro che sono già ricchi oppure possiamo scegliere di combattere la disuguaglianza e porre fine alla povertà. Per procedere sul percorso di un mondo meno povero e disuguale, dobbiamo costruire un’Economia Umana in cui gli individui e le imprese più ricchi pagano la giusta quota di imposte e le preziose risorse che ne derivano sono usate per finanziare servizi pubblici e protezione sociale per tutti. Potremmo così sottrarre alla povertà milioni di persone, liberarle dalla paura di ammalarsi e non permettersi le cure, consentire a tutti i bambini di esprimere il proprio potenziale e i propri talenti. Sarebbe un enorme passo avanti verso l’uguaglianza tra uomini e donne e potremmo creare società più sicure, più eque e più felici per i nostri figli e i figli dei nostri figli. La scelta sta a noi e alla nostra capacità di mobilitazione. I governi devono prestare ascolto ai cittadini e adottare misure incisive per ridurre la disuguaglianza. Tutti i governi devono stabilire obiettivi e piani d’azione concreti per ridurre i divari economici, soggetti a precise scadenze e in coerenza con quanto stabilito dall’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG) n° 10 dell’Agenda2030 delle Nazioni Unite sulla riduzione della disuguaglianza all’interno e tra i Paesi. Tali piani devono comprendere azioni in tre aree:

  1. Erogare servizi sanitari ed educativi universali e gratuiti, mettendo fine alla privatizzazione dei servizi pubblici. Promuovere adeguate misure di protezione sociale per tutti e assicurare che l’erogazione dei servizi non acuisca il divario di genere, ma anzi possa fungere da livellatore a beneficio di donne e ragazze. .
  2. Riconoscere l’enorme lavoro di cura svolto dalle donne supportandole con la messa a disposizione di servizi pubblici che possano ridurre l’ammontare di ore di lavoro non retribuito a loro carico permettendo così un’emancipazione effettiva della propria vita professionale e politica in controtendenza con la politica della presunta parificazione fra i generi che in Italia ha avuto paradossalmente come unico risultato, a seguito della riforma Monti-Fornero, quello di equiparare l'età della pensione fra maschi e femmine. Nel Sud del mondo invece investire in servizi pubblici quali acqua, elettricità e cura dell’infanzia per ridurre il tempo speso dalle donne per il lavoro non retribuito.
  3. Porre fine a sistemi fiscali che avvantaggiano ricchi individui e grandi corporation, tassando in maniera equa la ricchezza e il capitale, e arrestando la corsa al ribasso sulla tassazione dei redditi individuali e di impresa. Contrastare inoltre pratiche di evasione ed elusione fiscale da parte di grandi corporation e individui facoltosi, e concordare a livello globale un nuovo set di regole fiscali più efficaci, dando pari voce ai Paesi in via di sviluppo.

Conclusioni

È l'intero impianto della globalizzazione neoliberista ad esser messo sul banco degli imputati in qualità di causa principale dell'aumento degli squilibri socio-economici e di genere e del rallentamento della riduzione della povertà. La formazione di un unico spazio globale nel quale i capitali si muovono liberamente alla ricerca di profitti e di tassazioni agevolate ha determinato un attacco ai diritti e ai salari dei lavoratori del Nord e un aumento dello sfruttamento delle risorse ne Sud del mondo costringendo milioni di giovani ad abbandonare le loro terre per cercare una speranza di sopravvivenza nelle opulente, ma sempre più squilibrate, società occidentali.

"Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito" recita un antico adagio che ancora oggi riscopre tutta la sua attualità: agli italiani impoveriti dalle politiche neoliberiste e dalla crisi del 2008 Oxfam indica come causa principale l'iniquità dell'attuale sistema economico mondiale mentre il cittadino medio, ormai assorbite le campagne di odio diffuse da alcune forze politiche, limita il proprio orizzonte cognitivo ad i soli effetti, rigurgitando razzismo e intolleranza verso chi ne è vittima al pari suo e che, cercando di fuggire da situazioni disperate, si trova costretto ad affidarsi ai trafficanti di morte e a rischiare la vita su un barcone. Fino a che i penultimi faranno guerra agli ultimi, i miliardari continueranno a crescere di numero e, indisturbati, ad accumulare ricchezze.

 

* Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati.

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Gli “Scritti sul Partito” di Antonio Gramsci. Un’antologia a cura di Ruggero Giacomini

Categoria: Libri Hits:19

 

Vinicio Cerqueti

 

Sbagliare è umano si usa dire. È un detto tanto diffuso e noto che ormai ci fa diventare accorti. Ci costringe a pensare, studiare, ragionare, organizzarsi per essere pronti. Questo potrebbe aver pensato Ruggero Giacomini, nel decidere di raccogliere in una unica pubblicazione gli scritti gramsciani sul partito, alcuni firmati ed altri a lui attribuibili con certezza, che compongono gli Scritti sul Partito di Antonio Gramsci (ed. MarxVentuno, 2020).

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"La sinistra di destra": un libro di Mauro Vanetti

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Christian De Luca

 

Il libro di Mauro Vanetti, pubblicato nel 2019 da Edizioni Alegre, è uno strumento necessario per placare l’effetto di straniamento e di rabbia che deriva ogni qual volta ci troviamo a discutere con persone che si ritengono democratiche e persino di sinistra ma che, in realtà, sostengono partiti dalle mani sporche di sangue o si lasciano molto spesso andare a opinioni, pensieri e idee molto più di destra che di sinistra.

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Sviluppiamo un movimento politico unitario e organizzato su scala nazionale per la Costituzione

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Coordinamento di Democrazia Costituzionale di Bari

 

La battaglia del NO non finisce qui

Vogliamo in primo luogo ringraziare le cittadine e i cittadini che hanno scelto di contribuire con il loro impegno a un risultato del No comunque importante.

L’ampio vantaggio conseguito dal Sì nel voto referendario non cancella la debolezza degli argomenti portati a sostegno. I risparmi risibili, i confronti con l’estero falsati e fuorvianti, i guadagni di efficienza indimostrati e indimostrabili rimangono tal quali.

Parimenti rimangono i danni certi alla rappresentanza di regioni piccole e medie e forze politiche minori.

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La sinistra radicale in Europa. Una ricerca di Transform! Europe

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Roberto Morea, Mattia Gambilonghi, Alessandro Tedde

(Introduzione al volume La sinistra radicale in Europa. Memoria, sfide, prospettive, a cura di Roberto Morea, Mattia Gambilonghi, Alessandro Tedde, Transform! Europe, 2020, http://bit.ly/sinistra-radicale-in-europa)

 

All’indomani del crollo del blocco sovietico, molti ambienti politici e culturali avanzarono l’idea che la comunità politica di milioni di persone che fino a quel momento si era raccolta attorno ai partiti comunisti europei dovesse iniziare un processo di transizione che la conducesse verso una nuova identità democratica, genericamente progressista e interclassista: il XXI secolo non avrebbe più dovuto conoscere una rappresentanza autonoma dei lavoratori che il movimento operaio aveva coltivato in due secoli di lotte anche grazie al contributo del marxismo e della cultura comunista.

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Il viaggio di Sergio Romano nell’"arcipelago sovranista"

Categoria: Libri Hits:406

 

Francesco Pietrobelli

 

«Il sovranismo non ha una data di fondazione, un padre fondatore e un manifesto. È un fenomeno diffuso che ha avuto grande fortuna negli ultimi anni e ha caratteristiche diverse da un Paese all’altro. Ma le sue manifestazioni possono anche presentare considerevoli somiglianze». Con queste parole comincia la premessa al libro di Sergio Romano L’epidemia sovranista, edito a fine dell’anno scorso da Longanesi. Vengono così subito specificati gli obiettivi dell’opera, che non intende portare una analisi esaustiva del fenomeno sovranista, bensì delineare quei tratti comuni di sviluppo e quegli elementi ricorrenti pur fra le molteplici sfaccettature assunte dal fenomeno a seconda del Paese in questione. Di conseguenza, «più che una storia del sovranismo questo è un viaggio nell’arcipelago sovranista»[1].

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Gli Scritti etno-antropologici di Marx ed Engels: Presentazione dei curatori

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Ferdinando Vidoni, Stefano Bracaletti

 

Il presente volume delle Opere complete di Marx ed Engels intende anzitutto fornire la traduzione completa dei cosiddetti «Quaderni di etnologia» marxiani, forse più compiutamente denominabili come «Quaderni etno-antropologici». Negli ultimi anni della sua vita, dal 1879 al 1882, Marx allargò infatti i suoi interessi anche alle nuove scienze umane dell’etnologia e di quella che oggi si usa chiamare antropologia culturale o sociale, che si andavano rapidamente sviluppando su uno sfondo evoluzionistico e che offrivano preziosi elementi di collegamento e confronto con il suo «materialismo storico». Compilò così corposi quaderni di Exzerpte o estratti con citazioni, riassunti, commenti da opere soprattutto di Lewis H. Morgan, John Phear, Henry S. Maine, John Lubbock.

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Il radicamento del pensiero antropologico post-moderno nella società contemporanea

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Alessandra Ciattini*

 

Introduzione

Negli ultimi decenni numerose sono state le opere di più o meno grande diffusione, nelle quali si sono analizzate e sono state ampiamente confutate le tesi sostenute dai cosiddetti autori post-moderni, sia pure nella consapevolezza che tale corrente di pensiero non costituisce un filone omogeneo, giacché contiene in sé varianti, sfumature e tendenze non omologabili in uno stesso cliché. Sono convinta, tuttavia, che il noto pamphet di Terry Eagleton (Le illusioni del post-modernismo, 1998) colga nel segno quando individua le debolezze di questo pensiero, soprattutto quando denuncia con vigore la sua incapacità di dare una risposta seria ai drammatici problemi, con cui si confronta la società contemporanea.

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L'antropologia marxista

Categoria: Saggi Hits:9872

  1. Vito Bongiorno*

 

Nuestros pueblos originarios han conservado sus raices socialistas
Hugo Chávez

 

Concetti basilari

Dalla fine del secolo XIX e lungo tutto il corso del XX la cultura marxista ha raccolto la sfida della descrizione della diversità culturale. Prendendo spunto da alcune delle idee fondamentali degli scritti di Marx e di Engels, alcuni studiosi hanno analizzato istituzioni e strutture sociali appartenenti alle differenti società umane; in alcuni casi, tali analisi hanno reso possibile la formulazione di generalizzazioni e l’elaborazione di teorie antropologico-culturali di carattere generale.

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Le Poesie giovanili di Volponi tra materialismo e corporalità

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  Gian Luca Picconi   La pubblicazione nella collana bianca Einaudi delle Poesie giovanili di Paolo Volponi, a cura di Salvatore Ritrovato e Sara Serenelli (P. Volponi, Poesie giovanili, a cura di S. Serenelli e S. Ritrovato, Torino, Einaudi, 2020), apre uno squarcio sulle fasi più antiche dell’officina del poeta e sul suo apprendistato letterario contribuendo così a ridefinirne l’immagine e a ristoricizzarne la figura.

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La gig economy protagonista del cinema realista di Ken Loach

Categoria: Film Hits:770

  Sabato Danzilli   Ken Loach si conferma con Sorry, we missed you, la sua ultima fatica, come un regista d’altissimo livello. Sempre dedito nel suo cinema alla descrizione delle condizioni di vita degli sfruttati e degli emarginati, il cineasta vanta la vittoria per due volte della Palma d’oro al festival di Cannes, nel 2006 con Il vento che accarezza l’erba e nel 2016 con I, Daniel Blake, nonché il Leone d’oro alla carriera del festival di Venezia nel 1994. È confermata anche in questo film la sua lunga collaborazione con lo sceneggiatore Paul Laverty, tra i cui frutti, oltre ai film citati...

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D’Annunzio fra i pastori

Categoria: Articoli Hits:1040

di Salvatore Ritrovato Settembre, andiamo. È tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all’Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti. Han bevuto profondamente ai fonti alpestri, che sapor d’acqua natia rimanga né cuori esuli a conforto, che lungo illuda la lor sete in via. Rinnovato hanno verga d’avellano. E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente, su le vestigia degli antichi padri. O voce di colui che primamente conosce il tremolar della marina! Ora lungh’esso il litoral cammina La greggia. Senza mutamento è l’aria. Il sole imbionda sì la viva lana che quasi dalla sabbia non divaria. Isciacquio, calpestio, dolci...

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Il concetto di resistenza nel Pratolini di ‹‹Campo di Marte››

Categoria: Libri Hits:1091

Alessia Balducci   Quando ho detto che da questa mia frequentazione imparai a tenere la penna in mano, c’è della generosità, ma in gran parte è così. Imparai a calcolare i significati di una parola, a inseguire una soluzione stilistica1. Così Pratolini, redattore insieme ad Alfonso Gatto della rivista ‹‹Campo di Marte›› (pubblicata dall’agosto 1938 all’agosto 1939) in un’intervista a Ferdinando Camon parlava del suo rapporto con il gruppo ermetico fiorentino. Questa ammissione rispecchia un profondo legame tra l’autore di Cronache di poveri amanti e coloro che, poco più che ventenni, piuttosto che nell’impegno politico, incentravano la loro vita nel paradigma di Carlo...

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Umanesimo socialista e letteratura mondiale nell’opera di Karl Marx

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  Donatello Santarone *                                                Se vuoi godere dell’arte, devi essere un uomo artisticamente educato. Karl Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844. Le poesie perdono molto, a stamparle strette e inzeppate. Karl Marx a Joseph Weydemeyer, 16 gennaio 1852    Leggere Marx è come leggere un classico Leggere Marx è concedersi, anzitutto, un “alto godimento dello spirito”. Perché è come leggere un classico del pensiero e dell’arte mondiali, è come avventurarsi nei canti di Dante, nei primi piani di Masaccio, nelle analisi storiche di Machiavelli, nei ragionamenti di Bacone, nelle fughe di Bach: geroglifici umani e storici altrettanto complessi di quelli che Marx tenta di svelarci parlando della natura misteriosa...

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Difendere la Costituzione antifascista, sostenere la campagna per il NO nel referendum

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 Andrea Catone *

 

Per i comunisti e per tutte le forze che si battono per uno sbocco progressivo alla grave crisi del nostro Paese, per stabilire rapporti di forza più favorevoli alla classe dei lavoratori, la battaglia per fermare lo scempio della Costituzione antifascista nata dalla Resistenza – il momento più alto della lotta di classe in Italia – non è una battaglia accessoria, secondaria, parziale, ma è centrale, essenziale.

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Epidemia del lavoro stagnante

Categoria: Saggi Hits:409

 Carla Filosa

 

Scrive Marx nel suo Discorso sulla questione del libero scambio (Bruxelles, gennaio 1848):

“Bowring[1] presenta gli operai come mezzi di produzione che è necessario sostituire con altri mezzi di produzione meno costosi. Egli finge di vedere nel lavoro di cui parla un lavoro del tutto eccezionale, e nella macchina che ha schiacciato i tessitori una macchina altrettanto eccezionale. Dimentica che non vi è lavoro manuale che non sia suscettibile di subire da un momento all’altro la sorte dell’industria tessile…

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La lotta alla “casta”? Solo un alibi per l’Austerity

Categoria: Articoli Hits:343

Emiliano Brancaccio

(da "L'Espresso", 28.6.2020)

 

Meno di un euro, nemmeno un caffè all’anno. E’ questo il risparmio che ogni cittadino italiano potrà attendersi dal taglio dei parlamentari che sarà oggetto di referendum confermativo il 20 e 21 settembre prossimi.

Iniziata una dozzina di anni fa come puritana ribellione verso un ceto politico ingordo di privilegi, la lotta alla casta giunge così al suo infimo epilogo. In origine la crociata poteva rivendicare risparmi un po’ più consistenti, come ad esempio la stretta di 700 milioni sulle famigerate auto blu. Oggi deve accontentarsi di un più magro bottino: dall’annunciato taglio dei parlamentari verranno meno di 60 milioni.

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Il prezzo del petrolio va sotto zero, anomalia sovversiva

Categoria: Articoli Hits:275

 

Alberto Negri

(da: "il manifesto", 22.4.2020)

 

Con il crollo dei consumi mondiali dovuto alla pandemia, per la prima volta nella storia lunedì il prezzo del petrolio è precipitato negli Usa sotto zero.

Un’anomalia selvaggia e sovversiva dovuta all’incrocio tra gli effetti economici globali del virus, le distorsioni del capitalismo finanziario e la politica di potenza.

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Ma non è l’epidemia: quella annunciata è crisi ciclica del capitale

Categoria: Articoli Hits:808

 Fosco Giannini

 

In questa fase segnata, come questione centrale, dalla crisi sanitaria (una crisi, anticipando la tesi di fondo di questo articolo, che trova la propria causa non tanto nella trasmissione del virus da parte dei pipistrelli – moral suasion consueta e ripetuta del potere capitalistico in cerca di ipocrite risposte ai propri fallimenti – quanto nella destrutturazione/privatizzazione, all’interno dei sistemi capitalistici a livello mondiale, della sanità pubblica quale nuovo meccanismo ciclico di produzione/ riproduzione del capitale), in questa fase, ove primeggia la paura della morte, un’altra paura è sempre più evocata: quella di una crisi economica di enormi proporzioni, una recessione dell’intero mondo capitalista persino superiore a quella già grande e recentissima scoppiata tra il 2007 ed il 2013 negli USA (e propagatasi come “un’altra epidemia” nell’intero occidente) in seguito al “crac” dei “subprime” e del mercato immobiliare nordamericano.

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Crisi e accumulazione e ricostituzione del potere capitalistico

Categoria: Saggi Hits:533

 

Cosimo Cerardi

 

In base ai criteri di analisi di Marx, nessun ordinamento sociale può subire una crisi generale fino a che non abbia realizzato tutte le proprie potenzialità storiche, divenendo incapace di contenere gli sviluppi sociali e materiali che esso stesso ha messo in moto. Scriveva Marx nel 1859:

Nessun ordine sociale è mai distrutto prima che tutte le forze produttive per le quali è sufficiente si siano sviluppate e nuove, superiori, relazioni di produzione non prendono mai il posto delle vecchie prima che le condizioni materiali per la loro esistenza si siano maturate entro la struttura della vecchia società (1).

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Engels duecento anni dopo

Categoria: Relazioni e Interventi Hits:177

 Salvatore Tinè *

 

L’idea del convegno nasce dall’idea di “approfittare” del bicentenario della nascita di Engels per tornare a riflettere sull’opera e il pensiero di una figura che ha avuto un ruolo così importante e per molti versi decisivo non solo nella genesi del marxismo come teoria scientifica del modo di produzione capitalistico e come concezione generale del mondo ma anche nella sua diffusione e definitiva affermazione lungo la seconda metà dell’Ottocento nel movimento operaio europeo, ovvero nella trasformazione di quella teoria in una concreta forza materiale e di massa.

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A 200 anni dalla nascita di Engels

Categoria: Articoli Hits:261

Lelio La Porta

 

Friedrich Engels nacque a Barmen, un sobborgo di Wuppertal, il 28 novembre del 1820. Si recò in Inghilterra per volontà del padre (un importante industriale) per compiervi un tirocinio commerciale. Qui entrò in contatto con la realtà dell’economia industriale sviluppata e con quella forma di socialismo che egli stesso, in seguito, definì “utopistico” (Proudhon, Fourier, Owen).

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In memoria di Giuseppe Prestipino

Categoria: Articoli Hits:238

 Lelio La Porta

 

“Questo no! Resta qui!”: così mi ha detto qualche tempo fa Giuseppe Prestipino quando, insieme ad altri amici, abbiamo raccolto su sua richiesta i volumi della sua biblioteca per trasferirli dove piaceva alla sua volontà. Tutti i libri dovevano essere sistemati negli scatoloni tranne uno: La montagna incantata di Thomas Mann. È l’unico classico che Prestipino ha sempre continuato a leggere in formato cartaceo. Una passione particolare per la vicenda e per i protagonisti, per lo scontro fra Settembrini e Naphta, per l’autore del romanzo.

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Filosofia del ritiro, ritiro della filosofia. Sulle derive del post-marxismo

Categoria: Saggi Hits:844

 Yuri Di Liberto

 

  1. Sulla fobia del potere

Rivolgendo uno sguardo ricognitivo al lessico della filosofia dopo la fine del socialismo reale, dopo la caduta del muro di Berlino, ma - in realtà - già a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, non si può fare a meno di notare come le parole d’ordine della vecchia filosofia (rivoluzione, partito, contraddizione, lotta di classe ecc.) siano state lentamente sostituite da un lessico ad esse complementare, ma talvolta con esse incompatibile. Una certa insofferenza per il fantasma di Stalin, nonché un certo imbarazzo per l’adesione di tanta intellighenzia mitteleuropea al progetto comunista, hanno fatto sì che lo scibbolet, la parola d’ordine, del pensiero filosofico-politico post-Unione Sovietica diventasse - e lo è tuttora - quella del ritiro.

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Leggere Gramsci, fra tradizione e futuro

Categoria: Saggi Hits:470

Marcello Mustè *

 

La vicenda delle interpretazioni di Gramsci è attraversata da un motivo ricorrente, quasi sotterraneo, che ha assunto diverse direzioni (ora “di destra”, ora “di sinistra”) e che ha spesso tentato di affermare una pretesa estraneità del pensatore sardo alla tradizione del marxismo teorico, la difformità dal pensiero di Marx, il carattere “sovrastrutturalista” della sua elaborazione, di teorico della società civile piuttosto che della struttura economica e dello Stato politico.

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Antonio Gramsci, se insegnare è un’arte

Categoria: Libri Hits:438

 

Lelio La Porta *

 

La parola contaminazione suscita, già al solo pronunciarla, sudori freddi che scorrono lungo il corpo di chi ascolta in quanto evoca epidemie, catastrofi e cataclismi. Ci sono casi in cui, al di fuori della terminologia medica, però, la contaminazione riesce a rendere perfettamente il senso di una dialettica profonda che consente ad un pensiero in embrione di svilupparsi e di prendere consapevolezza di sé e delle sue potenzialità fino alla definitiva maturazione. È il caso di Antonio Gramsci in rapporto alla tematica della formazione dell’uomo così come viene affrontata nel libro di Chiara Meta, Il soggetto e l’educazione in Gramsci. Formazione dell’uomo e teoria della personalità (Bordeaux, Roma 2019, pp. 185, €. 14,00).

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Pionieri del futuro. Una proposta pedagogica comunista (parte II)

Categoria: Saggi Hits:1569

 

Paola Pavese

 

Appunti per un manuale

I Pionieri del Futuro. Le attività per fasce d’età

Tutti bambini e i ragazzi dai 7 ai 13 anni possono diventare Pionieri del Futuro, una volta che abbiano aderito all’ Invito dei Pionieri (vedi più avanti). Le attività saranno però diverse per i bambini fino agli 11 anni, rispetto a quelle dei ragazzi più grandi. I più grandi aiuteranno le attività dei piccoli e si dedicheranno con maggior approfondimento ad attività di impegno sociale, anche a carattere internazionale.

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Pionieri del futuro. Una proposta pedagogica comunista (parte I)

Categoria: Saggi Hits:3728

© Paola Pavese

 

Premessa

Questo opuscolo è un’introduzione, non certo esaustiva, ad alcuni riferimenti teorici della pedagogia marxista e alla storia dei Pionieri d’Italia.

Ma è soprattutto un manuale, in cui ho immaginato una possibile organizzazione per bambini e ragazzi, a cui ho voluto dare un nome, che mi è sembrato bellissimo: Pionieri del Futuro. Per scriverlo ho seguito le orme di Gianni Rodari e del suo Manuale dei Pionieri, che a leggerlo pare anch'esso un esercizio di fantasia, basato su un qualche testo che l'autore pare avere sotto gli occhi. Ovviamente, fare esercizi di fantasia seguendo le orme di Rodari viene facile, direi che viene quasi automatico, ed è probabile che in più di un'occasione mi sia fatta trascinare dall'entusiasmo.

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Marxismo e intercultura

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Donatello Santarone*

 

Gli studi interculturali sono molto vasti, un enorme contenitore dove convivono prospettive scientifiche e culturali spesso opposte. C’è un’intercultura “aziendalista” (e persino “militarista”) che vuole conoscere il cosiddetto “altro” per meglio colonizzarlo (un po’ come i primi antropologi al servizio degli eserciti coloniali nell’800): è una visione tutta strumentale della relazione con i paesi e i popoli del Terzo e Quarto Mondo, finalizzata esclusivamente alla dimensione mercantile del rapporto.

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Possibilidades Lenineanas para uma Paidéia Comunista

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Antonio Carlos Mazzeo

 

I. Os Pressupostos

A preocupação em abrir o debate sobre a conexão entre educação e socialismo nas universidades brasileiras é muito relevante. Até por que, nada mais conectado e articulado do que aprendizado, educação e socialismo. Recuperar esse vínculo já vale um evento como este. Recentemente participei de um seminário na Faculdade de Educação da Unesp/Marília intitulado Marx, Gramsci e Vigotsky: Aproximações, do qual resultou um livro com as palestras proferidas, onde está publicada minha intervenção no evento , uma prazeirosa experiência, pois raramente tenho a oportunidade de dialogar com pedagogos estando, na maioria do tempo, restrito à minha área de Ciências Sociais e de Historia.

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Dall'Antropocene al Capitalocene: l'evoluzione dei paradigmi interpret …

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 Andrea Vento *

 

L'inesorabile incedere della crisi climatico-ambientale degli ultimi decenni ha indotto la comunità accademica internazionale ad ampliare e approfondire il campo di studi al fine di comprenderne cause, portata e sviluppi futuri. Un'imponente attività di ricerca, trasversale a varie discipline, che ha generato anche l'elaborazione di nuovi paradigmi teorici e terminologici. In tale ambito, particolare interesse sta rivestendo il concetto di Antropocene, da qualche anno a questa parte, oggetto di un crescente numero di pubblicazioni nell'ambito delle scienze geografiche e non solo.

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La rivoluzione del nostro tempo. L'economia sociale di mercato in Biel …

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 Giambattista Cadoppi*

 

La storia lo testimonia in modo convincente: la Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, il cui principale obiettivo era la costruzione di una società di giustizia sociale, libera dalla disuguaglianza e dall’oppressione, era dotata di un’enorme forza creatrice. L’energia dell’Ottobre ha ispirato la vittoria nella Grande Guerra Patriottica, la conquista del cosmo, le realizzazioni del lavoro del popolo sovietico, fatti riconosciuti in tutto il mondo. La rivoluzione d’Ottobre ha cambiato il destino della Bielorussia, ha dato un potente impulso alla rinascita sociale e spirituale del nostro popolo.

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Lotta alla povertà e alla disuguaglianza in Cina. Una risposta a Thom …

Categoria: Saggi Hits:287

Gianni Cadoppi

 

6. Disuguaglianze regionali (1): il Go West

In Cina ci sono tre fondamentali disparità. Due, quella tra lavoratori industriali e agricoli, quella tra città e campagna le abbiamo già affrontate. Rimane da affrontare quella tra regioni che in Cina si chiamano provincie. La differenza tra regioni costiere e dell’interno si aggiunge a quella tra città e campagna in quanto le regioni litoranee orientali sono prevalentemente industriali e quelle interne sono agricole. Le differenze sono anche originate sia dalle differenti sorgenti di reddito, ad esempio l’aumento degli stipendi nelle aziende collocate in campagna, sia dalla differenza nel ruolo dell’educazione che spiega in particolare le differenze regionali nei redditi cittadini. Dove l'istruzione è più sviluppata i redditi sono maggiori.

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Buon giorno, Bolivia!

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 Rodrigo Andrea Rivas

  “Vinceremo, vinceremo noi, i più semplici, vinceremo, anche se tu non lo credi, vinceremo”

            Pablo Neruda, “Ode all’uomo semplice”

 

Recalcitranti fascisti definiscono la nuova strategia golpista. Senza Paparino Donald sembra più dura

Oggi [8 novembre 2020, ndr] Luis Arce ha assunto l’incarico di Presidente della Bolivia, per il quale è stato eletto grazie alla storica vittoria democratica del 18 ottobre scorso.

La notte di giovedì 5 novembre è scoppiata una carica di dinamite nella sede del Movimento al Socialismo (MAS) a La Paz mentre il presidente eletto era riunito col suo gruppo di lavoro.

In perfetta sincronia è iniziato una due giorni di blocchi stradali e scioperi a Santa Cruz, la provincia più ricca del paese e bastione dell’ultradestra, contro l’assunzione del governo da parte di Arce.

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Lotta alla povertà e alla disuguaglianza in Cina. Una risposta a Thom …

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di Gianni Cadoppi

Introduzione

Si tratta di un insieme di saggi scritti nel corso degli anni e solo parzialmente aggiornati ma il cui senso rimane a mio avviso intatto. Spesso la questione della disuguaglianza in Cina è affrontata con metodologie parziali che non tengono conto dell’insieme dello sviluppo economico e sociale del grande paese asiatico e della sua unicità dal punto di vista dell'estensione territoriale e come paese più popoloso del mondo. A volte il saggio risulterà abbastanza ripetitivo perché i singoli capitoli sono stati scritti in maniera autonoma. Credo che il saggio sia tornato di attualità dopo le critiche di Thomas Piketty alla Cina sul tema delle disuguaglianze. Questi saggi sono stati scritti originariamente prima del libro di Piketty e il berseglio erano coloro che nella sinistra occidentale sostenevano l’inesorabile deriva capitalistica della Cina.

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Incurabili! Marx non c’entra proprio nulla con la Scienza?!?

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 Angelo Baracca

 

Due anni fa ricorreva il duecentesimo centenario della nascita di Karl Marx e giustamente il mondo intero fu inondato da una marea di commemorazioni, incontri e convegni di tutti i tipi e i livelli. Nel corso di queste manifestazioni io fui colpito dal fatto che in nessuna delle iniziative di cui venivo a conoscenza compariva neanche per caso la parola Scienza: ergo, il messaggio è per il colto e l’inclita – ma molto più negativamente per tutt* i compagn* – che il marxismo ha a che fare con la politica, l’economia, la società, ma non ha nulla a che fare con la Scienza (uso volutamente la maiuscola).

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“The Donald” scopre la Luna

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Gennaro Chiappinelli, Massimiliano Romanello

 

Il leggendario filosofo turco Nasreddin Hoca narra di un uomo che, vedendo la Luna riflessa nell’acqua in fondo ad un pozzo, cercò di recuperarla e restituirla al cielo per mezzo di una fune. La fune rimase impigliata ad una roccia sporgente e l’uomo, cadendo all’indietro per l’inutile sforzo, si compiacque nel vedere che la Luna era effettivamente tornata al suo posto.

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Migrazioni climatiche

Categoria: Saggi Hits:563

Andrea Vento

 

Il genere umano, sin dall'epoca preistorica, è sempre stato interessato da spostamenti, su scala più o meno ampia, generati da una vasta gamma di motivazioni, fra le quali principalmente: la ricerca di nuove terre, l'aspirazione verso migliori condizioni di vita, l'espansione coloniale, la fuga da guerre, persecuzioni e discriminazioni varie ed anche da fenomeni naturali avversi quali catastrofi e cambiamenti climatici. Numerosi sono i casi storici di movimenti di interi popoli o di parte di essi sospinti da fenomeni naturali, in quanto le migrazioni hanno da sempre rappresentato una fondamentale strategia di adattamento ai mutamenti climatico-ambientali. Nonostante ciò, l'elite politica mondiale e i media internazionali non hanno, sino a pochi anni fa, prestato particolare attenzione a questo fenomeno. La comunità scientifica mondiale, invece, dalla fine del scorso secolo ha mostrato crescente interesse sia verso lo studio dei cambiamenti climatici che delle sue conseguenze, come l'impatto sui flussi migratori.

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Attualità di Marx. Che cosa possiamo dire di nuovo sulla Scienza dal punto di vista del materialismo storico?

Categoria: Saggi Hits:6475

 

Angelo Baracca 

 

Nella ricorrenza del bicentenario della nascita di Marx si stanno ovviamente moltiplicando le iniziative a livello internazionale, nazionale e locale. Non devo certo esprimere la mia convinzione che dall'elaborazione di Marx ci siano ancora tantissimi insegnamenti da trarre. La vera sfida è di trarre spunti fecondi sui temi più scottanti oggi sul tappeto. Non ho l'ambizione di fare questo, ma vorrei dare un contributo su un campo che probabilmente non sarà al centro dei temi trattati, ma sul quale mi sono personalmente impegnato per quattro decenni e che ritengo sempre più cruciale oggi: il tema della Scienza. Intendo la Scienza capitalistica, quella cioè che venne fondata (schematizzo brutalmente) nei secoli XVII-XVIII e divenne con il decollo della Rivoluzione industriale del XVIII secolo uno dei cardini, sempre più imprescindibili, della Società industriale e del capitalismo. E qui sono convinto che ci sia ancora moltissimo da trarre da Marx.

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Il patrimonio scientifico-tecnologico fra lunga durata e attuale emergenza

Categoria: Saggi Hits:1671

Andre’ Tosel

 

La tradizione italiana marxista di riflessione sulle scienze e il loro uso sociale è sempre stata reticente nei confronti del realismo epistemologico, marcata dallo storicismo e dall’idealismo soggettivo: bisogna risalire alle opere troppo trascurate e notevoli di Ludovico Geymonat (e di certi dei suoi alunni) – come tra l’altro Filosofia e filosofia della scienza (1960), Scienza e realismo (1970) e la monumentale Storia del pensiero scientifico e filosofico - per vedere proposta un’interpretazione materialista e dialettica della storia della conoscenza scientifica, che difenda del tutto l’obbiettività di questa conoscenza e la sua necessaria utilizzazione da parte delle forze desiderose di trasformare la società capitalista. Bisogna anche tenere conto del materialismo leopardiano di Sebastiano Timpanaro, critico di qualunque progressismo.

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E allora le foibe? La Storia alla prova dei fatti in un libro di Eric Gobetti

Categoria: Libri Hits:114

 Vincenzo Bello

 

Il libro di Eric Gobetti E allora le foibe? (Laterza, Roma-Bari, 2021) è un libro importante e coraggioso in questi tempi di revisionismo e ha l’obiettivo, evidente sin dalle prime pagine, di decostruire la retorica e la propaganda bipartisan, frutto di un tentativo di riconciliazione “post-ideologica” (dei post fascisti e dei post comunisti) e di un uso pubblico (politico) della storia volto a trasformare l’identità collettiva del Paese anche attraverso la rimozione dei crimini fascisti.[1] Una narrazione che, nel caso specifico, vede, da un lato, nei popoli slavi e nei loro partigiani degli esseri barbari e dediti alle più atroci violenze, dall’altro, negli italiani, le vittime innocenti di queste violenze. Siamo sicuri che le cose stiano realmente così?

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La democrazia sociale novecentesca come forma politica della parità relativa tra capitale e lavoro

Categoria: Saggi Hits:137

 Mattia Gambilonghi *

 

L’obiettivo del saggio in questione è quello di chiarire l’accezione del termine che dà il titolo al volume, quello, cioè, di “democrazia sociale”, e, in secondo luogo, di mettere in luce il legame che questa particolare forma politica viene ad instaurare, da un lato, con il cosiddetto costituzionalismo democratico-sociale (o “della seconda ondata”), e, dall’altro, con le forme di interventismo e di governo dei processi economici e sociali affermatesi a partire dall’entre-deux-guerres.

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La storia del Pci, fra processi di apprendimento e strategia egemonica

Categoria: Saggi Hits:640

 Alexander Höbel

 

  1. Una storia organica, una strategia di lunga durata

La storia del Partito comunista italiano, di cui nel gennaio 2021 si celebrerà il centenario della fondazione, è stata da sempre oggetto, oltre che di una storiografia spesso straordinaria (si pensi a Paolo Spriano ed Ernesto Ragionieri), anche di molte letture deformanti, viziate dal pregiudizio ideologico quando non dalla vera e propria incomprensione. Tale tipo di revisionismo storico applicato a una vicenda grande e complessa come quella del Pci ha conosciuto ovviamente una nuova fioritura dopo il 1989-91, trovando nuovi adepti a destra ma anche a sinistra.

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La Cina di Marx

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 Donatello Santarone

 

“La profonda ipocrisia, l’intrinseca barbarie della civiltà borghese ci stanno dinanzi senza veli, non appena dalle grandi metropoli, dove esse prendono forme rispettabili, volgiamo gli occhi alle colonie, dove vanno in giro ignude." (Marx, New York Daily Tribune, 8 agosto 1853).

 

Due sterline ad articolo: tanto era il compenso che Karl Marx, “il nostro corrispondente da Londra”, percepiva per i suoi densi e documentati articoli sul quotidiano statunitense New York Daily Tribune, articoli che spaziavano dalla schiavitù in America al Risorgimento italiano, dalle guerre dell’oppio in Cina al colonialismo britannico in India, dalla servitù della gleba nella Russia zarista alla guerra di Crimea, dalle dittature borghesi di Napoleone III (1808-1873) e Lord Palmerston (1784-1865) alle crisi finanziarie e commerciali dei principali paesi europei.

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Una nuova edizione degli "Scritti sul partito" di Gramsci

Categoria: Articoli Hits:197

 

Antonio Gramsci, Scritti sul partito

a cura di Ruggero Giacomini

 

Per il centenario della nascita del Partito Comunista d’Italia è appena uscito per le edizioni MarxVentuno il libro Antonio Gramsci. Scritti sul partito, a cura di Ruggero Giacomini.

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