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Sergio Ferrari*
Il Convoglio Nuestra América, carovana di solidarietà internazionale con Cuba, è arrivato sull'isola caraibica nella seconda metà di marzo. Il giorno 20, centinaia di rappresentanti di oltre 30 paesi sono stati ricevuti ufficialmente dalle autorità. Avevano trasportato varie tonnellate di cibo, medicinali e aiuti umanitari. "La Carovana ha costituito un'iniziativa simbolica per esprimere al popolo cubano che non è solo", spiega il medico svizzero Franco Cavalli. Eminente figura scientifica che ha presieduto l'Unione Internazionale contro il Cancro (2006-2008), Cavalli è stato deputato nazionale per diverse legislature e fondatore dell'ONG mediCuba, organizzazione impegnata a livello svizzero ed europeo nella promozione della solidarietà medico-scientifica con il paese caraibico.
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Gianmarco Pisa
«Rivoluzione è il senso del momento storico; cambiare tutto quello che dev’essere cambiato; uguaglianza e libertà piene; essere trattato e trattare gli altri come esseri umani; emanciparci noi stessi e con i nostri propri sforzi; sfidare poderose forze dominanti dentro e fuori dall’ambito sociale e nazionale; difendere valori nei quali si crede al prezzo di qualsiasi sacrificio; modestia, disinteresse, altruismo, solidarietà, eroismo; lottare con audacia, intelligenza e realismo; non mentire mai e non violare i principi etici; convinzione profonda che non esiste forza nel mondo capace di schiacciare la forza della verità e delle idee. Rivoluzione è unità, indipendenza, lottare per i nostri sogni di giustizia, per Cuba e per il mondo, e questa è la base del nostro patriottismo, del nostro socialismo, del nostro internazionalismo».
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Carla Filosa
In attesa del 22-23 marzo, l’attenzione al referendum confermativo viene distratta da eventi di gran lunga superiori, come l’ultimo attacco di sabato scorso Usa/Israele all’Iran, le pregresse minacce a Cuba – anch’essa si vorrebbe ricoprire dalla bandiera a stelle e strisce, al pari di Groenlandia e Canada – e guerra in Ucraina la cui fine è in apparenza sempre più lontana, mentre produce morti e impoverimento quale obiettivo finora stabilizzato.
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Gianmarco Pisa
È l’arte che interagisce dialetticamente con il reale, che riguarda l’uomo nella società e nella storia, con la sua vita, le sue evoluzioni e le sue trasformazioni, sempre dialetticamente intrecciate con la dinamica sociale, il conflitto sociale, e il divenire storico, la trasformazione storico-sociale, a essere propriamente arte.
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Domenico Moro
Trump era stato eletto a fine 2024 anche perché aveva promesso a un elettorato stanco delle guerre in cui gli Usa si sono trovati impantanati per decenni che non avrebbe coinvolto il paese in nuove guerre. Tantomeno avrebbe coinvolto gli Usa in una guerra in Medio Oriente, che, in base a quanto esplicitato a novembre 2025 nella National Security Strategy, non avrebbe più dovuto occupare un ruolo centrale nella politica estera statunitense, dal momento che gli Usa sono diventati un esportatore netto di energia e non hanno più bisogno di rifornirsi all’estero di petrolio.
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Carla Filosa
La cultura del nostro tempo, quella della narrazione di un “dover essere che non è”, affonda sempre più le sue radici nella propaganda dei miti e riti di un passato mai trascorso del tutto, perché mai analizzato politicamente fino in fondo, e che nel ventennio prebellico si è articolato con un centinaio di parole ripetendo le stesse formule. Un Gaetano Salvemini poteva esser chiamato “ceffo” – tanto per un rapidissimo esempio – e nell’età dei cosiddetti totalitarismi in cui vigeva “l’organizzazione intellettuale degli odî politici” si è elevata la politica a religione[1].
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Carla Filosa
È tempo di scontro politico, in cui ogni argomento si combatte col discredito dell’avversario, la verità opportunisticamente cancellata è sostituita con un falso verosimile inesistente. Tanata la riforma della Giustizia come riforma della Costituzione, il ministro Nordio sposta gli obiettivi “tecnici” di merito di questa sull’attacco alla persona. Quale miglior bersaglio del procuratore Gratteri, antagonista da sempre, senza protezioni di appartenenze, troppo ligio e specchiato per essere ricattabile, troppo famoso per non suscitare invidie, di cui si decontestualizza una frase ribaltandone concettualmente il senso!
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Carla Filosa
Questa riforma non bisogna più chiamarla della Giustizia, ma riforma della Costituzione. Ci si riferisce qui in particolare all’inaugurazione dell’anno giudiziario del 30 e 31 gennaio scorso, effettuata dalla Corte Suprema di Cassazione e dalla Corte d’Appello. Per chi non ha seguito con interesse gli eventi fine mese, la solennità della cerimonia inaugurale della magistratura in toga rossa ed ermellino è risultata stridere con il tono tra il risentito e l’aggressivo dell’intervento del ministro Nordio.
