Rodrigo Andrea Rivas

  “Vinceremo, vinceremo noi, i più semplici, vinceremo, anche se tu non lo credi, vinceremo”

            Pablo Neruda, “Ode all’uomo semplice”

 

Recalcitranti fascisti definiscono la nuova strategia golpista. Senza Paparino Donald sembra più dura

Oggi [8 novembre 2020, ndr] Luis Arce ha assunto l’incarico di Presidente della Bolivia, per il quale è stato eletto grazie alla storica vittoria democratica del 18 ottobre scorso.

La notte di giovedì 5 novembre è scoppiata una carica di dinamite nella sede del Movimento al Socialismo (MAS) a La Paz mentre il presidente eletto era riunito col suo gruppo di lavoro.

In perfetta sincronia è iniziato una due giorni di blocchi stradali e scioperi a Santa Cruz, la provincia più ricca del paese e bastione dell’ultradestra, contro l’assunzione del governo da parte di Arce.

 

Massimo Congiu

 

Le manifestazioni polacche contro la sentenza della Corte costituzionale votata a inasprire ulteriormente le già restrittive regole esistenti nel paese in materia di aborto, sono state descritte come le più imponenti dalla svolta politica del 1989. Una protesta lunga e appassionata che al momento ha ottenuto come risultato il rallentamento da parte del governo delle operazioni legate all’attuazione della sentenza che vieterebbe l’aborto anche in caso di grave malformazione del feto. L’esecutivo appare in difficoltà e ci si chiede se si stia davvero preparando a compiere un passo indietro.

 

Coordinamento di Democrazia Costituzionale di Bari

 

La battaglia del NO non finisce qui

Vogliamo in primo luogo ringraziare le cittadine e i cittadini che hanno scelto di contribuire con il loro impegno a un risultato del No comunque importante.

L’ampio vantaggio conseguito dal Sì nel voto referendario non cancella la debolezza degli argomenti portati a sostegno. I risparmi risibili, i confronti con l’estero falsati e fuorvianti, i guadagni di efficienza indimostrati e indimostrabili rimangono tal quali.

Parimenti rimangono i danni certi alla rappresentanza di regioni piccole e medie e forze politiche minori.

 Lelio La Porta

 

“Questo no! Resta qui!”: così mi ha detto qualche tempo fa Giuseppe Prestipino quando, insieme ad altri amici, abbiamo raccolto su sua richiesta i volumi della sua biblioteca per trasferirli dove piaceva alla sua volontà. Tutti i libri dovevano essere sistemati negli scatoloni tranne uno: La montagna incantata di Thomas Mann. È l’unico classico che Prestipino ha sempre continuato a leggere in formato cartaceo. Una passione particolare per la vicenda e per i protagonisti, per lo scontro fra Settembrini e Naphta, per l’autore del romanzo.

Il «ground zero» della pax americana

Alberto Negri

(il manifesto, 15.9.2020)

Trump, i ministri degli Emirati, del Bahrain e il premier israeliano Netanyahu celebrano oggi alla Casa Bianca il nuovo «ground zero» della pax americana. Come gli Emirati anche il Bahrain ha scelto di seppellire il piano saudita Abdallah del 2002.

 

Riccardo Lenzi *

(http://www.libertaegiustizia.it/2020/09/02/gli-spintaneisti-neri-che-volevano-essere-dimenticati/)

 

Quasi tutti hanno sentito nominare Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Gilberto Cavallini, Roberto Fiore. Sono alcuni tra i nomi più celebri del neofascismo e neonazismo italiani. Forse persino più noti di Franco “Giorgio” Freda e Giovanni Ventura, i due esponenti di Ordine Nuovo corresponsabili della strage di Piazza Fontana; miracoli del sistema mediatico. E pensare che Freda, senza che nessun rappresentante delle istituzioni se ne sia mai lamentato pubblicamente, nel frattempo è uno degli “intellettuali” che scrivono editoriali su Libero.

Emiliano Brancaccio

(da "L'Espresso", 28.6.2020)

 

Meno di un euro, nemmeno un caffè all’anno. E’ questo il risparmio che ogni cittadino italiano potrà attendersi dal taglio dei parlamentari che sarà oggetto di referendum confermativo il 20 e 21 settembre prossimi.

Iniziata una dozzina di anni fa come puritana ribellione verso un ceto politico ingordo di privilegi, la lotta alla casta giunge così al suo infimo epilogo. In origine la crociata poteva rivendicare risparmi un po’ più consistenti, come ad esempio la stretta di 700 milioni sulle famigerate auto blu. Oggi deve accontentarsi di un più magro bottino: dall’annunciato taglio dei parlamentari verranno meno di 60 milioni.

 Andrea Catone *

 

Per i comunisti e per tutte le forze che si battono per uno sbocco progressivo alla grave crisi del nostro Paese, per stabilire rapporti di forza più favorevoli alla classe dei lavoratori, la battaglia per fermare lo scempio della Costituzione antifascista nata dalla Resistenza – il momento più alto della lotta di classe in Italia – non è una battaglia accessoria, secondaria, parziale, ma è centrale, essenziale.

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