Vincenzo Morvillo

 

Molti, com'era prevedibile, dopo l'attacco dell'Iran ad Israele hanno cominciato col solito refrain: non si può stare dalla parte degli Ayatollah oscurantisti e integralisti. Non ci si può schierare al fianco, anche solo con le parole e le intenzioni, di fanatici islamisti che violano i diritti umani e lapidano le donne.

Domenico Moro

 

La motivazione del gravissimo attacco israeliano contro l’Iran risiede, secondo il governo israeliano, nel fatto che l’Iran fosse in procinto di dotarsi di armi nucleari e che queste armi sarebbero state usate per distruggere Israele.

 Elena Basile*

 

Scacco matto. Il criminale di guerra Benjamin Netanyahu resta in piedi. Lo credevamo finito, abbandonato dalle stesse lobby della guerra, delle armi, di Israele. Le invettive della maggioranza politica e dello spazio mediatico, inesistenti in precedenza, ci avevano fatto ben sperare. Invece ha di nuovo mischiato le carte con un’azione annunciata da anni: l’attacco all’Iran.

Andrea Vento*

 

Secondo la tv israeliana Kan, il Mossad aveva infiltrato armi all’interno dell’Iran che hanno colpito le strutture missilistiche e difensive di Teheran prima dell’attacco.

Domenico Gallo *

Continuare ad agevolare attraverso la collaborazione militare, le azioni genocidiarie di Israele a Gaza, non è soltanto una condotta illegale dal punto di vista costituzionale, ma assume i colori della complicità.

 

Pino Arlacchi *

 

Ed eccomi qui, di nuovo in Cina per l’ennesima volta. Vengo in questo paese quasi ogni anno da trent’anni. Ho potuto perciò vedere con i miei occhi la stupefacente rinascita di questo Stato-civiltà che ammalia chiunque lo incontri, da amico o da nemico, da alleato a invasore, prima e dopo Marco Polo. Ma è giunto il tempo di fare un inventario dei miei pensieri e dei miei sentimenti verso la Cina, e nelle scorse settimane ho avuto l’occasione di metterli alla prova in una serie di dibattiti ad alta intensità in alcune delle maggiori università del paese.

 

Andrea Vento

 

Chiquita Panama licenzia anche i 1.600 lavoratori a tempo indeterminato. La formazione dello stato di Panama con storia del Canale interoceanico

Gianmarco Pisa

 

Si sono dunque celebrate le elezioni politiche generali in Venezuela, lo scorso 25 maggio, per il rinnovo del Parlamento, l’Assemblea Nazionale, e per l’elezione dei 24 governatori statali, completando così il rinnovo della legislatura, dopo l’elezione alla presidenza della repubblica di Nicolas Maduro lo scorso 28 luglio.

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